Non sei tu, sono io… E senza di te, sono tutto!

· 17 settembre 2015

Quante volte ci siamo sentiti attratti da persone che non corrispondevano i nostri sentimenti? O persone che non lo facevano nel modo in cui avremmo voluto o che credevamo di meritare? Per loro ci siamo svuotati, senza mai ricevere nulla in cambio.

Quante volte ci leghiamo a qualcuno, come se avessimo bisogno di un motivo esterno per riuscire a goderci la vita? Come se sapere che c’è qualcuno per noi fosse l’unica conferma della nostra importanza.

Quante volte ci siamo dovuti mettere al riparo, perché quella persona che credevamo di conoscere meglio di chiunque altro, in realtà ci ha delusi?

Quante volte ci siamo sentiti in colpa alla fine di una relazione, convinti di non essere riusciti a gestirla a meglio o a dimostrare davvero la persona che siamo? Come se dovessimo essere perfetti o fingere di essere qualcuno che non siamo mai stati.

Quante volte ci siamo paragonati ad altre persone che, secondo il nostro punto di vista, ci superano in tutto? Come se non fossimo noi stessi il nostro esempio da seguire.

Quante volte. Quante volte abbiamo dovuto sentire un “Voglio che torni tutto come prima” seguito da una porta che ci è stata sbattuta in faccia…

Perché non sei tu, sono io

Certo che sono io. Sono io ad aver imparato a non esserci se non mi cercano, a non concedermi se non ricevo, a non dare più di ciò che gli altri dimostrano di meritare. Sono io ad aver capito che se le cose non vengono da sé, allora è meglio non forzarle, perché poi si arrugginiscono, perdono valore, smettono di funzionare, rimangono imbrogliate per sempre.

Sono io a voler ballare, ridere e vivere senza condizionamenti, senza scuse, senza interferenze. Ad aver imparato che per pensare a te prima devo sapere chi sono io, che cosa è importante per me, dove voglio andare.

Che per poter offrire qualcosa, prima devo coltivarlo. Che per poter essere di buona compagnia, devo prima camminare da sola.

Perché la vita è una questione di priorità. E non possiamo vivere dipendendo dalle priorità di un’altra persona. Non possiamo mettere nelle mani degli altri il potere di determinare il nostro grado di felicità a seconda delle loro intenzioni, come se non fossimo in grado di raggiungerla da soli.

Perché non dobbiamo cercare qualcun altro per completarci, siamo già esseri completi. Lo cerchiamo per allargare i nostri orizzonti. Per dare qualcosa, e perché qualcos altro ci sia dato. Per risolvere una complicata equazione di cui ancora ignoriamo l’incognita.

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Non uscite là fuori con l’unico intento di trovare ciò che non trovate in voi stessi. Non uscite con l’intenzione di essere scoperti, se non siete in grado di maturare. Di andare alla ricerca di ciò che vi riempie di verità, di perseguire i vostri sogni.

Ci educano per soddisfare gli altri, per piacere alla gente, per vivere seguendo gli ideali della maggior parte delle persone. Ci educano facendoci credere che legarci a qualcuno o qualcos’altro sia strettamente necessario per toccare la vetta nella vita.

Ma non ci spiegano che cosa c’è scritto a lettere piccole, nella nota a piè di pagina. Quella che dice che non possiamo legarci a qualcuno se non siamo in grado di reggerci in piedi da soli. Se non manteniamo l’equilibrio, se non riusciamo a sopportare il peso dei nostri obiettivi.

Prima dobbiamo essere noi stessi, e poi tutto ciò che sia congruente con noi. Non è egoismo, è coerenza. Quando apriamo la porta all’esterno, dobbiamo saper filtrare ciò che vale la pena, ciò che ci può dare qualcosa di positivo. Se non sappiamo ciò che cerchiamo, non potremo dare valore a quello che troviamo.

Non si tratta di sentirci al di sopra degli altri, ma di avere il controllo della nostra vita, per far sì che il turbinio delle emozioni non ci accechi quando arriverà il momento di seguire la nostra strada.

Perché certo, non sei tu, sono io. Quella che ha capito che delle persone non si deve avere bisogno, bisogna amarle. Che per vivere mi basta continuare a respirare.

Sono io quella che non vuole smettere di essere se stessa per stare con qualcuno. Perché anche senza di te, sono sempre io.

E senza di te, sono tutto.