L’autenticità delle persone con sindrome di Down

· 21 aprile 2018

Persone con la sindrome di Down. Persone con una condizione biologica diversa, persone che hanno un cromosoma in più nella coppia 21. Una trisomia che si manifesta con disabilità intellettive e che genera i tratti fisici distintivi di tale condizione, quali ad esempio una caratteristica piega nell’angolo degli occhi, un allungamento degli stessi e una lingua leggermente più spessa e, occasionalmente, screpolata.

La loro particolarità li rende anche esseri autentici, genuini, unici, senza artifici. Persone naturali, persone con grande spontaneità che fanno la differenza con la loro autenticità, la loro sensibilità, la loro ricchezza emotiva, la loro capacità di vedere le cose belle della vita, di generare interscambi ricchi e ineguagliabili.

Ogni 21 marzo si celebra la giornata mondiale della sindrome di Down allo scopo di non dimenticare la necessità di dare visibilità alla disabilità intellettiva e di non smettere di impegnarci per migliorare l’inclusione sociale di queste persone. Ogni hanno sono molteplici le campagne che mirano a riflettere l’autenticità e il carisma delle persone con sindrome di Down.

Sono iniziative ricche di sensibilità, di affetto e, vale la pena di essere ridondanti, di autenticità. Va detto che la genuinità di queste persone è speciale perché è priva di qualsiasi artificio e piena di bontà, innocenza e sincerità.

Cosa si può fare come società in relazione alla sindrome di Down?

Cosa si può fare come società in relazione alla sindrome di Down? La risposta è chiara, abbiamo ancora molta strada da fare. Ci sono ancora molte barriere, molti pregiudizi e miti da sfatare, oltre a molte informazioni da assorbire.

In primo luogo, se analizziamo la situazione in modo superficiale, possiamo sottolineare che sbagliamo quando ci relazioniamo agli adulti con sindrome di Down trattandoli come se fossero dei bambini. Sbagliamo a mostrare un atteggiamento paternalistico. Sbagliamo a etichettarli e a non trattarli con naturalezza.

Perché una persona con sindrome di Down è una persona con particolari limiti e potenzialità. Come tutti. Pertanto le persone con sindrome di Down richiedono che la disabilità intellettiva venga vista come una condizione naturale di vita di alcuni soggetti che vedono se stessi in modo spontaneo, schietto e senza complessi.

Bambino con sindrome di Down

“Se ridi di un bambino diverso, lui riderà con te, perché la sua innocenza supera la tua ignoranza.”

Molti di noi a volte hanno sentito il commento di “Che peccato!” oppure “Poverino!” in riferimento a una persona con la sindrome di Down. Tuttavia, sebbene sia una reazione molto comune, riflette il fatto che non sappiamo che non c’è motivo di provare dispiacere o pietà. Tutti convivono con le loro condizioni e le persone con la sindrome di Down lottano ogni giorno per farlo con le loro, che sono particolari.

Questo è importante, perché non tutte le persone che hanno la sindrome di Down sono uguali, così come non sono uguali tutti gli altri, indipendentemente dalla loro condizione. Avere chiaro questo ci permette di sottolineare che dobbiamo sforzarci di conoscere tutte le persone nella loro varietà, non per quei tratti che ci portano a classificare qualcuno in un gruppo.

Ricordiamo, inoltre, che la sindrome di Down non definisce nessuno… Ogni persona si definisce nel corso della sua vita sviluppando diverse capacità.

Stiamo percorrendo la strada verso un mondo diverso, un mondo in cui il rispetto, l’integrazione, la normalizzazione della differenza e la coesistenza vengono innalzati come una bandiera. C’è ancora molto da fare, e per rendere questo “molto” un po’ più piccolo, possiamo iniziare con l’unirci alle iniziative che vengono organizzate al riguardo, durante la giornata mondiale della sindrome di Down e non.