Orologio: invenzione medievale che ci ha cambiato la vita

17 Giugno 2019
L'orologio divenne popolare in Europa durante la fine del Medioevo, insieme all'espansione del lavoro urbano e alla vita cistercense. Con l'orologio, giunse un nuovo modo di intendere il tempo.

L’arte dell’orologeria, come molte altre, non nacque nell’Europa Occidentale. La civiltà islamica, e soprattutto quella cinese, per prime ne svelarono i misteri. Le cosiddette clessidre orientali, orologi di ispirazione astronomica, non rappresentarono tuttavia il cambiamento sociale portato invece dai loro cugini meccanici in Occidente. L’invenzione dell’orologio è, prima di tutto, la scoperta del tempo. Il tempo del mercante, come anticipato dallo storico francese Jacques Le Goff, non è il tempo del contadino.

Evidentemente, l’abitudine di misurare i giorni è tanto antica quanto l’osservazione degli astri. Questo servizio offerto dal Sole e dalla Luna, tuttavia, è a sua volta una forma di schiavitù agli stessi.

Così come la luce elettrica urbana avrebbe sconfitto la tirannia della notte, l’orologio avrebbe reso gli uomini indaffarati indipendenti dal ritmo del sole. Insieme ai nuovi vantaggi, arrivarono anche nuovi valori.

Tempi in campagna, tempi in città

Il Medioevo, come in parte i tempi precedenti e successivi, fu un’epoca principalmente agricola. La maggior parte degli europei vivevano della coltivazione della terra o della cura del bestiame; la loro vita veniva segnata dai tempi naturali, a livello giornaliero e stagionale. Il resto delle attività, sacre o profane, doveva essere adattato ai ritmi imposti dal lavoro. Sebbene gli orologi non fossero comuni né conosciuti, la verità è che non erano nemmeno necessari. 

Successe qualcosa, però, nel XIII, XIV e XV secoli, quando l’Europa Centrale e Occidentale si popolarono di orologi meccanici di ogni tipo. Dagli orologi pubblici di Padova o Bologna fino a quelli delle cattedrali di Chartres o Wells; in definitiva, tra quegli uomini si percepiva un nuovo uso del tempo. Gli elementi chiave furono la nuova vita monastica e urbana. 

Orologio astronomico padova

L’orologio per Dio

Le nuove regole monastiche, molto più rigide di prima, imposero ai monaci una centralità della vita intorno alla preghiera. A differenza dei contadini, il monaco doveva adattare i suoi lavori alle proprie preghiere, stabilite a orari fissi.

Fissati i vespri, le laudi o le ore intermedie, nella vita monastica divenne indispensabile la conoscenza esatta del tempo, le sue unità. Gli orologi inondarono così gli spazi comuni avvisando delle preghiere; proprio questa fu la culla del congegno nascente.

Per i teologi medievali, il tempo era importante e irrecuperabile. Sprecarlo significava sprecare un dono di Dio; dedicarlo alla meditazione era un segno di virtù.

L’orologio per il denaro

Sebbene gli orologi sorsero per misurare il tempo di Dio, non tardarono a servire altre divinità. Nemmeno i ritmi di lavoro nella città, per mercanti e artigiani, si adattavano necessariamente all’incessante danza del Sole e della Luna.

Le esigenze degli affari imponevano di coltivare nuovi valori, come la puntualità o l’efficienza. In poco tempo, le piazze pubbliche annunciarono l’ora facendo suonare le campane. La città brulicava, il denaro passava da una mano all’altra, gli indaffarati cittadini non potevano permettersi di arrivare tardi a un appuntamento a o di aspettare qualcuno invano.

Le città divennero un’eco di scampanii, annunciando qualsiasi tipo di evento periodico. I nuovi tempi avevano un suono metallico.

L’orologio, tecnologia leader

Lo sviluppo che questi marchingegni, ormai indispensabili, subirono in pochi secoli fu sintomatico del loro tempo. Era ormai lontano lo stile ornamentale e poco utile dei meccanismi orientali. Lo scorrere dell’acqua, usato all’inizio, non era abbastanza preciso e costante per lo scorrere del tempo.

I diversi sistemi di corde, assi e pesi si evolsero fino a divenire veri capolavori, come l’orologio dell’antico municipio di Praga (1410).

Orologio dell'antico municipio di Praga
Orologio dell’antico municipio di Praga

Già nel XV secolo era stato sviluppato il modello che sarebbe diventato obsoleto solo con l’arrivo dell’attuale tecnologia mobile: gli orologi da tasca o da polso. Le molle e le spirali sostituirono i contrappesi, e gli orologiai divennero meno fabbri e più artisti.

Ciò determinò la definitiva individualizzazione del ritmo vitale, fondamentale per le libere professioni. Questo stesso secolo, e frutto di questi piccoli orologi, vedrà la comparsa degli orari. Dopo 600 anni non tutto è cambiato.

Forse ai nostri giorni, figli di quelli in cui vide la luce il capitalismo oggi onnipresente, può risultare sconcertante, ma ci fu un tempo nel quale gli uomini non erano schiavi dei loro polsi. Il tempo non può essere dominato, e il tentativo di controllare il ritmo imposto degli astri è irrimediabilmente sfociato nella nostra stessa dominazione.

  • Landes, David (2007) Revolución en el tiempo, Crítica.
  • Le Goff, Jacques (2004) Mercaderes y banqueros en la Edad Media, Alianza.