Quando si svegliò, era ancora lì

6 gennaio 2017 in Emozioni 1054 Condivisi

Conoscete il mini-racconto del dinosauro di Augusto Monterroso? È formato solo da 8 parole, sufficienti per trasmettere un grande messaggio: ci sono persone che saranno sempre presenti, qualsiasi cosa accada. Sono le nostre stelle, quelle che indicano il Nord quando non troviamo più la nostra strada. Sono persone che brillano di luce propria, che ci guidano e che restano al nostro fianco anche dopo essercene andati.

Ci avvolgono con i loro abbracci per proteggerci e sono sempre disposte a tenderci una mano quando ne abbiamo bisogno. Se fossimo una formula matematica, sarebbero la nostra costante, e se qualcosa va storto, sappiamo di poter sempre contare su di loro.

Il mio punto d’appoggio

Tutti hanno bisogno di un punto d’appoggio al quale afferrarsi quando la terra sotto i propri piedi sembra crollare. Questi punti d’appoggio sono i nostri cari. Loro sono le strutture che ci sorreggono nei momenti di crisi e che ci danno la forza di continuare le nostre imprese.

La forza di una sorella, l’amore incondizionato di un partner o il sostegno indistruttibile di un amico bastano per stabilizzare gli scossoni che, ogni tanto, riceviamo dalla vita.

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Anche se lottiamo e ci sforziamo per combattere le difficoltà quotidiane, a volte le palle curve delle circostanze ci indeboliscono. Cadere è inevitabile, ma questi punti d’appoggio rendono molto più facile rialzarsi e andare avanti.

Puoi contare su di me

Sono necessarie almeno due persone per stabilire una relazione. I legami che creiamo con le persone alle quali vogliamo bene di solito sono reciproci. Non si tratta di una strada a senso unico, piuttosto di una rotta di andata e ritorno.

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In questo modo, quando percorriamo quella strada, anche se ognuno è libero di scegliere la propria direzione, li ritroveremo sempre al nostro fianco e quando loro volteranno lo sguardo per cercarci, noi saremo lì, sempre. Perché, anche se a volte siamo un po’ distratti, abbiamo promesso che ci saremmo cercati nel momento del bisogno.

Non abbiamo bisogno di parole

Non c’è bisogno di scervellarsi con lettere infinite o con i “ti amo” o i “ti voglio bene” per spiegare quello che proviamo. A volte le parole non servono per far capire all’altra persona quanto è importante per noi. Una parola, un gesto o uno sguardo sono sufficienti.

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Se le risate sono più genuine quando siete insieme o se per voi è un gioco da ragazzi capire se il loro sguardo è triste o allegro, se un solo gesto vi basta per capirvi, se quando vi cercate, vi trovate sempre e se quando avete bisogno l’uno dell’altro, ci siete, potete considerarvi fortunati di essere il dinosauro della favola di cui tutti hanno bisogno.

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