Paul Gauguin: ricerca sull'ispirazione aborigena

Il francese Paul Gauguin visse la sua vita da giramondo, dipingendo e lavorando a cottimo. Oltre alla sua amicizia con Van Gogh, sapete cosa lo ha reso così famoso? Scoprite le origini dell'ispirazione tahitiana di Gauguin in questo articolo.
Paul Gauguin: ricerca sull'ispirazione aborigena

Ultimo aggiornamento: 07 ottobre, 2021

Eugene Henri Paul Gauguin, meglio noto come Paul Gauguin, è stato un noto artista francese. Il suo lavoro è stato etichettato come postimpressionismo, sintetismo e simbolismo.

In quanto artista post-impressionista, il suo lavoro va oltre la pittura: egli fu anche scultore, tipografo e scrittore. Tuttavia, sembra che la sua opera abbia acquisito popolarità solo dopo la morte.

L’artista è particolarmente noto per il suo rapporto creativo con Vincent van Gogh. Inoltre, lo è anche per aver abbandonato la sua famiglia, scegliendo un esilio autoimposto a Tahiti, Polinesia Francese.

Gargani, famoso per i suoi colori audaci, per le forme semplici e per i contorni decisi, non ricevette alcun tipo di formazione accademica in ambito artistico. L’artista aveva il proprio punto di vista sulle convenzioni artistiche dell’epoca. I suoi esperimenti artistici hanno influenzato molti degli sviluppi avanguardistici degli inizi del XX secolo.

Raccolta della frutta.
Paul Gauguin. Opera: La raccolta della frutta.

Infanzia e gioventù

Nacque il 7 giugno del 1848 a Parigi, in Francia, da una famiglia agiata. I suoi genitori erano Clovis Gauguin e Aline Maria Chazal. Il padre, in particolare, era un giornalista.

La famiglia della madre merita una menzione speciale: la madre era figlia di una leader femminista e protosocialista, Flora Tristan. Il nonno materno, di origini aragonesi, apparteneva a un’influente famiglia peruviana.

Nel 1849 le attività politiche del padre obbligarono la famiglia all’esilio, in fuga da Luigi Napoleone Bonaparte. La famiglia di Gauguin partì alla volta del Perù, in un viaggio segnato dalla tragedia: durante il viaggio, infatti, morì il padre. La madre di Gauguin e i suoi due figli si trasferirono da un prozio dell’artista.

Nella città di Lima avrebbe vissuto nell’aristocratica villa dei Tristan e Moscoso per diversi anni. Ecco perché il castigliano era la sua prima lingua.

La sua permanenza in Perù lo avrebbe segnato a vita, al punto che lui stesso si sarebbe autobattezzato come “il selvaggio peruviano”. La famiglia fece ritorno in Francia quando Paul Gauguin aveva sette anni.

Per tre anni rimase ospite dell’istituto cattolico di La Chapelle-Saint-Mesmin. Si sarebbe poi arruolato come marinaio all’età di 17 anni e, successivamente, nell’armata francese, nella quale rimase per due anni.

La carriera di Paul Gauguin

Nel 1871, all’età di 23 anni, fece ritorno a Parigi. Lì trovò un impiego come agente di borsa e riuscì a diventare un uomo d’affari di successo. In questa fase, Paul Gauguin avrebbe vissuto in prosperità.

Iniziò a dipingere per passione nel 1873. Strinse all’epoca una profonda amicizia con l’artista Camille Pissarro, e il suo lavoro attirò l’interesse degli impressionisti.

Gli impressionisti erano un gruppo di artisti rivoluzionari che diffidavano dalle metodologie e dalle tematiche tradizionali. La maggior parte di loro, tuttavia, era stato rifiutato dagli accademici dell’arte francese.

Gauguin venne invitato a esibire le sue opere in occasione della quarta esposizione del gruppo, nel 1879. Ecco che il suo lavoro fece il suo debutto tra le opere di Pissarro, Edgar Degas, Claude Monet e altri grandi artisti.

Con il passare del tempo, rimase deluso dall’impressionismo e dalla pittura tradizionale europea e si lasciò affascinare dall’arte Africana e Asiatica. In quegli anni, in Europa, andava di moda l’arte proveniente da altre culture.

Nel 1889, la sua arte si era evoluta verso il cloisonnisme, dopo essersi lasciata influenzare dall’arte popolare e dell’arte giapponese. Quell’anno diede vita a un’opera famosa: Il cristo giallo.

Spinto dal desiderio di fuggire dalla società europea, Paul Gauguin viaggiò verso Tahiti, nel 1891. In quei luoghi sperava di riuscire a esplorare la sua libertà creativa. In questo periodo dipinse By the Sea e Ave Maria, insieme ad altri dipinti che rappresentavano la vita tahitiana.

Fece ritorno in Francia nel 1893 e dipinse il Giorno di Dio nel 1894. Si tratta di una rappresentazione della religione tahitiana. Successivamente si trasferì a Punaauia, nella costa ovest dell’isola di Tahiti, nel 1897; in questi luoghi dipinse Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?.

Donne tahitiane.
Paul Gauguin. Opera: Due donne tahitiane.

Opere principali

La sua opera Il Cristo giallo è considerata una delle maggiori opere del simbolismo. In essa viene rappresentata la crocifissione di Cristo nella Francia del XIX secolo.

Per realizzarla, l’artista mise a punto linee audaci e colori brillanti, come il rosso e il verde dello sfondo, in contrasto con il giallo utilizzato per delineare la figura di Cristo.

