Paura del dolore o algofobia: di cosa si tratta?

La paura del dolore, o algofobia, è il timore estremo e irrazionale del dolore fisico. Si manifesta con ansia e intensi fenomeni di anticipazione, colpisce soprattutto gli anziani e può essere affrontata con diverse strategie terapeutiche.
Paura del dolore o algofobia: di cosa si tratta?

Ultimo aggiornamento: 09 aprile, 2021

La paura del dolore è una paura tanto comune quanto normale; dopotutto chi non ha paura della sofferenza fisica? Provare dolore è uno degli stati meno desiderabili in cui una persona voglia trovarsi. In effetti, la nostra tendenza naturale è quella di fare tutto il possibile per evitarlo.

La fuga dal dolore costituisce un meccanismo riflesso volto all’integrità e alla sopravvivenza personale, dunque obbedisce a una strategia adattativa. Tuttavia, in alcune persone questa paura raggiunge livelli più alti di quelli considerati normali.

A caratterizzare questa fobia non è solo l’intensità, ma anche la frequenza, la persistenza e l’influenza nella vita quotidiana. Per le persone che soffrono di algofobia, l’ansiosa avversione al dolore costituisce un vero problema con marcate implicazioni socio-affettive.

La paura del dolore è un disturbo d'ansia.

Paura del dolore: caratteristiche

Da un punto di vista psicopatologico, la paura del dolore può essere definita come un disturbo d’ansia, in virtù del quale si prova una paura irrazionale ed estrema verso una determinata persona, oggetto o situazione.

Questo concetto si può applicare a una casistica enorme, poiché sono molte le persone che soffrono di paure patologiche.

Un dato curioso riguardo l’algofobia è che presenta un tasso di incidenza e prevalenza più elevato tra la popolazione anziana. Questo anche perché rispetto ai giovani gli anzioni sono molto più esposti a:

  • Lamentele dei coetanei e del loro ambiente in merito a malattie e sofferenza;
  • Percezione della sofferenza di altre persone a loro vicine;
  • Esperienza in prima persona delle patologie associate all’età.

Per questi motivi l’algofobia anticipa la comparsa di condizioni che possono provocare l’esperienza del dolore. Questa anticipazione è spesso accompagnata da ansia cognitiva e fisiologica che porta la persona ad accusare il dolore prima che si presenti davvero.

L’influenza di questa paura sulla vita quotidiana è tale da condizionarne il benessere generale della persona.

Algofobia e iperalgesia

Il fenomeno dell’iperalgesia, intesa come una sensibilità esacerbata al dolore generalmente causata da lesioni alle terminazioni nervose e ai recettori del dolore, è stato correlato al fenomeno psicologico dell’algofobia. Questi due stati, tuttavia, non necessariamente si accompagnano l’uno all’altro.

“Il vero dolore, quello che ci fa soffrire profondamente, a volte rende serio e riflessivo anche l’uomo sconsiderato; anche i poveri di spirito diventano più intelligenti dopo un grande dolore”.

-Fëdor Dostoevskij-

Una persona che soffre di iperalgesia può sviluppare la paura del dolore perché è consapevole, a seguito delle esperienze pregresse, della possibile sofferenza fisica.

Un individuo con alti livelli di algofobia, invece, può essere psicologicamente più predisposto a provare dolore fisico, quindi nel momento in cui lo percepisce lo troverà soggettivamente sproporzionato.

La paura del dolore colpisce principalmente le persone anziane.

Diagnosi e trattamento della paura del dolore

In un contesto clinico esiste più di uno strumento diagnostico atto a determinare la presenza o meno di questa fobia e quantificarne l’intensità.

Mentre la diagnosi dell’iperalgesia attiene essenzialmente al campo medico, quella dell’algofobia riguarda piuttosto quello psicologico, in quanto spesso corrisponde ad abitudini acquisite e comportamenti appresi.

Uno dei test psicometrici più utilizzati è il Fear of Pain Questionnaire (FPQ-III), che può portare alla diagnosi differenziale appropriata.

L’approccio psicoterapeutico per la paura del dolore non differisce da quello applicato ad altre fobie; in generale risulta più efficace quando prevede la combinazione di due fronti di azione:

  • Intervento psicoaffettivo o terapia psicologica al cui interno spiccano la terapia cognitivo-comportamentale e varie tecniche di rilassamento.
  • Intervento farmacologico che consta soprattutto di farmaci ansiolitici eventualmente accompagnati da antidepressivi per il trattamento dei disturbi della depressione reattiva.

Conclusioni

Il dolore è un elemento da evitare e da cui la maggior parte delle persone tende a fuggire. Se è evitabile, la logica indica che non c’è alcun motivo reale per subirlo e quindi è lecito impiegare strategie per evitare e/o alleviare questo dolore.

Lo stesso concetto si può applicare a quell’altro dolore (secondario) che l’anticipazione del dolore stesso (primario) genera nelle persone che soffrono di algofobia.

Anche in questi casi è consigliabile affidarsi a medici e specialisti della salute mentale per evitare che la paura del dolore riduca il benessere complessivo.

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