Ragnar Lodbrok: riflessioni su un eroe leggendario

15 luglio, 2020
Ragnar Lodbrok è un personaggio semi-leggendario che ha accresciuto la sua popolarità grazie alla serie "Vikings". Oltre alla figura dell'eroe, la serie affronta alcune questioni fondamentali come il libero arbitrio o la natura del destino. Ragnar è un personaggio curioso, che sfida l'ordine prestabilito e propone una serie di riflessioni molto interessanti.

Se non fosse per la serie Vikings (Michael Hirst, 2013), molti di noi non conoscerebbero Ragnar Lodbrok, né gli dei nordici, né i costumi e le tradizioni vichinghe. A eccezione di coloro che hanno familiarità con la cultura vichinga, per molti la serie è stata una piacevole scoperta.

Inizialmente prodotta per History Channel, la serie è stata approvata dagli storici ed è ampiamente documentata. Racconta le gesta di Ragnar Lodbrok, un guerriero la cui curiosità lo porta a esplorare nuovi territori e alla fine diventare re.

Come in ogni racconto fittizio, nonostante le fonti storiografiche, il regista si è preso una certa libertà creativa. Inoltre, considerando che la serie si basa su testi medievali, la componente leggendaria è più che presente.

Ragnar Lodbork è un personaggio affascinante per vari motivi, ma ciò colpiscono soprattutto la sua curiosità, il suo entusiasmo e la voglia di imparare e di evolvere, nonostante questa evoluzione non sia sempre positiva. Come tutti gli eroi, la sua figura è mitica, animata da un coraggio eccezionale e dalla sua natura quasi immortale.

Le fonti

Nel Medioevo la trasmissione orale era essenziale. I menestrelli recitavano poesie e canzoni per intrattenere la gente. Per fortuna, molta tradizione orale è giunta fino ai giorni nostri grazie a copie e manoscritti.

I menestrelli cantavano le canzoni epiche, ovvero le epopee medievali che narrano le gesta di un eroe al fine di esaltare i valori e le virtù di un popolo. In Europa, abbiamo diversi esempi: in Germania, La Canzone dei Nibelunghi; in Francia, La Chanson de Roland; Beowulf in Inghilterra; in Spagna, il Poema del mio Cid e in Italia L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

Scena della seria Vikings

Le virtù di questi eroi erano associate all’onore e al coraggio, ma anche alla fede. Ecco perché, nei testi storiografici medievali, gli eventi storici si mescolano con gli elementi di natura religiosa o mitologica.

La serie Vikings affonda le sue radici in uno dei testi medievali più noti della storia danese: i Gesta Danorum. Quest’opera risale al XII secolo ed è attribuita allo storiografo Saxo Grammaticus. In essa è narrata la storia della Danimarca e viene spiegata la religione dei popoli nordici.

Il personaggio Ragnar Lodbrok appare nei Gesta Danorum e anche in alcune saghe. I dati sulla sua vita sono piuttosto incerti: sosteneva di essere un discendente del dio Odino, riuscì a raggiungere ed esplorare varie città cristiane, ebbe diverse mogli e figli che, come lui, compirono grandi prodezze.

Leggenda e realtà si intrecciano nella storia di Ragnar Lodbrok. È infatti difficile definire una cronologia della sua vita perché le diverse fonti non concordano sugli anni del suo regno.

Il professor Rory McTurk, nei suoi studi sulla saga di Ragnar Lodbrok e sui principali eroi scandinavi, sostiene che la storia pervenutaci di questo eroe è, in realtà, un misto delle vite di vari re vichinghi.

Ragnar Lodbrok durante un banchetto


Ragnar Lodbrok: evoluzione del personaggio

Tralasciando le fonti storiografiche, ci concentreremo sul personaggio della serie Vikings. Un personaggio che, nonostante le sue umili origini, riuscirà ad acquisire molto potere.

Ragnar presenta una grande evoluzione dal primo episodio all’ultimo. Seguendo la cronologia proposta dalla serie, possiamo distinguere quattro fasi:

Umili origini

Il giovane Ragnar vive con la moglie Lagertha e i loro figli Björn e Gyda. È un contadino, ma spinto dalla sete di conoscenza, vuole esplorare nuovi mondi. Questo desiderio lo porterà a sfidare l’ordine prestabilito, a disobbedire al conte Haraldson per raggiungere il suo obiettivo: condurre una spedizione.

