I pettegolezzi si dissolvono quando giungono alle orecchie delle persone intelligenti

15 settembre 2016 in Psicologia 609 Condivisi

Il meccanismo funziona sempre in questo modo: c’è un ipocrita che crea un pettegolezzo affinché il pettegolo lo diffonda e l’ingenuo ci creda senza porsi domande. L’epidemia delle voci di corridoio termina solo quando, finalmente, queste giungono alle orecchie delle persone intelligenti, a quei cuori vaccinati che non rispondono né danno retta a ciò che non ha senso.

Nel libro “The psychology of rumor” (La psicologia dei pettegolezzi), scritto nel 1947 da Gordon Allport, si spiega un fatto davvero curioso: i pettegolezzi servono a diversi gruppi di persone per essere più coesi e per posizionarsi di fronte a qualcuno. Questi comportamenti risultano piacevoli per le persone, liberano endorfine e aiutano a superare lo stress.

La lingua non ha ossa, eppure è abbastanza forte per provocare dolore attraverso pettegolezzi e voci di corridoio. Si tratta di un virus letale che si placa solo quando giunge alle orecchie delle persone intelligenti.

Il pettegolezzo si trasforma spesso in un meccanismo di controllo sociale, che conferisce un certo potere a chi lo pratica. Si colloca al centro dell’attenzione delle persone sensibili ad ogni tipo di informazione distorta, la quale permette loro di uscire per un attimo dalla routine e di avere un nuovo stimolo con cui distrarsi.

I pettegoli non conoscono la felicità; sono troppo occupati a camuffare le loro amarezze con attività vane e superflue che affermino inutilmente la loro autostima. Vi invitiamo a rifletterci su.

un omino senza testa e un altro che se la mette

La psicologia del pettegolezzo implacabile

Il tema della psicologia dei pettegolezzi e delle voci di corridoio è attualissimo. Pensiamo, ad esempio, a quanto velocemente si diffonde una notizia fondata o infondata sui social network. Internet è un vero e proprio cervello in cui i dati vivono come neuroni interconnessi per nutrirci con informazioni che non sono sempre veritiere o rispettose nei confronti degli altri.

Gli esperti di marketing e pubblicità pongono spesso l’esempio della bibita “Tropical Fantasy” come pettegolezzo fatale ed implacabile. Messa sul mercato nel 1990, questa bevanda ebbe un successo praticamente immediato negli USA, finché non emerse una notizia inquietante e assurda al tempo stesso.

Si diceva che questa bibita economica fosse stata creata dal Ku Klux Klan per uno scopo molto preciso: il suo basso costo permetteva alla maggior parte della popolazione afroamericana di poterla acquistare. Nella sua formula chimica, si nascondeva un oscuro proposito, quello di danneggiare la qualità dello sperma degli afroamericani affinché non potessero avere figli.

Nessuno sapeva il perché della notizia, né se ne conosceva l’autore, ma l’impatto fu disastroso. La “Tropical Fantasy” ci mise anni a recuperarsi, fino al punto che persino al giorno d’oggi, nella pubblicità, si mostrano persone di colore che si godono la bevanda.

bevanda tropical fantasy

Non ha importanza quanto assurdo fosse il pettegolezzo, se fosse infondato o se fosse una calunnia: è riuscito a raggiungere la sensibilità di un gruppo che, da quel momento, ha sviluppato una resistenza al consumo del prodotto in questione, solo sulla base di una voce di corridoio non vera. Pur sapendo che si tratta di un’informazione falsa, l’impronta emotiva resta. Questo è uno dei pettegolezzi che hanno lasciato più “eco” in assoluto.

Difendersi dalle voci di corridoio

Che ci piaccia o no, la nostra società è costruita sulla base di relazioni di potere in cui le voci di corridoio sono armi vere e proprie. Le persone che sanno manipolarle a dovere, infatti, le ritengono molto utili, perché le aiutano a mettersi in una buona posizione e ad ottenere benefici specifici.

È dunque necessario possedere orecchie intelligenti che fungano da barriera, che frenino i pregiudizi, le insensatezze, le falsità e le scintille di quell’incendio che non vede l’ora di travolgere qualcuno.

Per comprendere meglio questi processi psicologici così comuni nel nostro contesto sociale, vi proponiamo di analizzare i pilastri che sorreggono la psicologia del pettegolezzo, dei pettegoli che lo diffondono e degli ingenui che abboccano.

donna con colomba

La saggezza popolare ci dice che per rompere una catena è sufficiente eliminare un anello. Le voci di corridoio agiscono come veri e propri virus nel nostro ambiente lavorativo, in famiglia o tra i nostri conoscenti; è necessario circondarci di persone di fiducia che facciano da “argine”, che posseggano orecchie intelligenti per disarmare le insensatezze.

  • I pettegolezzi si diffondono quando c’è qualcuno che vuole acquisire notorietà a spese nostre. Di fronte a questo comportamento, possiamo agire in due modi: ci tappiamo occhi e orecchie per non vedere e non sentire l’assurdità o siamo assertivi, ponendo dei limiti e mettendo le cose bene in chiaro.
  • Dobbiamo sapere che in ogni organizzazione, comunità di vicini o gruppo di compagni e amici ci sarà un “pettegolo ufficiale”, un amante delle chiacchiere.
  • Dobbiamo essere sempre integri e trasparenti e non alimentare questi atteggiamenti, evitando il virus delle maldicenze. È necessario sapere anche che non è affatto semplice smontare un pettegolezzo: non sempre bastano le parole, a volte sono necessari fatti evidenti per dimostrare l’inverosimilità della maldicenza.

Le malelingue ci accompagneranno sempre in un modo o nell’altro, quindi la cosa migliore è evitare di farne parte e ricordarsi che i pettegolezzi sono per la gentaglia, ma le informazioni sono per le orecchie sagge.

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