Paralisi della perfezione: la paura di sbagliare

In alcuni momenti desideriamo così tanto raggiungere la perfezione e fare del nostro meglio che tutto ciò che otteniamo è restare bloccati. Vi è mai capitato? Spieghiamo perché avviene. 
Paralisi della perfezione: la paura di sbagliare

Ultimo aggiornamento: 11 maggio, 2021

La paralisi della perfezione indica quello stato in cui vogliamo con tutte le nostre forze raggiungere il 200% del nostro potenziale, ma quello che riusciamo a ottenere è uno 0%. Consigliava, Salvador Dalì, di non aver paura della perfezione, perché non la raggiungeremo mai. Ma, a quanto pare, il cervello non può fare a meno di nutrire questo ideale, questo bisogno poco sano.

Nella storia del cinema, pare che non ci fu regista più perfezionista e ossessionato dai dettagli come David Lean. Grazie a Lean, possiamo gustare film indimenticabili come Lawrence d’Arabia, Il ponte sul fiume Kwai o Il Dottor Zivago. La sua mania per la perfezione in ogni inquadratura era esasperante, e la troupe stremata dalle continue richieste.

È famoso l’aneddoto in cui, mentre girava Il dottor Zivago, Lean pretendeva un campo di papaveri innevato. Una congiunzione impossibile da realizzare che causò un notevole ritardo nelle riprese, oltre a perdite economiche. Come affermano i biografi, questo suo desiderio di raggiungere la perfezione in ogni pellicola, gli costò periodi di depressione e disperazione, oltre a malcontento tra collaboratori e attori.

La scrittrice americana Pearl S. Buck assicura che l’affanno di perfezione rende alcune persone decisamente insopportabili. A questo occorre aggiungere un altro aspetto non trascurabile: la sofferenza emotiva e il logorio psicologico.

Ho voluto la perfezione e ho rovinato quello che andava bene.

– Claude Monet –

Statua con crepe per rappresentare l'imperfezione.

Paralisi della perfezione: in che cosa consiste?

La scienza ci dice che i giovani sono più perfezionisti che mai. Lo studio condotto presso l’Università dell’Ontario Occidentale in Canada, hanno dimostrato che il perfezionismo è aumentato in modo drastico dal 1990. I millennial, dunque, si trovano a lottare contro questa dimensione molto di più delle generazioni precedenti.

Ciò ha un costo elevato in termini di disturbi d’ansia, stress, depressione e persino disturbi del comportamento alimentare. Il fenomeno più comune è certamente la paralisi della perfezione. Ma in che cosa consiste esattamente?

Paralisi della perfezione e paura di fallire

Il termine paralisi della perfezione fa riferimento alla paura bloccante di sbagliare, di non soddisfare le nostre aspettative e quelle degli altri. In questo modo, quando ci accostiamo a un progetto, un lavoro o semplicemente un’idea innovativa, è comune dire a noi stessi: “questa volta darò il massimo, voglio offrire qualcosa di eccezionale”.

Ma spesso, dopo un proposito simile, ci sentiamo paralizzati dallo stress. E, quando stress e ansia prendono il comando della mente, la creatività non emerge. Perché il nostro universo psicologico non funziona negli stati di alta emotività. Quando la paura dell’insuccesso ci paralizza, addio innovazione e idee creative.

Da dove deriva questa ansia di perfezione?

È risaputo che dietro la paralisi della perfezione si nasconde la paura di fallire e di deludere. Ma perché nutriamo questo timore? Perché, invece di goderci il processo creativo, veniamo attanagliati dall’ansia? Sono diverse le ipotesi che spiegano questo atteggiamento:

  • Gran parte della ricerca della perfezione è mediata dall’educazione e dalla cultura. Quanti genitori fomentano nei propri figli la necessità di ottenere l’eccellenza in tutto ciò che fanno! Questo, alla fine può portare a pretendere troppo da noi stessi.
  • D’altra parte, entrano in gioco altri fattori come la mancanza di fiducia in noi stessi o persino un carico eccessivo di lavoro. A volte, abbiamo una mole di impegni arretrati e troppa pressione al riguardo. Se a questo aggiungiamo il bisogno di fare tutto in modo perfetto, l’ansia ci congela.
  • Un’altra situazione tipica, in ambito aziendale o organizzativo, è quando il leader deve prendere una decisione su un problema specifico. Analizzerà tantissime informazioni e valuterà più strategie. Il semplice fatto di prendere in considerazione più dati, può portare al fenomeno noto come blocco dell’analisi.
Paralisi della perfezione rappresentata da un uomo con testa dentro una nuvola.

Come gestire il blocco aspirando alla perfezione?

Bloccati, stressati, spaventati, nervosi, persino stremati. La paralisi da perfezione ci sottopone a uno stato psicologico invalidante, improduttivo e angosciante. Non importa quanto sia eccezionale la persona. Abilità e sapere perdono valore, se ci si lascia trasportare dalla nebbia mentale originata dalla paura e dall’ansia. Cosa possiamo fare in queste circostanze?

3 strategie per ridurre la paralisi della perfezione

La prima strategia è semplice: rilassatevi ed espandete il focus dell’attenzione. Un errore che compiono le persone ossessionate dalla perfezione è concentrarsi sui dettagli, occuparsi di aspetti tanto minuti da perdere la prospettiva.

A volte, allontanandoci da un oggetto lo vediamo meglio. Quando la mente è riposata, nascono le buone idee. Disconnettersi e riconnettersi con maggiore intensità è la soluzione migliore.

Un’altra strategia essenziale è migliorare la fiducia in noi stessi. Pretendere troppo non ci mette in condizione di goderci “il viaggio”. Naturalmente l’ambizione può giocare a nostro favore. Tuttavia, dobbiamo assicurarci che questo tentativo di superare noi stessi non finisca per danneggiare l’autostima. Trattarci con gentilezza e confidare nelle nostre capacità è determinante.

Infine, è necessario dominare il rimuginio. Le idee ossessive e negative, la mente che non smette di lavorare senza prendere una direzione precisa, sono il motore della paralisi della perfezione. Evitiamo di cadere in questo circolo di ruminazione logorante. Cerchiamo, per quanto possibile, di ridurre il nostro peggior nemico: il bisogno di essere perfetti.

Potrebbe interessarti ...
Pensiero reversibile: lotta contro la pigrizia cognitiva
La Mente è MeravigliosaLeggi in La Mente è Meravigliosa
Pensiero reversibile: lotta contro la pigrizia cognitiva

Il pensiero reversibile è la capacità delle persone di ragionare bidirezionalmente, ossia in una direzione e anche in quella contraria.



  • Curran, T., & Hill, A. P. (2019). Perfectionism is increasing over time: A meta-analysis of birth cohort differences from 1989 to 2016. Psychological Bulletin, 145(4), 410–429. https://doi.org/10.1037/bul0000138