Rimangono le persone che contano, quelle di troppo se ne vanno

· 21 ottobre 2016

Le persone sono attorniate da circoli concentrici di relazioni intime, che variano nel grado di vicinanza e in funzione dell’obiettivo della relazione. Questo obiettivo può essere quello di ottenere una fonte di informazioni importante e significativa per la vita, un aiuto stabile per lo sviluppo vitale o semplicemente il benessere sociale.

Pensiamo, ad esempio, al bottone di una camicia: se i fili che lo attaccano all’indumento si rompono, il bottone cadrà. In amicizia succede lo stesso, anche se in questo caso i fili che la uniscono al nostro cuore sono più complessi e cambiano in funzione delle richieste, delle necessità e anche delle aspettative.

L’amicizia, così come tutti i legami tra persone, non è statica. Il suo dinamismo la fa evolvere e produce degli adattamenti attorno ad essa. Tuttavia, certe volte il cambiamento è così grande e negativo che il filo si spezza e il bottone va perso.

Tali perdite lasciano quasi sempre una voragine di nostalgia, come se fossero la prova inconfutabile che non siamo più gli stessi. Tuttavia, questa nostalgia non deve confonderci, soprattutto quando i rapporti sono diventati freddi e interessati.

La sofferenza: provare a mettere a posto ciò che non può più essere aggiustato

L’attaccamento è nocivo quando ci obbliga a mantenere una relazione sulla base di qualcosa che è stato, ma che ora non c’è più, quando una manciata di bei ricordi sostiene un’angosciante routine piena di disincanto. L’unione diventata illusione e che provoca solo litigi non merita ulteriore tempo.

Non è vero che la distanza e le difficoltà intaccano l’affetto e la qualità di una relazione. La colpevole non è nemmeno la routine, che si trasforma in un piacere conosciuto, completando e aumentando il nostro benessere quotidiano, anche se non la apprezziamo abbastanza.

uomo con carretto

Le relazioni si rovinano perché uno dei due smette di prendersene cura. I due membri  accelerano poi questo processo a causa della consapevolezza della differenza tra i due cammini, che a un certo punto si separano del tutto. A meno che non cediamo al ricatto emotivo, imposto dal mito della stabilità, la nostra esistenza è soggetta a cambiamenti e, pertanto, anche le nostre relazioni.

“Se non ti amano come vuoi tu, che importanza se che ti amano?”

(Amado Nervo)

Se vi impegnate a mantenere forzatamente ciò che è finito, agirete in modo intimidatorio con i vostri sentimenti e con gli altri; finirete per passare una vita in sospeso, che è molto diverso dall’ottenere un vero significato da essa, in modo da arricchire voi e il vostro rapporto.

Ci hanno insegnato a trattenere le cose, non a lasciarle andare

Parafrasando il tanto discusso maestro spirituale Osho, a volte è impossibile imparare se prima non ci liberiamo di tutto ciò che abbiamo già appreso. Questo non significa diventare temporaneamente stupidi o dementi, semplicemente vuol dire smettere di provare a capire per iniziare a dare attenzione a ciò che è in sintonia con il nostro sviluppo intellettuale, sociale e morale.

L’Ipotesi della Corrispondenza, appartenente alla psicologia sociale, ci dice che le coppie e le amicizie simili instaureranno molto probabilmente relazioni stabili. A lungo andare, solo gli individui affini ai nostri valori potranno avere un rapporto più stretto con noi.

amiche che si abbracciano

Il punto è che cerchiate ciò di cui avete bisogno e che non vi accontentiate di ciò che vi ferisce e che non vi fa sentire completi. Alcune persone devono andarsene affinché altre possano rimanere accanto a voi in modo sincero. Senza drammi, senza traumi, accettando i cambiamenti delle relazioni e vedendoli come processi naturali, come una sorta di muta della pelle.

Ciò vuol dire sfidare uno degli insegnamenti classici sull’amore: amare non è trattenere, ma voler restare. Restare con il vostro partner e i vostri amici. Con i libri che leggiamo e il lavoro a cui dedichiamo ore della nostra giornata.

A volte basta fare caso al nostro intuito più basilare. Lasciamo che rimanga ciò che conta e che se ne vada ciò che non ci sta più dando nulla, anche se è da molto tempo che ci accompagna e che nasconde il malessere del quotidiano.

Più saggi invece che più feriti, faremo accompagnare la nostra crescita da persone che vogliamo davvero conservare nella vita, con cui avremo dei dibattiti e diversi punti di vista, ma anche con cui non dovremo misurare le parole che diciamo. Quelle persone possono contare su di noi, poiché contano nella nostra vita.