Non anticipare il futuro, ma costruirlo ogni giorno

17 agosto, 2020
Anticipare eventi che non si sono ancora verificati è una comune forma di sofferenza. Dovremmo impegnarci, piuttosto, a trasformare il nostro presente; in fin dei conti, le vere occasioni si creano qui e ora.
 

Dovremmo imparare tutti a non anticipare il futuro. Pensateci bene: non abbiamo una sfera di cristallo né abbiamo a portata di mano un tempio in cui le sibille possano sussurrarci ogni giorno cosa accadrà domani o dopodomani.

Non facciamolo, quindi, non anticipiamo il futuro e gli eventi che non sono ancora avvenuti; nulla è più irrazionale che torturarsi per un orizzonte immaginario, risultato di un approccio mentale capeggiato dall’ansia.

Lo sappiamo, è molto facile a dirsi, ma è quasi impossibile controllare il flusso automatico di pensieri. Magari in termini di benessere mentale è il risultato del semplice autoconvincimento, di uno schiocco di dita e della rinuncia ad azioni e pensieri che ci provoca sofferenza.

Purtroppo, però, non funziona così ed è comune attraversare periodi in cui si ha la sensazione di essere rimasti intrappolati nel labirinto della preoccupazione e del mulinello del rimuginio.

Lo psicoterapeuta Albert Ellis, nel suo libro L’autoterapia razionale-emotiva, afferma che le persone tendono ad acquisire abitudini autodistruttive nel corso della propria vita, quasi senza accorgersene.

Anticipare ciò che accadrà e immaginare il peggio è un’abitudine particolare propria dell’essere umano. Disattivare questa abitudine nel nostro universo mentale non è semplice perché è nostra sin da quando facciamo uso della ragione. Eppure riuscirci è possibile; scopriamo come.

Donna al mare con ombrello.
 

Non anticipare il futuro, cambiare il presente

Quando capiamo di essere entrati in quel circolo vizioso in cui i nostri pensieri non fanno altro che anticipare il futuro, dobbiamo prendere un bel respiro e poi espirare. La respirazione consapevole aiuta ad aggrapparsi al presente.

Siamo fatti di carne, ossa e di un cervello che spesso corre più veloce della vita stessa. Tuttavia, il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno del qui e ora. Dobbiamo respirare a fondo e infondere calma nello stomaco, laddove si concentrano i nervi, dando equilibrio ai muscoli intorpiditi e pace alla mente, colpita da mal di testa che vanno e vengono.

La mente ansiosa è dotata di un sistema attentivo iperattivo che deforma tutto e crea tensione. Filtriamo gli eventi futuri attraverso la negatività e il nostro organismo si attiva completamente per entrare in modalità di allerta. Un po’ come rimanere in attesa di una minaccia; i nostri sensi si acutizzano e il corpo si prepara a ciò che sta per arrivare (che sia reale o immaginario). Ecco il perché dei dolori muscolari, del malessere, della stanchezza quasi costante.

Prevedere il futuro è un modo devastante per soffrire. Ma allora perché lo facciamo? Questo modo di pensare ha una qualche utilità? Evidentemente no.

Concentrarsi sul presente offrendo a se stessi ciò di cui si ha bisogno

La vita reale riguarda l’immediato presente, ma raramente abitiamo in questa dimensione temporale. La mente umana è un instancabile acrobata: salta da un punto all’altro, passando dal passato al futuro.

 

Spesso ci porta a ripensare a ieri, a concentrarci sugli errori commessi, sulle occasioni perse, sui sogni irrealizzati… Qualche attimo dopo, con un’improvvisa piroetta, ci riporta nel futuro per danzare tra i vari possibili scenari, tra ciò che può succedere e no.

Bisogna allenare l’approccio mentale affinché si vincoli al presente, al qui e ora. A volte, però, la realtà può essere complicata, delicata e delineata da una costante incertezza. Cosa possiamo fare quando ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi è intriso di difficoltà? La risposta è semplice: dobbiamo dare a noi stessi ciò di cui abbiamo bisogno. E possiamo farlo in vari modi:

  • Non anticipare il futuro, non anticipare nulla; concentrarsi solo sull’analisi obiettiva di cosa accade e di cosa si dovrebbe fare qui e ora per stare bene.
  • A volte il futuro imminente chiede di agire. E in quel caso, non bisogna rinviare nulla. Reagire, mobilitarsi, trasformare, essere proattivi…
  • In altri casi, per quanto possa sembrare strano, la cosa migliore da fare è non fare niente. Accettare e basta; accettare quella nuova realtà e prendersene cura. In che modo? Riposando, accettando le emozioni, mantenendo la calma.
Ragazzo che si trova davanti a un bivio.
 

Smettere di prevedere il futuro e osare costruirlo

C’è chi dice che viviamo nell’epoca delle distrazioni e chi in quella della continua preoccupazione. A ogni modo, è innegabile che il domani ci preoccupa.

L’abitudine ossessiva di prevedere il futuro è un tentativo quasi disperato della mente di controllare tutto. Se anticipo ciò che può accadere nei prossimi giorni o nei prossimi mesi, posso giocare d’anticipo.

Il problema nasce quando “mi preparo sempre al peggio”. I livelli di ansia aumentano, e questa non può essere una strategia vincente.

Non anticipare il futuro, vivere il presente

Smettere di prevedere il futuro dovrebbe essere il nostro mantra di benessere mentale. Il consiglio è adottare un altro punto di vista: trasformare il presente per rendere il domani più promettente.

Concentrarsi meno su ciò che succede nella nostra mente e più su ciò che ci circonda, qui e ora. Proprio lì nascono le opportunità, laddove c’è più bisogno di noi. Come disse Mark Twain:ho affrontato un’infinità di problemi, ma in realtà nessuno è successo davvero”.

Molto spesso capire che i nostri pensieri ci ingannano aiuta a spostare l’attenzione su ciò che si sta verificando davanti ai nostri occhi. Abbiamo bisogno del momento presente e di darci risposte che comprendano la cura di noi stessi, equilibrio e calma, connessione, creatività.

L’arte di controllare i pensieri e concentrasi richiede tempo e forza di volontà. Se ci riusciamo, gli effetti saranno terapeutici. Iniziamo oggi stesso a impegnarci in questo compito così decisivo.