Non avanzate né retrocedete: siete bloccati

Ultimo aggiornamento: 04 aprile, 2016

Ci sono momenti della vita marcati dallo sconcerto. Non si tratta di “brutti momenti”, nel senso stretto del termine. Non vivete grandi sofferenze o gravi problemi: semplicemente, vedete i giorni passare e dentro di voi sentite che non vi state evolvendo, che non crescete.

La caratteristica predominante è la presenza della routine. Tutti i giorni sono simili tra loro e, anche se non vivete grandi difficoltà, nulla riesce ad entusiasmarvi. Non siete in grado di attivare la vostra forza vitale e non avete nemmeno voglia di provarci.

“La vita non è mai stagnante. È movimento costante, movimento senza ritmo, cambiamento incessante. Le cose vivono muovendosi e, facendolo, guadagnano forza”.

(Bruce Lee)

Vi siete persino abituati a problemi che prima vi turbavano. Se siete in una relazione mediocre o nociva, smettete di sperare che migliori. Se il vostro lavoro non vi soddisfa, vi rassegnate e sopportate la situazione che vi è toccata. Non avanzate né retrocedete: siete bloccati.

Siete bloccati? Avete smesso di avanzare?

Lo stagnamento è uno stato in cui non riuscite a mettervi in contatto con i vostri sentimenti e le vostre emozioni più genuine. Per questo, non avvertite un impulso ad agire, ad intraprendere qualche cambiamento che vi arricchisca e che renda più significativa la vostra vita. Ecco i segnali che indicano che siete bloccati:

  • Non vi entusiasmate. Fate tutto meccanicamente e non pensate molto a ciò che fate, perché non volete crearvi complicazioni.
  • Non volete impegnarvi in nulla. Vi limitate a eseguire ciò che vi chiedono, sia sul piano lavorativo che personale. Ma non vi sforzate mai più di tanto.
  • Evitate le sfide. Di fronte ad una sfida o ad una novità, vi fate da parte. Non vi interessa mettervi alla prova, non ne vedete l’utilità.
  • Siete costantemente stanchi. Una delle vostre frasi preferite è “sono stanco”; ed è vero: vi sentite fisicamente privi di energia. Avete l’impressione che il vostro corpo sia pesante e venite spesso colpiti da sonnolenza.
  • La vostra routine è eccessivamente strutturata. Ogni giorno, fate quasi tutto allo stesso modo: gli stessi orari, lo stesso percorso, le stesse conversazioni.
  • Rifiutate ogni novità. Considerate tutte le novità delle seccature inutili, non volete investire nessuno sforzo nell’adattamento a una situazione che non conoscete.
  • Vi sentite costantemente pigri ed annoiati. Sbadigliate spesso e desiderate essere lasciati in pace, non volete che nessuno vi spinga a scuotervi. Vi infastidisce quasi tutto, ma soprattutto il pensiero di un cambiamento.
  • Giustificate il vostro atteggiamento, anche per mezzo di bugie. Costruite una serie di falsi motivi per appoggiare la vostra inattività e la vostra paura del cambiamento. Inventate scuse per giustificare la vostra fase di stagnamento.

Se vedete che non avanzate, tornate indietro

Quando attraversate uno di questi momenti di stagnamento, sicuramente c’è un fondo di tristezza, di ira, o di entrambe in voi. Il fatto di trovarvi bloccati significa che, anche se non ve ne rendete conto, c’è una questione da risolvere nella vostra vita.

La depressione nascosta è come un piccolo roditore che vi logora incessantemente e vi sottrae energia vitale. Si tratta di un rumore sordo, che influenza molto la vostra percezione del quotidiano, come se alla realtà si sovrapponesse un velo grigio e voi vedeste tutto attraverso questa distorsione cromatica. Nulla vi sembrerà abbastanza interessante, dato che non lo state guardando direttamente.

L’ira, a sua volta, è una delle emozioni più paralizzanti; quando è radicata dentro di voi, corrode tutte le altre emozioni. L’ira repressa vi irrigidisce, vi rende caustici e negativi, vi porta a provare una sorta di disprezzo per tutto ciò che vi circonda e fa sì che nulla stimoli il vostro interesse. Mina le vostre relazioni con le altre persone e, a lungo andare, rappresenta un pericolo per la vostra salute.

Accade la stessa cosa con il senso di colpa, che a volte si annida nel vostro inconscio. Quando ciò che non avete fatto e detto o, al contrario, ciò che avete detto e fatto, vi provoca pentimento e voi volete eludere tale realtà, è probabile che il prezzo sia l’affievolimento delle vostre emozioni e della vostra voglia di vivere.

Bisogna fare molta attenzione ai momenti di stagnamento. A volte richiedono solo una presa di coscienza e una riformulazione delle proprie condizioni di vita. Altre volte, invece, segnalano una crisi emergente.

Per questo, quando sentite di non poter andare avanti, è meglio che torniate indietro. Siete legati a qualche situazione del passato non superata, che continua ad incidere sul vostro presente. È chiaro che la vita non è sempre tutta rose e fiori, ma è la cosa più unica e preziosa che avete.

Quella di vivere non avendo vissuto non è una scelta saggia. L’esistenza è troppo breve per essere sprecata in una routine inutile e in relazioni insoddisfacenti. La vostra pace e la vostra felicità sono l’unico obiettivo per cui dovete impegnarvi a fondo, la calma lasciatela ai morti.

Immagini per gentile concessione di Christian Schloe