Perché alcune persone sono tanto indecise?

· 10 febbraio 2016

Quando si interrompe la comunicazione tra due regioni del cervello, diventiamo più indecisi nel valutare qualcosa o nel mostrare la nostra preferenza.

Tuttavia, l’interruzione di questa comunicazione non compromette la qualità delle decisioni obiettive o sensoriali. Questo potrebbe spiegare perché alcune persone sono così indecise.

Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Nature Communications spiega perché l’intensità della comunicazione tra le diverse regioni del cervello condizioni il modo in cui si prendono decisioni importanti.

L’intensità della comunicazione tra le varie zone delle cervello determina il modo in cui prendiamo le decisioni.

In questo studio, Christian Ruff, professore di neuroeconomia presso l’Università di Zurigo, in Svizzera, ha dimostrato che esiste una relazione diretta tra alcune zone del cervello e il fatto di prendere decisioni importanti o mostrare determinate preferenze.

Un diverso atteggiamento per decisioni differenti

Le decisioni importanti basate su preferenze sono diverse dalle decisioni percettive o basate su aspetti sensoriali. Prendiamo decisioni basate su preferenze quando scegliamo una macchina nuova, un vestito nuovo o un piatto del menù di un ristorante. Poi potremmo chiederci se abbiamo preso la decisione giusta.

Le decisioni che si basano su questioni sensoriali sono meno propense all’indecisione, perché richiedono una valutazione più diretta delle proprietà che stiamo considerando.
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Gli studi possono spiegare perché alcune persone sono più indecise

Il professor Ruff e i suoi colleghi hanno voluto scoprire perché alcune persone sembrano essere più ferme nelle loro decisioni in base alle loro preferenze (cioè quelle che sembrano sapere sempre esattamente ciò che vogliono), mentre altre sembrano vacillare e dubitare.

I ricercatori hanno scoperto che la precisione e la stabilità della decisione basata sulle preferenze non dipende solo dal livello di attività delle regioni del cervello, ma anche dall’intensità della comunicazione tra due regioni particolari del cervello.

Le due regioni – la corteccia prefrontale, proprio sotto la fronte- e la corteccia parietale- sopra le orecchie – partecipano alla rappresentazione delle nostre preferenze, all’orientamento spaziale e alla pianificazione delle azioni.

Le decisioni importanti si basano sulla comunicazione tra due regioni del cervello

Per arrivare a questa scoperta, il team di ricercatori ha invitato dei volontari a prendere delle decisioni di preferenza e decisioni sensoriali sul cibo mentre erano sottoposti a una stimolazione cerebrale non invasiva, chiamata “stimolazione elettrica transcraica (TES)”.

Questo sistema prevede l’invio di corrente alternata attraverso il cranio per generare modelli coordinati di attività in regioni specifiche del cervello.

Ai soggetti sono state mostrate fotografie di alimenti ed è stato chiesto loro di scegliere cosa avrebbero preferito mangiare al termine dell’esperimento (decisioni basate su preferenze), oltre a decidere, ad esempio, se un’immagine fosse più scura di un’altra (decisioni basate su aspetti sensoriali).

Utilizzando la tecnica della stimolazione, i ricercatori hanno intensificato o ridotto il flusso di informazioni tra la corteccia prefrontale e la corteccia parietale quando chiedevano ai volontari di esprimere le loro decisioni.

Cervello

Il professore Ruff ha spiegato le conclusioni a cui è giunto il suo team: “Abbiamo scoperto che le decisioni basate sulle preferenze erano meno stabili se veniva interrotto il flusso di informazioni tra le due regioni del cervello. I volontari che si sono sottoposti all’esperimento erano, quindi, più indecisi. Nel caso delle decisioni puramente sensoriali, invece, non è stato riscontrato lo stesso risultato”.

Ruff e i suoi colleghi ritengono che “la comunicazione tra le due regioni del cervello è rilevante solamente se dobbiamo decidere se ci piace qualcosa e non quando prendiamo decisioni basate su fatti oggettivi“.

Il team ha scoperto, inoltre, che non si possono prendere decisioni più stabili attraverso l’intensificazione del flusso di informazioni tra le due regioni del cervello. Questo potrebbe dipendere dal fatto che i volontari erano tutti soggetti giovani, in salute e con una sviluppata capacità di prendere decisioni.

Per questo, i ricercatori pensano che sia necessario approfondire la ricerca per verificare se la tecnica potrebbe risultare utile in un trattamento terapeutico. Ad esempio, per scoprire se potrebbe aiutare i pazienti altamente impulsivi o indecisi, forse a causa di un disturbo cerebrale o di una lesione.