7 passaggi per essere felici secondo gli Indù

· 27 febbraio 2017

La leggenda degli Indù narra la storia dell’unico uomo felice nel loro antico regno. Molti degli abitanti di quel luogo erano ricchi, eppure non riuscivano a godersi quello che avevano. Volevano sempre di più. Per questo motivo, occupavano la maggior parte del loro tempo facendo affari per incrementare la propria fortuna. Altri, invece, erano molto poveri, eppure neanche loro erano felici, poiché dedicavano buona parte della loro esistenza a sognare quello che non possedevano.

Quando si seppe della presenza nel regno di un uomo pienamente felice, la popolazione mostrò subito un forte interesse. Si sparse la voce che l’uomo possedesse uno scrigno dentro al quale conservava tutti i segreti per raggiungere la felicità. I ricchi si recarono dall’uomo nel tentativo di comprare lo scrigno, ma egli non lo vendette. I poveri lo implorarono, ma il saggio non cedette alle loro suppliche. Allora provarono a rubarlo, ma non vi riuscirono.

 “L’uomo cerca la felicità come un ubriaco cerca casa sua: non riesce a trovarla, ma sa che esiste.

-Voltaire-

Qualche tempo dopo, un bambino si recò a visitare l’uomo con lo scrigno. Gli disse che anche lui voleva essere felice. Di fronte all’innocenza del bambino, l’uomo felice si commosse. Gli disse che la felicità è come una scala, e che ogni scalino implica un nuovo insegnamento. Fu così che gli illustrò i sette passaggi per essere felici.

Primo passaggio: coltivare l’amor proprio per essere felici

L’uomo con lo scrigno disse al bambino che la prima condizione per essere felice è amare se stesso. L’amor proprio significa sentire di meritare la felicità. Per questo motivo, è fondamentale dare valore alla propria vita, prendendosi cura della propria salute e del proprio benessere fisico.

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Inoltre, è necessario comprendere che siamo esseri unici al mondo: ciascuna delle nostre virtù e dei nostri difetti sono il risultato di una storia unica nell’universo. Non siamo altro che l’effetto di centinaia di migliaia di variabili irripetibili.

Secondo passaggio: agire, mettere in pratica

Una delle maggiori cause dell’infelicità è la tendenza a desiderare di essere migliori e sperare in una vita migliore, senza, però, andare mai oltre lo stadio del pensiero. Un simile atteggiamento può apportare soltanto frustrazione e sensi di colpa. Se credete di poter fare qualcosa o di doverlo fare, fatelo e basta. Non c’è motivo per tergiversare oltre.

È, inoltre, importante che le azioni siano conseguenti alle parole e, naturalmente, ai pensieri. Pensando in un modo ed agendo in maniera opposta, si creerà solo confusione. Al contrario, se c’è armonia nel proprio mondo interno, tutto fluirà con facilità.

Terzo passaggio: eliminare l’invidia

Chi vive focalizzandosi sui traguardi degli altri piuttosto che sui propri, sta spianando la propria strada verso la frustrazione. Non possiamo sapere cosa ha dovuto affrontare una persona per arrivare dove è, dunque non abbiamo il diritto di giudicare se se lo merita o meno.

Anziché pensare agli obiettivi che raggiungono le altre persone, pensate ai vostri. Seminando nel vostro cuore il seme dell’invidia, soffrirete soltanto. Una sofferenza inutile e distruttiva. Se, al contrario, riuscirete ad essere felici per i successi altrui, la vostra felicità sarà doppia e troverete in voi la forza per raggiungere le vostre mete.

Quarto passaggio: lottare contro il rancore

A volte riceviamo offese ed affronti talmente duri da diffondere il dolore nel nostro cuore. Con il tempo, poi, quel dolore si trasforma in frustrazione e quest’ultima in ira. Si finisce con l’essere invasi da un sentimento molto negativo, che paralizza.

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Il rancore è un’altra di quelle passioni inutili che finiscono soltanto con il recare danno a chi le prova. Nella vita tutto ha una sua logica: per questo, di fronte agli affronti, pensate al fatto che chi li ha causati riceverà la sua giustizia. Prima o poi, ognuno raccoglie quel che semina. È, dunque, fondamentale imparare a perdonare, dimenticare e lasciar correre.

Quinto passaggio: non appropriarsi di quello che non è proprio

Secondo gli indù, tutto quello che si sottrae indebitamente agli altri causa gravi conseguenze. Con il tempo, chi commette un simile gesto si troverà a perdere qualcosa di immenso valore. Se non si rispettano i beni degli altri, prima o poi anche ciò che è proprio svanisce.

Questa norma non si applica solo ai bene materiali. Ha a che vedere anche con il furto di idee, affetti o benefici che non ci corrispondono. Secondo gli indù, la mancanza di rispetto verso tutto quello che è degli altri è la base della rovina morale e materiale di una persona.

Sesto passaggio: sradicare ogni forma di maltrattamento

Nessun essere vivente merita di essere maltrattato. Ciò include le persone e, naturalmente, anche le piante e gli animali. Chi riesce ad entrare in armonia con la vita può raggiungere la felicità. Tutti gli esseri viventi sono fonte di allegria e benessere, e per questo vanno rispettati.

Questo, come è ovvio, implica il rifiuto radicale ad essere maltrattati. È giusto mostrarsi rigidi nel tentativo di respingere qualsiasi situazione o persona che rischia di maltrattarci. Nessuna forma di maltrattamento è “per il nostro bene” o per il bene degli altri. Per crescere e correggere i propri errori, non è necessario assumere atteggiamenti distruttivi.

Settimo passaggio: essere grati ogni giorno

È facilissimo ed avrà un enorme effetto sulle nostre emozioni. Di ragioni per essere grati ce ne sono tutti i giorni, non dubitate. Se adotterete l’abitudine di dire “grazie” come prima cosa ogni mattina, vedrete che la vostra vita si riempirà di colore.

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Si tratta di un rituale semplicissimo che può cambiare la vita di una persona. Se diventerà un’abitudine, permetterà di affrontare la giornata con positività. Ci renderà più felici, trasformandoci in persone più generose. Inoltre, riusciremo a guardare con maggiore nitidezza l’enorme valore della nostra vita.

Come abbiamo visto, i 7 passaggi per essere felici sono come una scala: si raggiungono uno dopo l’altro, costituendo un processo evolutivo che conduce alla pace interiore. Quella pace è l’unico elemento imprescindibile per poter essere felici. E la felicità è uno stadio della vita in cui si accettano, con umiltà ed intelligenza, tutte le vicissitudini della vita.