Pensiero controfattuale: e se...?

01 febbraio, 2020
Ogni volta che prendiamo una decisione, chiudiamo alcune porte e ne apriamo altre. Per progredire, è necessario imparare e andare avanti, altrimenti si rischia la stagnazione.

E se avessi proseguito gli studi all’estero? E se stessi ancora con il mio ex? Come sarebbe la mia vita oggi se avessi accettato quell’offerta di lavoro? Uno dei giochi cognitivi che impegna la mente umana è immaginare scenari alternativi. Attraverso il pensiero controfattuale cerchiamo di ipotizzare come sarebbe la nostra realtà se avessimo preso una decisione diversa.

È un esercizio della mente non privo di risvolti positivi, ma quando esplorare le diverse opzioni diventa un’ossessione, le conseguenze sono negative. La frustrazione, il rimpianto o l’ansia possono entrare a far parte stabilmente della nostra vita se non impariamo ad accettare e a vivere il presente.

Uomo con occhiali pensieroso

Che cos’è il pensiero controfattuale?

La nostra vita è costellata di scelte, alcune semplici e quotidiane, altre importanti. Ogni volta che prendiamo una decisione, chiudiamo alcune porte e ne apriamo altre. È inevitabile, tuttavia, essere assaliti dal pensiero “e se avessi agito diversamente?“. Su questo si basa il pensiero controfattuale, nel costruire realtà alternative a partire da scelte diverse.

Il nostro passato è una fonte inesauribile di scenari possibili da paragonare alla situazione attuale. Il ragionamento è applicabile anche a contesti futuri (se lascio il lavoro, potrei rimanere disoccupato o migliorare la mia situazione).

Le possibilità sono infinite e questo meccanismo rafforza la convinzione che le scelte operate abbiano segnato la nostra vita. Questa affermazione è vera solo in parte. Le nostre azioni passate hanno contribuito a creare il presente e le decisioni attuali condizioneranno il futuro. Tuttavia, nessuna scelta è definitiva come una sentenza, abbiamo il potere di cambiare direzione in ogni momento.

Benefici del pensiero controfattuale

Questo meccanismo cognitivo offre diversi benefici, ma bisogna farne un uso equilibrato. Innanzitutto, ci aiuta a imparare dagli errori del passato e a pianificare meglio le nostre decisioni. Se ci è già capitato di trovarci di fronte a un bivio, disponiamo di una base per prevedere il risultato. L’esperienza, pertanto, può essere un punto di partenza che ci aiuta a prendere decisioni migliori.

Facciamo un esempio. In passato non avete passato un esame perché non siete riusciti a prepararvi con anticipo? Sicuramente subito dopo avrete pensato: “se mi fossi organizzato meglio, avrei superato l’esame”. Questa esperienza vi aiuta, in futuro, a organizzare meglio l’agenda degli impegni.

D’altra parte, permette anche di sentirsi soddisfatti delle proprie decisioni (se non avessi cambiato città, non avrei conosciuto la mia migliore amica) e a trarre un respiro di sollievo quando viviamo esperienze negative (senza la cintura allacciata, quell’incidente avrebbe avuto conseguenze molto più gravi).

Uomo davanti a un bivio che fa uso del pensiero controfattuale

Concentrarsi sul presente

Se perdiamo di vista l’utilità di questo pensiero e cominciamo a utilizzarlo in modo costante, avremo un problema. Probabilmente cominceremo a provare una serie di sensazioni negative nei confronti delle decisioni prese. Possono affacciarsi il senso di colpa, il rimpianto o la frustrazione: “avrei potuto salvare quell’amicizia con un po’ di impegno”, “se non mi fossi sposato così presto, avrei potuto godermi di più la giovinezza”.

Il pensiero controfattuale può servire certamente come guida per il futuro, ma non deve ancorarci al passato. Se la vostra sensazione è di non aver agito in modo consono, cercate di rimediare all’errore e imparare la lezione per situazioni future. In qualunque caso, considerate la riflessione como punto di partenza per costruire il futuro che desiderate, ma non fatela diventare una zavorra emotiva.

Entrare in un circolo chiuso di paure nei confronti del futuro è fonte di ansia, stress e indecisione paralizzante. “Se mi presento al colloquio e mi agito, farò una figura ridicola”. La verità è che non possiamo prevedere il futuro: forse sarete nervosi o forse otterrete il posto di lavoro.

Come diceva la tartaruga nel film Kung Fu Panda “Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente”. Impariamo ad accettare il momento attuale, crescere a partire dall’esperienza e dare il massimo per modellare il futuro che vogliamo. Sbagliare fa parte della vita e la strada viene tracciata camminando. Ogni giorno ci offre nuove opportunità.

  • Segura-Vera, S. (1999). Razonamiento contrafáctico: la posición seriel y el número de antecedentes en los pensamientos sobre lo que podría haber sido.
  • Martínez Betancourt, P. A. (2011). Influencia de los objetos de autorregulación y el pensamiento contrafáctico sobre los efectos persuasivos de un mensaje publicitario (Bachelor’s thesis, Bogotá-Uniandes).