L’orgoglio distruttivo della personalità borderline

22 Settembre 2019
L'orgoglio distruttivo della personalità borderline in molti casi non è altro che una maschera con cui nascondere una profonda paura delle critiche. In questo articolo ne affronteremo l'origine e gli effetti.

La personalità borderline, o disturbo borderline di personalità (DBP), è un’entità diagnostica che comprende una serie di sintomi, come l’impulsività, l’instabilità emotiva, la bassa autostima e una sensazione di vuoto. Oltre a tali manifestazioni, che sono le più tipiche, ne troviamo altre che, sebbene non appaiano nei criteri diagnostici, sono state osservate nella maggior parte dei pazienti. Uno di questi elementi è l’orgoglio distruttivo.

I pazienti con DBP, in genere, sono dotati di grande sensibilità. Il dolore emotivo provato per un evento, che nella maggior parte delle persone risulterebbe semplicemente fastidioso, viene da loro vissuto in modo intenso e straziante.

Come meccanismo di protezione, la personalità borderline utilizza la maschera della “falsa autostima”. Attraverso questo travestimento, usato nel contesto delle relazioni interpersonali giocano il ruolo di detentori della verità assoluta, mentre tutti gli altri sono nel torto.

In realtà, ciò che si cela sotto la maschera non è che la profonda paura di essere feriti dalle critiche o di essere contraddetti. A tal proposito, cercano di convincere gli altri di essere in errore e si sentono frustrati quando non riescono a modificare o correggere una visione altrui che ritengono sbagliata. Non riescono a tollerare i pareri contrari, perché sono inflessibili in tal senso.

Vengono percepiti come persone dalle grandi arie di superiorità, che cercano sempre di imporre la loro visione della realtà, senza far esprimere liberamente gli altri. Ciò, ovviamente, finisce per allontanare amici e parenti.

Donna che piange

Da cosa ha origine l’orgoglio distruttivo?

In genere, il meccanismo di protezione è volto a nascondere le ferite del passato, in particolare quelle dell’infanzia. Le personalità borderline di solito hanno avuto un’infanzia molto triste. Da piccoli si sentivano ignorati dai genitori, abbandonati o troppo criticati. La ricerca costante del proprio valore attraverso la svalutazione degli altri ha le sue origini in quegli episodi dell’infanzia in cui si sono sentiti sottovalutati.

Un ambiente estremamente critico può essere assimilato in molti modi diversi dal bambino, ed è noto che alcuni di loro compensano questo sentimento di umiliazione con la maschera dell’orgoglio distruttivo. Una strategia affinché nessuno possa ferirli di nuovo come quando erano piccoli.

In questo senso, è importante che il paziente con DBP comprenda che quell’adulto così pieno d’orgoglio e aggressività cela solo un bambino ferito e ingabbiato. La rabbia non permette la guarigione delle ferite del passato. È solo un cerotto che si stacca di continuo.

Cosa si può fare nel presente?

Capire da dove proviene l’orgoglio distruttivo è solo il punto di partenza. È necessario svolgere un lavoro costante e faticoso nel presente. Esistono alcune strategie che possono essere d’aiuto nel combattere l’orgoglio distruttivo.

Una di queste tecniche consiste nel chiedere alle persone più vicine di inviare mail o messaggi nei quali scrivere al paziente alcune delle qualità positive e altre negative che pensano possieda.

Il bisogno di autoaffermazione va di pari passo con il mancato ascolto attivo delle opinioni altrui. Attraverso questa tecnica, pertanto, il paziente con DBP viene invitato – in assenza dell’altro – a porsi delle domande del tipo: non è curioso che cinque persone condividano la stessa idea su di me? Perché non riesco a tollerare che qualcuno abbia un’opinione diversa su di me? Quale insegnamento positivo posso trarre da tutto questo?

L’idea è che il paziente dubiti dei suoi giudizi rigidi e assolutisti e inizi a considerare che forse anche gli altri possono avere opinioni diverse e che ciò può aiutarlo a imparare.

Donna in terapia per trattare il suo orgoglio distruttivo

Strategie per mitigare l’orgoglio distruttivo

Le situazioni quotidiane costituiscono un altro ambito del lavoro sull’orgoglio. L’obiettivo è che la persona diventi consapevole dell’attivazione mentale e corporea a cui è sottoposta (tensione, ruminazione, respiro veloce…) quando qualcuno la critica. Una volta raggiunto questo obiettivo, il secondo sarà quello di attendere qualche minuto prima di dare una risposta.

Una volta ottenuto ciò, è importante evitare di intraprendere una conversazione con un linguaggio del corpo aggressivo o teso. Il viso dovrebbe essere rilassato, accompagnato da un lieve sorriso e mantenere il contatto visivo, non in modo intimidatorio. Inoltre, muovere troppo le braccia o le gambe o parlare in modo rapido o imperativo non è di alcuna utilità.

Il paziente può rispondere iniziando la frase con un “credo/ penso /trovo che…” oppure cercando di trovare qualcosa in comune con la critica “Sono d’accordo con te sul fatto che…”. I toni assolutisti e le parole taglienti dovrebbero essere evitate. Ovviamente, anche la condanna generica dell’altro è sconsigliata, pur non essendo d’accordo con lui.

Se il paziente con DBP si sforzerà di rispettare e seguire tali passaggi, potrà facilmente verificare come gli altri inizieranno a interagire con lui in modo diverso. Si mostreranno più empatici, più ricettivi e desiderosi di condividere più tempo con lui.

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