Pierre Teilhard de Chardin, confronto tra scienza e religione

6 Novembre 2019
Oggi ci occupiamo della vita e delle opere di uno scienziato particolare: Pierre Teilhard de Chardin. Un sacerdote le cui scoperte e teorie si sono sempre scontrate con la chiesa e gli insegnamenti che quest’ultima va predicando in tutto il mondo.

Oggi ci occupiamo della vita di un geologo, paleontologo, filosofo e teologo francese dalla vocazione religiosa, le cui opere sono state tradotte in tantissime lingue. Stiamo parlando di Pierre Teilhard de Chardin, un uomo convinto che l’essere umano sia in continua evoluzione mentale e sociale col fine di raggiungere un’unità spirituale.

Il suo interesse per la scienza appare fin dalla sua giovinezza, tanto che cerca di conciliare il suo pensiero scientifico con il lavoro presso l’ordine dei gesuiti, di cui faceva parte. Pierre Teilhard de Chardin difese l’idea per cui l’epopea umana non fosse solamente “un cammino verso la luce”.

Un pensiero ardito che portò la chiesa a emanare, nel 1962, un vero e proprio ultimatum nei suoi confronti. Ciò che non venne mai messo in discussione fu la sua dedizione spirituale e scientifica, tanto da essere considerato oggi come una delle figure più importanti del panorama scientifico. Addentriamoci nell’affascinante vita di Pierre Teilhard de Chardin.

I suoi primi anni

Pierre Teilhard de Chardin nasce il primo maggio del 1881 in un’aristocratica famiglia dell’Alvernia, una regione montana nella Francia centrale. Trascorre l’infanzia nella residenza di famiglia, il castello di Sarcenat. È il quarto di undici fratelli e cresce in un ambiente tradizionale e rigorosamente cattolico.

Una volta conclusi gli studi presso il collegio gesuita di Mongré, a Lione, intraprende la formazione di novizio nella comunità gesuita di Aix-en-Provence. Più tardi, prosegue la sua carriera in Inghilterra, dove studia teologia a Jersey e viene ordinato sacerdote a Hastings nel 1905.

Uomo che riflette con il cielo dietro

Oltre alla vocazione religiosa, Pierre Teilhard de Chardins sviluppa una passione per la scienza, maturata durante un’esperienza di tre anni in Egitto dove aveva insegnato fisica e chimica. È allora che, subito dopo la sua ordinazione come sacerdote, comincia a interessarsi alla paleontologia e alla geologia.

Partecipa ad alcuni scavi in Francia nel 1912 e si unisce al laboratorio di paleontologia del Museo di Storia Naturale di Parigi. Comincia quindi una brillante carriera come ricercatore di paleontologia umana e lavora agli scavi delle grotte di Altamira, in Spagna.

Pierre Teilhard de Chardin e la guerra

Nel 1914, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale coinvolge anche lui. Nonostante la sua vocazione religiosa, invece che come cappellano viene impiegato come infermiere in un reggimento d’istanza in Marocco. Durante la guerra, si nega totalmente all’esercizio della pratica sacerdotale.

Lo scenario drammatico a cui viene sottoposto durante gli anni del conflitto lo costringe ad affrontare, per sue stesse parole, “un battesimo della realtà”. La guerra pone le basi per la nascita del suo pensiero filosofico. Un argomento che compare anche nelle sue prime opere, Genesi di un pensiero e La vita cosmica. Scritti del tempo di guerra. Il grande coraggio che dimostra durante il conflitto gli vale la medaglia militare.

La paleontologia e i viaggi

Alla fine della guerra Pierre Teilhard de Chardins trascorre del tempo a Parigi, impartendo lezioni presso l’Istituto cattolico. Nel 1923 realizza la prima delle sue missioni paleontologiche in Cina, dove si unisce all’equipe che scopre il cranio dell’Uomo di Pechino.

Durante gli anni 30 compie diversi viaggi: deserto dei Gobi, Java, Somalia, Kashmir, Mongolia e Birmania. La Seconda Guerra Mondiale scoppia mentre si trova a Pechino, città in cui trascorre quasi sei anni in uno stato di semi cattività.

È durante il suo periodo cinese che Pierre Teilhard de Chardin scrive due dei suoi testi più mistici: La messa sul mondo e L’energia spirituale della sofferenza.

Llibro antico aperto sul tavolo

Pierre Teilhard de Chardin e l’origine dell’uomo

Nel 1937, Pierre Teilhard de Chardin riceve la medaglia Mendel a Philadelphia, in riconoscimento per il suo lavoro scientifico nel campo della paleontologia umana. Un anno dopo, fonda l’Istituto di Geobiologia di Pechino, pubblicando spesso per la sua prestigiosa rivista scientifica.

A partire dal 1951 fissa la sua residenza a New York. Da lì parte per diverse spedizioni scientifiche in Sudafrica, in cui comincia ad avvicinarsi all’origine africana dell’uomo, tesi oggi approvata dalla scienza. Muore a New York, il 10 aprile del 1955, all’età di 74 anni.

Un lascito polemico

Pierre Teilhard de Chardin è una figura riconosciuta a livello internazionale da tutta la comunità scientifica. Le sue scoperte e ipotesi sull’origine e sul destino dell’essere umano lo hanno portato durante tutta la vita a scontrarsi con le autorità religiose.

Le sue teorie sul ruolo occupato dall’uomo nell’universo si sono trasformate in insegnamenti che tutt’oggi vengono divulgati. Teorie che colpirono pesantemente il cuore della chiesa cattolica, motivo per cui nessuna delle sue opere a carattere non scientifico venne mai pubblicata mentre era in vita.

Le sue opere sono state tutte pubblicate postume dalla sua segretaria personale a partire dal 1964, quando viene fondata la Fondazione Pierre Teilhard de Chardin; vera e propria ambasciatrice del pensiero di questo straordinario scienziato e studioso francese.

The Editor team of Encyclopaedia Britannica. Pierre Teilhard de Chardin Biographie. Recuperado de https://www.britannica.com/biography/Pierre-Teilhard-de-Chardin