Psicofarmaci per bambini e adolescenti

· 26 Aprile 2019
Qual è la funzione degli psicofarmaci per bambini e adolescenti? Sono davvero la miglior cura possibile? Vi spieghiamo cosa sono e in che modo funzionano.

Le malattie mentali sono una delle più grandi epidemie del XXI secolo. Molte statistiche mettono in guardia rispetto al preoccupante aumento della somministrazione di farmaci ansiolitici e antidepressivi. Tuttavia, questi dati sono particolarmente evidenti in relazione alla popolazione minorile. La prescrizione di psicofarmaci per bambini e adolescenti è aumentata in modo allarmante, secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tra il 2005 e il 2012.

Secondo l’OMS, si stima che circa il 20% dei bambini e degli adolescenti soffra di disturbi o problemi mentali, mentre circa la metà di questi si manifestano prima dei 14 anni. Anche se molte delle patologie non vengono trattate (né rilevate), non è insolito ricorrere alla somministrazione di psicofarmaci per bambini e adolescenti. Tenete presente che i disturbi psichiatrici sono una delle principali cause di malattia e disabilità tra i giovani.

Disturbi mentali, una problematica frequente tra i giovani

Diversi studi affermano che i disturbi mentali hanno un fattore di predisposizione genetica, ma anche un importante fattore ambientale. Diversi elementi di rischio aumentano la prevalenza di queste malattie, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza. Ad esempio: disturbi familiari, come separazione dai genitori o abbandono, abuso fisico e sessuale, consumo di sostanze nocive, stress

Si tratta di due periodi critici nello sviluppo di una persona. Da un lato, l’infanzia costruisce la nostra personalità e determina la vita adulta. D’altro, l’adolescenza è un momento cruciale in cui prendono il via molti cambiamenti, e a tutti i livelli. Innanzitutto, a livello fisico; poi emotivo e, infine, a livello sociale.

È chiaro che agire sulla prevenzione e sulla promozione della salute mentale dovrebbe essere una priorità. Ma dobbiamo prendere in considerazione anche gli ambienti più appropriati per mettere in pratica quest’azione. In primo luogo, la famiglia, fondamentale; così come la scuola e la società in generale, contesti altrettanto importanti.

Gli psicofarmaci in bambini e adolescenti

Psicofarmaci per bambini e adolescenti

Il trattamento farmacologico dei disturbi psicologici nei bambini è piuttosto recente. Si è ricorso per molto tempo alla psicoterapia perché questi problemi erano quasi sempre associati a una causa ambientale. D’altra parte, non esistevano sufficienti studi sull’efficacia e la sicurezza di questa tipologia di farmaci, inizialmente destinati solo a un pubblico adulto.

La situazione negli ultimi anni è cambiata e molte linee di ricerca sono aperte in questo campo. Anche così, gli psicofarmaci sono ancora usati troppo spesso per i bambini, anche al di fuori delle indicazioni del foglietto illustrativo. Un po’ per la spinta dei familiari che per la necessità del caso, a volte si opta per un loro uso “compassionevole”.

Il trattamento con psicofarmaci per bambini e adolescenti dovrebbe sempre essere accompagnato da interventi psicosociali e non dovrebbe mai essere esclusivo.

Va tenuto presente che durante lo sviluppo del bambino e persino nell’adolescenza, i processi farmacocinetici nel corpo non sono gli stessi degli adulti. Né lo sono i sistemi di neurotrasmissione, così importanti nei meccanismi di azione dei farmaci psicotropi. Per questo motivo, è pericoloso estrapolare l’uso di psicofarmaci per bambini e adolescenti che hanno previsto test e sperimentazioni solo sugli adulti.

I farmaci psicotropi con licenza più usati per i bambini e gli adolescenti sono:

  • Antidepressivi
    • A. Triciclici: imipramina, amitriptilina, clomipramina (anche autorizzata per il trattamento dell’enuresi).
    • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): fluoxetina.
    • Inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina (ISRN): atomoxetina per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).
  • Neurolettici
    1. Aloperidolo, pimozide, clorpromazina, periciazina, trifluoperazina, tioridazina.
    2. Risperidone per il trattamento dei problemi comportamentali associati all’autismo.
  • Benzodiazepine
    • Clorazepato di dipotassico, diazepam, clobazam per il trattamento dei disturbi d’ansia e disturbi del sonno
  • Psicostimolanti
    • Metilfenidato, per il trattamento dell’ADHD.
Ragazzo prende pillola con acqua

Pro e contro degli psicofarmaci per bambini e adolescenti

Nel 2004, l’Agenzia spagnola dei farmaci e dei prodotti sanitari (AEMPS) ha raccomandato di non somministrare antidepressivi del gruppo SSRI a bambini e adolescenti, perché la loro efficacia non è stata dimostrata e aumentano il rischio di comportamento suicida. Nessuno degli SSRI è stato approvato pensando a un utilizzo nei quadri di depressione relativi all’età giovanile.

Nel 2016, un gruppo di ricercatori ha pubblicato sulla rivista The Lancet uno studio molto interessante sulla prescrizione di antidepressivi ai giovani. È stata condotto un monitoraggio sistematico e una meta-analisi di tutti gli studi pubblicati su questi farmaci. Per riassumere, hanno confrontato l’efficacia di 14 antidepressivi per il trattamento del disturbo depressivo maggiore nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 9 e 18 anni.

Il risultato è stato sorprendente: solo la fluoxetina ha mostrato più efficacia rispetto al placebo. Il resto degli antidepressivi non mostrava un rapporto benefici/rischi favorevole. In altri studi, alcuni di questi farmaci, come la venlafaxina, erano persino associati a un maggiore rischio di comportamento suicida negli adolescenti. Tuttavia, in altre ricerche questo elemento non ha trovato riscontro.

Anche se i risultati di questi studi ci mettono in allerta, non dovrebbero essere considerati come una verità assoluta. Hanno i loro limiti ed è necessario continuare a realizzare test e verifiche. Ciò non significa che tutti i trattamenti debbano però essere sospesi. Ogni caso è unico. In generale, i benefici del trattamento con psicofarmaci per bambini e adolescenti sono maggiori dei rischi corsi se non si applica.

La cosa più importante è seguire sempre le istruzioni degli specialisti. Solo i medici hanno la formazione necessaria per valutare il rapporto benefici/rischi delle possibili cure in ogni giovane paziente.

  • Sánchez Mascaraque P. y Hervías Higueras P. (2019). Psicofarmacología en niños y adolescentes. AEPap (ed.). Congreso de Actualización Pediatría 2019. Madrid: Lúa Ediciones 3.0. 121-129.
  • Acosta-Hernández, M. E., Mancilla-Percino, T., Correa-Basurto, J., Saavedra-Vélez, M., Ramos-Morales, F. R., Cruz-Sánchez, J. S., & Duran-Niconoff, S. (2011). Depresión en la infancia y adolescencia: enfermedad de nuestro tiempo. Archivos de neurociencias, 16(3), 156-161.
  • Mollejo Aparicio, E. (2005). Psicofármacos en niños y adolescentes: revisión y situación actual. Revista de la Asociación Española de Neuropsiquiatría, (95), 141-150.
  • Cipriani, A., Zhou, X., Del Giovane, C., Hetrick, S. E., Qin, B., Whittington, C., … & Cuijpers, P. (2016). Comparative efficacy and tolerability of antidepressants for major depressive disorder in children and adolescents: a network meta-analysis. The Lancet, 388(10047), 881-890.