Parkinson precoce: sintomi da riconoscere

· 23 giugno 2018

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa. Colpisce il sistema nervoso, danneggiando e deteriorando i neuroni della sostanza nera. In genere i primi sintomi di Parkinson compaiono intorno ai 60 anni e l’incidenza aumenta significativamente con l’età. Tuttavia, vi è un 5-10% di casi di Parkinson precoce, ovvero i primi sintomi si manifestano sintomi verso i 50 anni o prima.

Alcuni casi di insorgenza precoce sono legati alle mutazioni di specifici geni, come il gene parkina. Chi ha precedenti familiari di Parkinson corre un rischio maggiore di sviluppare la stessa malattia.

Tuttavia, il rischio è del 2-5%, a meno che in famiglia non ci sia una mutazione genetica conosciuta per la malattia. Si stima che circa il 15-25% dei pazienti con morbo di Parkinson hanno un parente affetto dalla stessa patologia.

In casi molto rari, i sintomi possono comparire anche in giovane età (20 anni). Si tratta di Parkinson giovanile che generalmente comincia con distonia e bradicinesia, sintomi che possono essere trattati con il farmaco levodopa.

Vi consigliamo di leggere anche: Sono una madre e mia figlia ha l’Alzheimer

Che cos’è il morbo di Parkinson?

I sintomi della malattia sono stati descritti per la prima volta da James Parkinson nel 1817. Questo medico inglese studiò sei pazienti che manifestavano i tipici sintomi della malattia. In seguito, il celebre neurologo francese Charcot diede alla malattia il nome di Parkinson.

Come abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo, questa malattia interessa il sistema nervoso, causando la degenerazione dei neuroni della sostanza nera. Questi neuroni producono dopamina, una sostanza chimica fondamentale affinché il corpo si muova correttamente.

Neuroni

Quando il cervello non dispone di sufficiente dopamina per mantenere un controllo ottimale del movimento, i messaggi su come e quando muoversi vengono trasmessi in maniera sbagliata. Gradualmente, quindi, compaiono i sintomi motori tipici della patologia.

Sembra, tuttavia, che il morbo di Parkinson interessi anche altri neuroni. Di conseguenza, neurotrasmettitori come la serotonina, la noradrenalina e l’acetilcolina risultano compromessi e questo spiegherebbe gli altri sintomi non motori.

Il Parkinson precoce

Quando pensiamo al morbo di Parkinson, visualizziamo una persona anziana con tremore alle mani, che cammina lentamente con la schiena leggermente ricurva. Sembra avere un certo grado di rigidità corporea. Di certo questa immagine non è molto lontana dalla realtà.

Il tremore, la rigidità e il rallentamento motorio, però, non sono gli unici sintomi di questa patologia. Esiste, infatti, un’ampia gamma di sintomi che non riguardano il movimento del corpo.

I sintomi non motori sono legati a cambiamenti cognitivi, comportamentali ed emotivi che possono comportare per il paziente serie difficoltà nella vita di tutti i giorni.

Non è insolito, tra l’altro, che tali sintomi si manifestino nelle persone molto giovani, anche se in genere la malattia colpisce gli anziani.

I primi sintomi di Parkinson precoce, conosciuto anche come Parkinson giovanile, possono essere proprio i meno tipici, quelli non motori. E, dato che il Parkinson condivide questi sintomi con altre patologie e condizioni, la diagnosi risulta molto complicata.

Leggete anche: Il vaccino contro l’Alzheimer potrebbe essere sempre più vicino

Ragazza con parkinson precoce

7 sintomi di Parkinson precoce

Diversi sintomi suggeriscono l’insorgere di Parkinson precoce. Ne elenchiamo sette:

  • Disturbi del sonno. I disturbi più comuni sono l’insonnia (difficoltà a dormire), la sindrome delle gambe senza riposo (RLS) e il disturbo del sonno REM.
  • Depressione. Di solito è uno dei primi sintomi a manifestarsi ed è considerato un indicatore precoce della malattia.
  • Alterazioni dello stato d’animo. Oltre ai sintomi depressivi, sono comuni l’ansia e l’apatia che possono influenzare la voglia di cercare aiuto e soluzioni.
  • Alterazioni cognitive. Molte persone affette dal morbo di Parkinson riferiscono di avere difficoltà a realizzare più di due attività contemporaneamente. Possono subire alterazioni anche il funzionamento esecutivo, l’elaborazione del pensiero (che rallenta), l’attenzione, la concentrazione, la memoria (con manifestazioni di demenza).
  • Tremore. Anche se inizialmente interessa le mani, in alcuni pazienti può colpire la mandibola o un piede. L’aspetto caratteristico del tremore è che si verifica a riposo.
  • Bradicinesia. È la perdita graduale del movimento spontaneo. Si manifesta con un generale rallentamento nel movimento corporeo. Si tratta di uno dei sintomi più invalidanti che causa grande frustrazione.
  • Stanchezza. In caso di morbo di Parkinson precoce, ci si sente costantemente stanchi, senza forze per fare qualsiasi cosa.

Come avete visto, il morbo di Parkinson non è una malattia esclusiva delle persone anziane. Esiste una forma giovanile che può rivelarsi davvero sconcertante. Questi sette sintomi possono aiutarvi e spingervi a rivolgervi a uno specialista in grado di formulare una diagnosi corretta.