Il dipinto Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? affronta le domande esistenziali che emergono nella mente degli esseri umani alla ricerca di risposte spirituali.

La pittura è definita da spesse pennellate e da colori vivaci; viene, inoltre, considerata l’opera maestra del movimento pittorico post-impressionista.

L’arte è plagio o rivoluzione.

-Paul Gauguin-

Nel 1891 Gauguin prese ispirazione dalla cultura che lo circondava e riuscì a creare opere davvero innovative. Ne La Orana Maria rappresentò una madre e un bambino tahitiani in parallelo alle figure cristiane della Vergine Maria e Gesù.

Secondo diversi storici dell’arte, l’opera di Paul Gauguin è stata successivamente fonte di ispirazione per i pittori del cubismo. In particolare, Pablo Picasso ammirava le pennellate spesse di Gauguin.

Vita personale ed eredità

A 25 anni sposò la danese Mette Sophie Gad, appassionata pittrice dalla quale ebbe 5 figli nel giro di 10 anni. Dopo aver perso il suo impiego in borsa, nel 1884, si trasferì con tutta la famiglia in Danimarca.

Fu lì che provò a guadagnarsi la vita lavorando come venditore. Tuttavia, i suoi sforzi non ebbero successo e sua moglie dovette prendersi carico di tutto e diventare la principale fonte di sostegno per la famiglia.

Paul Gauguin decise, quindi, di abbandonare moglie e figli e dedicarsi a pieno alla pittura. Da quel momento in poi, il suo percorso si trasformò in un processo vero e proprio di disgrazia e vicissitudini. Inoltre, iniziò con una lunga lista di amanti e figli abbandonati.

Nel 1886 si trasferisce nella regione della Bretagna, e lì raccolse consensi da parte della comunità di giovani pittori. A Pont-Aven, il suo amore non corrisposto per la pittrice diciassettenne Madeleine Bernard influì sulla sua decisione di intraprendere un viaggio ad Arles, su invito di Van Gogh.

Paul Gauguin e Van Gogh

La convivenza con Van Gogh sfociò in uno degli episodi più oscuri della vita di entrambi i pittori. Proprio in quel periodo si verificò il tragico episodio in cui Van Gogh perse l’orecchio. Da alcuni, Gauguin viene visto come l’elemento scatenante la follia di Van Gogh.

Le sue scappatelle con le amanti erano una costante e proprio a causa di ciò mise incinta una delle sue amanti, Juliette Huet, che avrebbe abbandonato successivamente.

Quindi, avrebbe intrapreso la sua avventura a Panama e alla scoperta delle Antille francesi. Per un breve periodo di tempo lavorò come operaio presso la Compagnia del Canale di Panama.

Successivamente, Paul Gauguin si sarebbe trasferito nella Martinica, nel 1887. Sull’isola avrebbero avuto luogo le prime opere immerse nell’indigenismo, che più tardi lo avrebbe condotto alla fama.

Dipinto di Paul Gauguin

Paul Gauguin a Tahiti

Nel 1891 si trasferì a Tahiti, isola nella quale avrebbe dipinto le sue opere più note. Visse a Tahiti tra il 1891 e il 1893 e poi di nuovo dal 1895 alla sua morte.

In quest’epoca ebbe rapporti con una bambina di 13 anni, Teha’mana, venduta dai suoi stessi genitori. Da lei ebbe una figlia e, inoltre, fu proprio lei la musa ispiratrice dei suoi dipinti dell’epoca.

Dopo averla abbandonata, Paul Gauguin ebbe un numero infinito di amanti della stessa giovane età o ancora più giovani. Questa tendenza alla pedofilia, già all’epoca, suscitava enormi polemiche.

Nel 1893, Gauguin fece ritorno in Francia per presentare alcuni dei suoi dipinti tahitiani. La reazione alle sue opere d’arte fu mista e non gli portò molte vendite.

I critici e i compratori d’arte non sapevano cosa farne del suo stile primitivista. A distanza di poco tempo, Gauguin fece ritorno nella Polinesia Francese.

La precarietà economica fu una costante in questa fase della sua vita. La sua pittura non venne compresa né apprezzata dai suoi contemporanei.

Voglio che la mia vita finisca qui, nella solitudine di casa mia. Ah, già, qui sono un delinquente. E quindi? Anche Michelangelo lo era.

-Paul Gauguin-

Prima di trasferirsi a Panama soffriva già di tubercolosi e anche di sifilide. Nel corso della sua vita soffrì di attacchi di depressione e di alcolismo, e aveva persino provato a suicidarsi. Morì nel 1903, all’età di 54 anni, a causa di un’overdose di morfina e di un attacco di cuore.

Di recente la vita del pittore è stata messa in scena con il filmGauguin, viaggio a Tahiti, di Edouard Deluc. Nella pellicola, la piccola indigena musa ispiratrice di diverse sue opere, che in realtà aveva solo 13 anni, è interpretata da un’attrice più grande, Tuhei Adams, di 17 anni.

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Joseph Mallord William Turner, conosciuto anche come JMW Turner, è stato uno dei precursori dell'impressionismo francese.



  • Sweetman, D.; Gauguin, P. (1998) Biografía de un salvaje. Barcelona: Paidós Testimonios.
  • Gauguin, P.; Velázquez de Montalbán, M. (2012) Antes y después. Nortesur.
  • Solana, G. (2004) Gauguin y los orígenes del simbolismo. Editorial NEREA.
  • Gauguin, P.; Netti, L. (1977) Diario íntimo. No. 82. Centro Editor de América Latina.