Rabbia nascosta, l’emozione che condiziona la personalità

23 Luglio 2019
La rabbia nascosta nasce spesso da delusioni, traumi non elaborati e da imprevisti sfortunati che costellano la vita di un individuo. Tutto ciò, se non adeguatamente gestito, conferisce al soggetto un cattivo umore e uno sconforto che finiscono per essere somatizzati.

La rabbia nascosta, messa a tacere e inghiottita a forza, può condizionare la nostra personalità. Le delusioni vissute, i fallimenti, i danni subiti e non gestiti, i sogni infranti e ogni caduta nel percorso di vita lasciano in noi un segno che spesso si trasforma in rabbia. La mancata gestione di queste realtà interne si trascina dietro un disagio costante.

La rabbia è una delle emozioni meno conosciute da gran parte della popolazione. Spesso viene associata a quelle esplosioni in cui emerge il lato oscuro dell’essere umano, e dove si finisce per dire o fare cose che poi si rimpiangono. Ebbene, l’aspetto più significativo al riguardo è che nella maggior parte dei casi la rabbia non emerge, non si manifesta, bensì si nasconde e si cela sotto la superficie.

Questa emozione, inoltre, porta con sé un problema di ordine quantitativo; ovvero più si accumula, più genera disagio psicologico. La rabbia nascosta non si traduce in un volto perennemente arrabbiato o in qualcuno che va in giro spintonando, urlando o rispondendo in modo inappropriato. Questa emozione genera angoscia, fatica, si traduce in cattivo umore, ansia e, in molti casi, anche in un disturbo depressivo.

«La rabbia è la guardia del corpo della tristezza.»

-Liza Palmer-

Uomo con testa fumante rabbia nascosta

Rabbia nascosta, un’emozione celata alla quale non prestiamo attenzione

Potrebbe risultare sorprendente, ma l’essere umano può vivere praticamente tutta la sua esistenza nascondendo la rabbia. Ad esempio, la sofferenza per l’abbandono di un genitore o un abuso possono in molti casi rappresentare la radice di un problema in grado di plasmare la personalità.

La rabbia, dopotutto, non è altro che la combinazione di diverse emozioni che formano un pesante fardello portato più o meno a lungo nel tempo. Essa comprende tristezza, una sensazione di ingiustizia, angoscia e spesso anche paura. La paura che certe cose possano riemergere e la paura di sentirsi nuovamente vulnerabili. Tutto ciò, catalizzato dalla rabbia, si trasforma in un malessere informe e duraturo che prende tutto lo spazio e allo stesso tempo lo offusca.

Rabbia, furia, collera, ira, aggressività, tensione, perdita di controllo…Questi sono i primi termini che vengono in mente quando si pensa alla rabbia. Ricollegarla a questi termini non è sbagliato, ma la verità è che buona parte delle persone non reagisce affatto così quando vive l’emozione in questione.

Il Dott. Thomas Denson, dell’Università del Michigan (Stati Uniti), spiega nel suo studio che esistono diversi modi per provare rabbia. C’è chi la esprime e chi la zittisce, portandola in sé in modo celato. Questi ultimi, caratterizzati da rabbia nascosta, tendono a nutrirla attraverso il pensiero ruminante. E ciò finisce per ripercuotersi negativamente sul comportamento e sulla personalità.

Quali sono le caratteristiche della rabbia nascosta?

Aver vissuto diverse delusioni amorose. Aver sperimentato il tradimento da parte di una persona vicina o di un familiare. Non aver raggiunto un obiettivo importante per la realizzazione personale. Tutte queste realtà sono tra gli esempi all’origine del sentimento di rabbia nascosta che in molti provano.

Vediamo quali sono i segni più ricorrenti:

  • Sfiducia generale e un’evidente difficoltà nel fidarsi degli altri.
  • Comportamenti e reazioni sarcastiche, ciniche, spesso frivole.
  • Costanti sbalzi d’umore
  • Tendenza a procrastinare. Adempiere ai propri compiti è per loro estremamente difficile.
  • Irritabilità.
  • Difficoltà a godersi i momenti di svago.
  • Insonnia, incubi, continui risvegli.
  • Esaurimento fisico e mentale.
Donna stanca stanchezza ed esaurimento

Come si può gestire la rabbia?

I libri o gli articoli sulla gestione della rabbia affrontano l’argomento partendo spesso da un approccio parziale, soprattutto quando si tratta di rabbia nascosta. Per lavorare su questa emozione, non è sufficiente praticare degli esercizi di rilassamento o cercare un mezzo di espressione. Queste tecniche aiutano, ma non risolvono il problema alla radice.

L’approccio migliore è quello che tiene conto dei seguenti aspetti:

La vulnerabilità

Per gestire la rabbia nascosta, bisogna andare alla radice del problema e nella maggior parte dei casi si tratta del sentimento di vulnerabilità. Quando ci si sente svalutati, traditi, quando si vivono delle ingiustizie, quando ci si sente frustrati o arrabbiati con qualcosa o qualcuno, è allora che compare la rabbia. Innanzitutto, dunque, dobbiamo chiarirne l’origine.

Autostima

Il secondo passo è lavorare sull’autostima. Non sempre sarà possibile risolvere i problemi che hanno originato la rabbia nascosta. Sarà pertanto necessario lavorare su se stessi per restaurare la dignità, il valore, il potenziale umano e l’apprezzamento di se stessi.

Pensieri più utili

La rabbia nascosta ha un grande potere sul pensiero ruminante. La nostra mente è sempre focalizzata su quello specifico dolore, su quella delusione, su quel fatto del passato. Questo approccio spesso offusca il giudizio e porta a un estremo logorio psicologico. È necessario, pertanto, un lavoro attento, utile e sano sul dialogo interiore.

Donna con capelli in aria

Lavorare sull’integrazione della rabbia nascosta senza alimentarla

La rabbia è un fuoco che alimenta i nostri pensieri giorno dopo giorno. La intensifichiamo con l’immobilità, con la procrastinazione e con una mente sempre concentrata sui fatti del passato. Se vogliamo davvero integrare e curare la rabbia nascosta, dobbiamo lasciare andare il peso che ci ancora al passato e permetterci di andare avanti mentre curiamo le ferite.

È possibile ottenere ciò fissando degli obiettivi futuri, favorendo i cambiamenti, mettendosi in gioco in ambiti in cui ci si sente competenti e in cui fare nuove conoscenze positive. A volte è necessario ricominciare in tutti i sensi per lasciarsi indietro quei fardelli che non ci permettevano di respirare.

  • Lerner, J. S., & Keltner, D. (2001). Fear, anger, and risk. Journal of Personality and Social Psychology81(1), 146–159. https://doi.org/10.1037/0022-3514.81.1.146