Progetti personali sfumati per la pandemia

18 maggio, 2020
Molti dei nostri progetti, sogni e obiettivi si sono infranti nel bel mezzo della pandemia. Ci viene detto che c'è una nuova realtà, quando noi rimpiangiamo quella vecchia. Quali strategie dobbiamo mettere in pratica per affrontare questo scenario di cambiamenti e incertezze?

Il filosofo Eraclito diceva che il cambiamento è l’unica costante della vita. A volte, però, questi cambiamenti giungono in modo brusco, segnando uno spartiacque nel nostro presente. La situazione attuale ne è proprio un esempio, con tutti gli obiettivi rimasti in sospeso, i progetti personali sfumati e anche con qualche sogno che ormai si è infranto del tutto.

Buona parte dei piccoli cambiamenti e delle alterazioni che la nostra realtà quotidiana sta subendo sono perlopiù gestibili. In alcuni casi li sentiamo arrivare e ci prepariamo a essi. In altri casi, invece, il destino porta con sé l’imprevisto, quello per il quale non abbiamo strategie, supporti e indumenti caldi. Arriva, colpisce e paralizza.

Ecco che l’attuale crisi causata dal Coronavirus sta trascinando via, come un uragano, posti di lavoro e progetti a breve termine che avevamo quasi conquistato, oltre agli obiettivi nei quali stavamo investendo tempo e sforzo. Quell’universo è rimasto in una strana anticamera, nel limbo più incerto o semplicemente nel nulla più oscuro. In una dimensione che non tornerà più.

Il mondo ci parla dell’obbligo di volgere lo sguardo in direzione della nuova normalità, mentre noi rimpiangiamo quella vecchia. Cosa possiamo fare dinnanzi a questa situazione? Di quali strategie psicologiche dovremmo tenere conto?

Progetti personali sfumati per la pandemia, cosa possiamo fare?

Sebbene non ci siano attualmente studi, analisi e lavori precedenti che ci rivelano quale sia il miglior modo di gestire gli effetti psicologici di una pandemia, conosciamo la situazione che dobbiamo affrontare.

Possiamo contare su studi di ricerca relativi a catastrofi naturali, belliche o situazioni altamente avverse che ci trasmettono un dato importante: circa il 10% delle persone finiscono per soffrire di gravi condizioni psicologiche, come un disturbo post-traumatico da stress.

La Columbia University e il Dottor Levy Galatzer hanno realizzato nel 2018 uno studio in cui viene dimostrata l’esistenza di una strategia che tendenzialmente ammortizza questo effetto: la resilienza.

Progetti personali in frantumi

Progetti personali andati in fumo e depressione

Si ipotizza inoltre che uno degli effetti di questa pandemia sarà senza dubbio la depressione e che ne soffrirà un numero elevato di persone. Tuttavia, esistono diversi modi per minimizzare questa effetto, che dovremmo mettere in atto per incamminarci verso il futuro che attende, o come si dice adesso verso una nuova realtà, con maggiore sicurezza.

Gli eventi avversi come quello che stiamo vivendo oggi possono paralizzarci oppure spingerci a reagire e ad affrontare la situazione. Una cosa che dobbiamo avere ben chiaro è che i momenti difficili non ci rendono automaticamente persone più forti. La resilienza non è un pilota automatico che prende il controllo quando le cose vanno male.

Siamo noi, con il nostro atteggiamento, la nostra predisposizione e il nostro approccio personale a metterla in marcia. Così, dinnanzi a qualsiasi progetto personale portato via dalla pandemia, ci resta solo un’opzione: agire, rispondere e riprogrammare. Scopriamo come.

Accettazione, tempo per elaborare il lutto per tutto quello che abbiamo perso

Impossibile fare piani, pensare o fare progetti quando l’angoscia governa la nostra mente. È bene tenere presente che la pandemia ci sta obbligando ad affrontare molte forme di lutto. Non soffriamo solo per le perdite umane.

La tristezza, l’ansia, la frustrazione e la paura si mescolano, spinti da quei progetti personali che la pandemia si è portata via. Dobbiamo vivere questo  dolore, accentando la nuova realtà, gestendo quel nodo emotivo che spesso ci immobilizza.

La vita è un viaggio, non una meta: dobbiamo ricominciare da noi stessi

La pandemia non è la nostra destinazione, bensì una parte del nostro ciclo vitale che dovremo elaborare, accettare e gestire.

Vivremo un periodo di tempo in questo nuovo scenario, scorgendo, al tempo stesso, un domani. L’attuale crisi sanitaria ci ha costretto a mettere in pausa la nostra realtà, è vero, ma la vita continua a scorrere e dobbiamo andare avanti.

Quello che facciamo oggi avrà un impatto sul domani. Di certo molti dei nostri progetti sono andati in fumo, come l’aria che esce da una finestra lasciata aperta, ma siamo ancora dentro quella stanza. Possiamo ancora guardare al suo interno e dobbiamo aprire più finestre sul futuro. Dobbiamo ricostruire noi stessi, e questo significa:

  • Ricominciare a fare progetti nel nuovo contesto. Lo faremo dimostrandoci creativi, ma anche realisti.
  • Bisogna accettare l’incertezza, non sapere cosa succederà domani. Per questo motivo ci concentreremo su aspetti della nostra vita sui quali abbiamo il controllo: noi stessi, il  nostro approccio verso il futuro, la nostra capacità di adattarci al domani, mostrandoci abili, svegli e colmi di speranza.
Treno e ferrovia

Resilienza: tutto ciò che dona sollievo dalla perdita e ci aiuta a guardare al domani

Non ci sarà modo di recuperare molti dei progetti personali sfumati per la pandemia. La ferita sarà immensa e il dolore è, oltretutto, collettivo. Perché l’impatto di questa crisi sanitaria sta minando le solide fondamenta del mondo intero. Non siamo soli, ma di certo solo noi possiamo tirarci fuori dall’abisso che è il presente.

La resilienza è quel mantello psicologico che ci permetterà di proteggerci dagli effetti del trauma, reagendo senza rassegnarci alla situazione attuale. Tuttavia, un aspetto che dobbiamo comprendere è che questa dimensione richiede una reazione, di tipo mentale e comportamentale.

Bisogna accettare e agire. Bisogna saper gestire l’angoscia, ma chiarire anche quali obiettivi vogliamo raggiungere domani.

Di certo ci saranno giorni in cui ci sentiremo privi di entusiasmo e non ci andrà di far nulla, e questo è perfettamente normale. Ma dobbiamo allenare la mente ad agire, a superare, a lasciarsi dietro ciò che non ha più senso, per creare nuove prospettive, nuovi piani e persino un nuovo Io, più adattabile, forte e creativo, in grado di crearsi un proprio futuro. Concentriamoci su questo.

  • Galatzer-Levy IR  Trajectories of resilience and dysfunction following potential trauma: A review and statistical evaluation. Clinical Psychology Revie. 2018 Jul;63:41-55. doi: 10.1016/j.cpr.2018.05.008. E