Parlare con gli sconosciuti ci fa sentire liberi

4 luglio 2018 in Libri 0 Condivisi
Uomo e donna che conversano per strada

A volte capita che parlare con gli sconosciuti ci faccia sentire molto più liberi rispetto a quando lo facciamo con i nostri familiari o gli amici di sempre. La ragione potrebbe essere che uno sconosciuto ci vede per quello che siamo, libero da idealizzazioni o autoinganni, cosa che dà molta libertà al momento di relazionarci e poterci esprimere.

Il ricercatore canadese John Helliwell afferma che nessuna situazione genera maggiore gratificazione che parlare con gli sconosciuti, dato che aumenta i livelli di felicità. Conversare con degli sconosciuti ci fa sentire meglio con noi stessi, poiché consideriamo quest’azione come una dimostrazione di umiltà e bontà.

Fin dalla nostra infanzia ci hanno ripetuto la frase “non parlare con gli sconosciuti”, e ha anche senso fino a una certa età. Questo consiglio viene dato principalmente allo scopo di prevenire alcuni pericoli. Tuttavia, secondo uno studio pubblicato sul Journal of the Mental Environment, intavolare conversazioni con uno sconosciuto produce una sensazione di benessere.

Due donne al parco parlare con gli sconosciuti

Un altro studio pubblicato sul Psichological Science indica che i bambini, a partire dai tre anni, sarebbero in grado di distinguere da soli se le persone che si avvicinano sono affidabili o se devono allontanarsi, mentre a sette anni potrebbero farlo con la stessa precisione di un adulto.

Come vediamo, interagire con gli sconosciuti ha effetti psicologici positivi, diversi da quelli che otteniamo parlando con persone che appartengono alla nostra cerchia sociale.

La giustizia risiede nell’imparzialità e soltanto gli sconosciuti possono essere imparziali

-George Bernard Shaw-

Parlare con gli sconosciuti ci rende più produttivi

Sheen S. Levine, professore della Singapore Management University, sottolinea che ciò che avvantaggia spesso le imprese non è soltanto l’accumulo di conoscenze, bensì l’uso di vincoli performativi, ovvero comunicazioni spontanee tra colleghi che non si conoscono, grazie alle quali vengono trasmesse conoscenze basilari senza aspettarsi nulla in cambio.

Secondo Elizabeth Dunn, psicologa dell’Università della British Columbia, conversare con estranei aumenta il nostro benessere e questo si riflette direttamente sulla nostra produttività. Parlare con estranei che ci ascoltano contribuisce al rafforzamento della nostra identità. Ci fa sentire che possiamo apportare qualcosa, che siamo considerati e valorizzati.

Ogni cosa sarà prodotta in maggiore quantità e qualità, e con maggiore facilità, quando ogni uomo lavori in un solo mestiere, in accordo con le sue doti naturali, e nel momento adeguato, senza immischiarsi in altro. 

-Platone-

Gli sconosciuti non si aspettano nulla da noi

Forse a volte preferiamo parlare con uno sconosciuto perché ci vede per quello che siamo, non come vuole credere che siamo. Parlare con persone con cui abbiamo una relazione sana influisce positivamente sul nostro stato d’animo, ma per controllare la rabbia o le amarezze, parlare con gli sconosciuti sembra essere più efficace.

Quando siamo di cattivo umore, la maggior parte di noi agisce in due modi. Con le persone della nostra cerchia più intima scarichiamo la nostra rabbia perché sappiamo che possiamo farlo e fino a che punto. Quando interagiamo con uno sconosciuto, invece, di solito ci mostriamo più gentili ed educati.

Nell’articolo pubblicato su CBS News, dal titolo Talking to strangers can boost your happiness level, Elizabeth Dunn, professoressa di psicologia della University of British Columbia (Canada), ci parla di un esperimento condotto per constatare questo fatto. Si è scoperto che quando la gente interagisce con gli sconosciuti si comporta in modo molto più gentile rispetto a quando è in compagnia di persone con cui ha confidenza e ciò contribuisce a migliorare o aumentare il proprio stato d’animo. Inoltre, aiuta a sentirsi parte della comunità.

Ecco allora che parlare con gli sconosciuti agisce come una sorta di interruttore emotivo. Ci permette di prendere le distanze emotive sufficienti per regolare i nostri sentimenti e osservare la situazione da un’altra prospettiva.

Parlare con gli sconosciuti dunque fa bene alla salute psicologicaCi legittima socialmente, ci fa sentire meglio e più validi, ed è anche una buona opportunità per migliorare le nostre abilità sociali, connetterci con gli altri e sentirci parte della comunità.

Amici sono quegli sconosciuti che ci chiedono come stiamo e aspettano di sentire la risposta.

-Edd Cunningham-

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