Non siamo passato, siamo presente

24 maggio 2017 in Psicologia 0 Condivisi

Nel nostro passato è segnato il cammino che abbiamo tracciato per arrivare fino al punto in cui ci troviamo ora. Ha, dunque, una forte influenza su quello che pensiamo, quello che diciamo, il nostro modo di agire o di affrontare la vita. Le esperienze vissute, gli insegnamenti acquisiti, le persone che abbiamo conosciuto o quello che abbiamo appreso durante la nostra vita fanno parte della persona che siamo oggi.

Nonostante quel passato costituisca una parte importante del nostro essere, è nel presente e nel futuro che giace la nostra capacità di trasformazione. Non siamo il nostro passato, siamo il nostro presente.
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Quello che abbiamo fatto nel passato definiva la persona di allora. Ma adesso siamo diversi, siamo nel presente. Gli esseri umani cambiano, lo fanno ogni giorno, inevitabilmente, attraverso ogni nuova informazione o apprendimento acquisito.

Per questo motivo, compiacersi o lamentarsi delle cose fatte in passato serve soltanto a fare del male a noi stessi. È pur vero che la colpa è un’emozione che, nelle giuste dosi, può aiutarci a recuperare lì dove avevamo fallito. Tuttavia, se esageriamo con la colpa, essa si trasformerà in ossessione, un’emozione tossica che ci farà sfuggire dalle mano il presente impedendoci, per giunta, di trovare soluzione al nostro passato.

Il passato è irreale

Quando diciamo che qualcosa è irreale, intendiamo dire che non è tangibile, non vi si può accedere: non lo si può toccare, odorare, vedere né ascoltare. Qualcosa che non possa essere percepito con i nostri cinque sensi, non esiste. Ciò non vuol dire che non sia esistito o non fosse reale in un altro momento della nostra vita. Quello che è successo è successo e noi ne siamo evidentemente consapevoli, ma adesso è reale soltanto nella nostra mente, nella nostra dimensione psicologica.

Ciò che esiste soltanto nella nostra immaginazione non può essere cambiato, non si può agire su di esso. Per questo motivo, agire nel presente per modificare azioni del passato non ha alcun senso.
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È per questo che vale la pena sforzarsi di “ricollocarci” nel presente tutte le volte che la nostra mente vaga nel passato. Così come quando indugia sul futuro, avvolgendoci in un’inutile ansia. L’unica cosa che esiste realmente è sempre e comunque il qui ed ora. Il prima e il dopo vivono soltanto nelle nostre teste.

Esiste una differenza tra la realtà del presente, quella su cui abbiamo una reale influenza e la realtà psicologica. In quest’ultimo caso, alcune delle azioni che realizziamo nel presente non sono soltanto inutili su un piano pratico, ma arrivano ad essere dannose perché legate a quello che è successo o a quello che succederà. Angosciarsi oggi per i fatti di ieri equivale a sprecare il tempo finito a nostra disposizione.

Come posso focalizzare la mia vita sul presente?

Il primo passo consiste nel renderci conto che il passato non è reale. Forse lo è stato in un altro momento, ma non oggi, non in questo istante. Toccherà smettere di dare importanza o valore a ciò che non esiste. Quello che si può senza dubbio fare è trarre un insegnamento da esso affinché adesso, nel presente, il passato risulti utile e diventi parte di noi, ma senza lasciargli troppo spazio nella nostra realtà presente.

Il secondo passo consiste nell’impedire alla nostra mente di viaggiare in altre realtà. L’immaginazione è un dono apprezzabilissimo, ma soltanto se non si arriva a confonderla con la realtà autentica.
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Se vi rendete conto che i vostri pensieri contengono un “sarebbe dovuto essere” o “non sarebbe dovuto accadere”, obbligate la vostra mente a tornare al “questo è quello che sta succedendo adesso e così deve essere”. Questo esercizio, se praticato con consapevolezza, vi aiuterà ad abituarvi ad inserirvi nel presente.

Infine, abbandonate qualunque cosa del presente che sappiate essere volta, utopicamente, a cambiare il passato. Bisogna accettare che il passato non può essere modificato: quello che è successo è successo ed è quello che doveva succedere. Nel bene e nel male.

Poiché non abbiamo il potere di modificare i fatti accaduti, a nulla serve provare emozioni che sarebbero state utili solo nel momento passato.
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Non serve a nulla neanche punirsi, esprimere la propria frustrazione agli altri, pregare, supplicare o rimuginare. L’unica cosa su cui vale la pena soffermarsi sono gli insegnamenti che possono essere tratti per non commettere lo stesso errore oggi o domani.

Vivete il presente, concentratevi su quello che vi circonda: le persone che state frequentando adesso, gli oggetti che state toccando, gli odori, il cibo, i rumori del presente. Non esiste nient’altro, per lo meno adesso. Vivete questo oggi e liberatevi del vostro passato.

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