Nella serie viene messa in evidenza una certa rivalità con il fratello Rollo che, in futuro, si accentuerà ulteriormente. Durante un lungo viaggio, giungerà nell’odierna Inghilterra ed entrerà in contatto con il cristianesimo, che inizialmente disprezza, ma che alla fine risveglierà la sua curiosità.

Il regno

All’inizio Ragnar è intenzionato a trovare un insediamento ricco di terre fertili da coltivare e così arricchirsi. Tuttavia, incontrerà il re Ecbert di Wessex, un personaggio con cui condivide la curiosità e la leadership.

Il rapporto tra i due sarà fondamentale e fomenterà il loro fascino nei confronti del  verso il cristiano Athelstan. Ragnar riuscirà a salire al potere fino a diventare re. Il suo potere aumenta, ma allo stesso tempo perderà alcune persone importanti della sua vita: sua figlia Gyda muore e si separa da Lagertha.

Il declino di Ragnar Lodbrok

Le decisioni dei Vichinghi sono fortemente condizionate dalle premonizioni di un indovino. Ragnar sembra destinato ad avere molti figli e, poiché Lagertha non può darglieli, trova in Aslaug la compagna perfetta per compiere la sua missione.

La brama di potere inizierà a corromperlo e la sua leadership vacillerà quando, durante uno dei suoi viaggi, la sua città natale verrà attaccata. Inoltre, l’insediamento in Inghilterra fallisce a causa di una trappola di Ecbert.

Il disincanto

Nonostante i risultati raggiunti, molte spedizioni saranno segnate dalla tragedia. Ragnar entrerà anche in contatto con le droghe, cosa che lo porterà alla perdita della leadership e del controllo su se stesso.

Durante i suoi ultimi giorni, assistiamo a una profonda delusione e accettazione del suo destino, fino al sopraggiungere della morte. A questo punto assistiamo ai momenti più affascinanti dell’intera serie: la conversazione tra un Ragnar in fin di vita e ubriaco con il re Ecbert.

Entrambi, da pari a pari, sono persone ambiziose che hanno avuto successo, ma a cui tocca ormai la fine. Parlano dei loro valori, accettano il proprio destino e confessano i propri peccati.

Ragnar Lodbrok attore


Ragnar Lodbrok: destino e libero arbitrio

Uno degli argomenti più interessanti affrontati in Vikings è quello del libero arbitrio. Tutti i vichinghi si affidano a un indovino per scoprire il loro futuro. L’indovino, una figura chiave nella vita dei Vichinghi, risponde ai loro dubbi con frasi poco chiare e ambigue che danno origine a innumerevoli interpretazioni e, a loro volta, condizionano le decisioni dei personaggi.

Prendendo per vere le dichiarazioni del cartomante, i personaggi agiscono di conseguenza, portando in qualche modo a termine le profezie. Ragnar, inizialmente, accetterà le sue frasi; tuttavia, nel tempo, sorgerà in lui un certo scetticismo.

Il contatto con il cristianesimo lo farà dubitare, metterà in discussione la sua fede nell’indovino. Il cristianesimo si configura come una scoperta, come un percorso verso una conoscenza tanto bramata. Ragnar è un personaggio curioso e, quindi, comincia a pensare che la religione sia un modo per interpretare il mondo e conoscere il proprio destino.

Durante la sua fase di redenzione, quella curiosità iniziale lo porta verso la disillusione e lo scetticismo. Tanto che a un certo punto non crede più a nulla: né al paradiso cristiano né nel Valhalla.

È così che lo vediamo nell’eccezionale conversazione con Ecbert. Cosa accadrebbe se non ci fosse un dio? E se dopo la morte non esistesse nulla? Questo dialogo, che merita un’analisi indipendente rispetto al resto della serie, ci spinge a porci delle domande di una certa profondità, a riflettere sul libero arbitrio e sul destino.

Quando è sul punto di morte, ha un altro dialogo molto interessante con l’indovino sulla libertà e sul destino, in cui Ragnar mette in discussione la veridicità delle sue affermazioni.

Ragnar Lodbrok è un personaggio che, oltre a intrattenerci con le sue gloriose imprese, ci conduce verso un finale epico, carico di potenti riflessioni che ci invitano a dubitare, a provare a tracciare il nostro destino, proprio come lui.

Il potere è sempre pericoloso. Attrae il peggio e corrompe il meglio. Non ho mai chiesto potere. Il potere è dato solo a coloro che sono disposti a rinunciare a se stessi per averlo.

-Ragnar Lodbrok-