Faccio quello di cui ho bisogno senza chiedere il permesso

· 13 dicembre 2016

Sono stufa di sentirmi dire quello che devo fare o, peggio ancora, che si azzardino a dirmi se va bene o male. Provo rabbia quando qualcuno si prende il diritto di dirmi come è meglio fare le cose o come non andrebbero fatte. A partire da adesso, farò quello di cui ho bisogno senza chiedere il permesso a nessuno.

Ritengo costruttivo che una persona a me vicina cerchi di consigliarmi se ho bisogno di aiuto o che mi dia la sua opinione senza doppi fini e senza arrecarmi danno. Tuttavia, non tollererò più che mi giudichino né che decidano come devo vivere la mia vita – soprattutto se non sanno nulla di me.

Nessuno può privarmi della mia autonomia

Poiché ogni persona è unica nel modo di comportarsi e di essere, è piuttosto facile avere dei dubbi sull’operato degli altri. Se qualcuno vi ha detto che siete speciali, aveva ragione: ognuno di noi lo è per il suo modo particolare di vedere il mondo e di affrontarlo.

“Il rispetto all’autonomia e alla dignità di ognuno è un imperativo etico e non un favore che possiamo concederci o meno l’un l’altro””

-Paulo Freire-

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Io ho i miei gusti personali, le mie esperienze di vita, la mia gerarchia intima di valori – nulla di tutto questo è migliore o peggiore rispetto agli altri. Nessuno meglio di me può sapere cosa ho vissuto, ciò che mi ha portato ad essere quello che sono o a pensare in questo modo né quanto possa farmi stare male sentirmi criticare per divertimento.

Non solo, nessuno può privarmi della mia autonomia, perché ognuno di noi ha il diritto di essere libero purché rispetti chi lo circonda. Ciò significa avere riguardo e cura in tutti i rapporti con gli altri, anche i più cordiali: imparare a tollerare le decisioni degli altri.

In altre parole, ho deciso di condividere la vita con persone che apprezzo per quello che sono davvero e questo è un punto irremovibile. Chi mi ama conosce ciò di cui ho bisogno e non si permette di darmi o negarmi il permesso per ottenerlo. Non ho bisogno che gli altri comprendano le mie ragioni, basta che con affetto le rispettino. 

Provarci ha un prezzo

Nelle mie decisioni di tutti i giorni posso sbagliarmi, naturalmente, ma l’essere umano è nato con la possibilità dell’errore e la virtù di imparare da esso. Preferisco provarci e pagare il prezzo del fallimento, piuttosto che vivere con il rimorso perché qualcun altro mi ha detto che non dovevo farlo.

Finalmente ho capito che la parola ultima e decisiva che mi porterà alla conquista del mondo è la mia. Che se voglio provare, sono libera di farlo. Anche se ciò mi procurerà una ferita emotiva indelebile, voglio essere io l’unica responsabile del mio dolore.

 “Le ferite emotive sono il prezzo da pagare per poter essere indipendenti”

-Haruki Murakami-

Se mi lascerò influenzare dagli altri e resterò immobile, forse alla fine non avrò alcuna ferita, ma senza dubbio sarò pervasa dai rimpianti. Passerei il resto dei miei giorni a pentirmi di non aver avuto il coraggio necessario per difendere i miei interessi e lottare per essi.

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In futuro sarò l’unico a ricordarmi quello che ho fatto della mia vita

Se avete valori ed ideali e ne siete convinti, combattete per essi, sempre. Lasciate che le critiche e i giudizi altrui vi scivolino addosso, soprattutto quando non sono pronunciati per recarvi beneficio. L’unico modo per dare un senso al nostro operato è agire seguendo quello che è dentro di noi.

Può far male vedere le persone immischiarsi nei propri affari, ma non prestate loro ascolto: in futuro ricorderete solo le conseguenze dei vostri atti. Gli altri parleranno, giudicheranno, criticheranno, ma alla fine dimenticheranno.

Il tempo che ci è dato non è abbastanza per perderlo facendo quello che non ci piace fare solo per paura di “quello che diranno”. Non ho tempo da perdere per stare male perché a qualcun altro non piacciono le mie decisioni. In definitiva, non ho tempo per non fare quello di cui ho bisogno senza chiedere il permesso a nessuno.

 “Il momento giusto per iniziare non è domani o la prossima settimana, ma adesso”

–Arnold Joseph Toynbee-

Immagini per gentile concessione di Pascal Campion