Non esprimere la rabbia fa bene?

31 agosto, 2020
Vi è mai capitato di non riuscire a esprimere la rabbia che provavate? Quando qualcuno vi ha feriti, ve la siete presa con voi stessi, con i pensieri e i comportamenti che hanno allargato la ferita? Se è così, questo articolo fa per voi.
 

Nonostante la brutta fama di cui gode, se ben gestita, la rabbia è un valido aiuto. Vi sono persone, però, che tendono a non esprimere la rabbia che provano, anche quando qualcuno le ha ferite o le ha trattate ingiustamente. Si tratta di una situazione che fa stare male.

Pur sembrando sempre tranquille e pacate, la verità è che queste persone si arrabbiano eccome; sanno bene che gli altri hanno violato i loro diritti. La loro strategia di approccio, tuttavia, prevede un’eccessiva moderazione, guidata spesso da insicurezza e da scarse abilità sociali. L’energia della loro rabbia si rivolta così contro di loro e il loro benessere.

Donna arrabbiata con le braccia conserte.

Perché a volte bisogna arrabbiarsi?

La rabbia, come il resto delle emozioni principali, svolge diverse funzioni fondamentali. Nonostante la sua reputazione di emozione negativa, è necessaria in situazioni che possono minare la propria integrità. Questo significa che la rabbia ha ruolo fondamentale per la sopravvivenza, di conseguenza per l’evoluzione della specie.

Da un punto di vista fisiologico, la rabbia è facile da riconoscere. Aumenta la produzione di adrenalina e noradrenalina, coinvolti in emozioni come la paura e l’aggressività. La pressione arteriosa subisce un’impennata e così la respirazione. Il corpo si prepara al confronto.

 

Oltre a garantire la sopravvivenza, la rabbia stimola il cambiamento. Arrabbiarsi è una condizione spiacevole che obbliga, per via del grande dispendio energetico, a cambiare quello  che dà fastidio. Può anche indurre a difendere i confini personali quando rischiano di essere danneggiati.

Persone che non si arrabbiano mai… è davvero così?

Alcune persone si sentono incapaci di esprimere la loro rabbia. Si tratta di una situazione controproducente, in cui si subisce senza reagire. Tra i fattori che spiegano tale fenomeno troviamo:

  • La società dell’happycrazia. Vietato essere arrabbiati, tristi o avere paura. Bisogna essere sempre felici. Secondo questa nuova moda, la rabbia appartiene a quel gruppo di emozioni erroneamente indicate come negative e inaccettabili in qualsiasi situazione.
  • Se mi arrabbio, gli altri possono arrabbiarsi. La paura della reazione altrui può spingere a non esprimere la propria rabbia. Se abbiamo adottato il ruolo di persone sempre allegre o comprensive, può essere particolarmente difficile mostrare agli altri questo lato inesplorato della nostra personalità.
  • L’eredità familiare prevede anche la gestione emotiva manifestata dalle principali figure di attaccamento. Forse i nostri genitori erano restii darsi a esprimere la loro rabbia, e così noi. Allo stesso modo, aver assistito a estreme manifestazioni di ira potrebbe portare a sviluppare un meccanismo di difesa per cui si evita a tutti i costi tale emozione.
  • Difficoltà associate alla sfera sociale o alla timidezza. Può capitare di non mostrare rabbia a causa dell’enorme stress che ne deriva. L’individuo si sente così teso o ansioso dal punto di vista sociale da essere incapace di manifestare le sue emozioni con naturalezza.
 

Quali conseguenze ha non esprimere la rabbia?

Sono diversi i motivi per cui una persona può trovare difficile gestire l’ira o la rabbia, e ciò può ripercuotersi sui diversi contesti di vita personale.

Come spiegato, la rabbia è un’emozione che svolge diverse funzioni a livello psicologico e fisiologico. Vi saranno quindi delle conseguenze se tendiamo a reprimerla. Non esprimere la rabbia può provocare le seguenti situazioni:

  • Non saper porre dei limiti. Che sia in ambito lavorativo, sociale, sentimentale o altri, reprimere la rabbia non consente di adottare comportamenti assertivi. Questa incapacità è associata, di solito, a uno stile di comunicazione passiva.
  • Sensazione di stagnazione. Potreste sentire che c’è qualcosa che non va o che ha bisogno di un cambiamento. Eppure, le difficoltà nell’esprimere rabbia può rendere insopportabile la sensazione di inadeguatezza che precede il cambiamento.
  • L’emozione non si è attenuata ed è riemersa in un secondo mometo. Quando reprimiamo qualunque emozione, questa non tenderà a sparire per magia. Esprimere un’emozione, di fatto, provoca scarica emotiva che allevia la tensione. Non essendoci spazio per esprimere rabbia, questa potrebbe accumularsi per poi esplodere in un secondo momento al minimo fattore di stress.
Coppia che si urla contro.
 

La rabbia catartica che ci dona sollievo

La rabbia stimola profondi cambiamenti, a livello personale e sociale; si tratta, di fatto, di un meccanismo di difesa in presenza di agenti che attentano l’integrità della persona e, infine, agisce da ammortizzatore dell’angoscia. Tutto ciò quando è ben gestita.

Alcune persone, tuttavia, non riescono a esprimere la rabbia e tutte le sensazioni a essa associate. Il rinforzo sociale del sorriso o le esperienze personali su come gli altri hanno gestito la stessa emozione possono ostacolare l’espressione adattiva della rabbia. Oltre a ciò, la tendenza a reprimerla può dipendere da problemi di timidezza o dalla paura della reazione altrui.

Perché non esprimere la rabbia è controproducente

Risulta particolarmente importante lavorare sul modo più giusto per esprimere la rabbia. In caso contrario, potremmo non rispondere in modo assertivo in caso di bisogno, quando ci sentiamo stanchi o quando accumulare tensione, che poi esploderà.

Capita a tutti di dover fare i conti con situazioni che richiedono calma, in cui scoppiamo in lacrime o che ci provocano profonda angoscia. Allo stesso modo, ci saranno situazioni in cui ci sentiremo particolarmente feriti o spossati; forse, in quel momento, avremo bisogno di arrabbiarci. Di esprimere quella rabbia che, se espressa con intelligenza, libera, dona sollievo e mette in salvo.