Mi rifiuto di essere una nota a pie di pagina nel libro della mia vita

· 3 febbraio 2017

Sarò la protagonista della mia storia e non mi farò trasportare da ciò che diranno gli altri o dalle strade più facili, bensì lotterò per la persona che sono e difenderò la mia identità, la mia stessa vita e la mia felicità. Nel libro della mia vita, ci saranno capitoli dolorosi che mi faranno piangere, mentre altri tireranno fuori il mio miglior sorriso, ma tutti, senza alcuna eccezione, saranno narrati dalla mia voce.

Anche se ci saranno alcune persone che, con le migliori intenzioni, cercheranno di condurre la mia vita perché pensano di poter scrivere capitoli migliori, perché pensano che così non soffrirò, voglio dire loro che, a volte, bisogna soffrire per crescere e per costruire la propria storia.

Altri, invece, cercheranno direttamente di diventare i protagonisti del mio libro, i mie narratori, la mia voce, ma non perché desiderino il mio bene, bensì perché sono persone tossiche che hanno bisogno di vivere più storie facendo del male agli altri, togliendo loro il ruolo da protagonisti ed essere i personaggi più importanti della storia.

A queste persone invidiose, pettegole e nocive non dedicherò nemmeno una riga del mio libro perché, anche se vogliono essere loro i protagonisti, non riusciranno nemmeno ad essere i cattivi o gli antagonisti, non avranno alcuna importanza. Queste persone vivono del valore che gli atri danno loro e nel mio caso ho deciso che non valgono nemmeno una parola, nemmeno una goccia di inchiostro.

Sarò la protagonista delle mia storia, anche se farà male, perché chi mi ama mi accetterà anche con i miei errori e diventerà un punto fisso, il bastone sul quale appoggiarmi per rialzarmi; chi mi ama non cerca di cambiarmi, mi accetta tale e quale sono, con il mio passato, perché quella è la mia storia, la mia vita.

I migliori capitoli del libro della mia vita si vivono in compagnia

Nel libro della mia vita, i migliori capitoli sono sempre quelli vissuti in compagnia. Quelle compagnie pazze, rumorose e, allo stesso tempo, con buon senso. Quelle che tirano fuori i nostri sorrisi più folli, quelle che ci segnano davvero, quelle che chiamiamo amici, la migliore compagnia immaginabile.

Alcuni amici si trovano in una sola pagina, ti strappano un sorriso con qualche paragrafo sparso. Altri, invece, occupano capitoli interi, lasciando l’impronta di un periodo che ricorderemo per sempre. Eppure, i più importanti, gli amici veri, sono quelli che ci sono sempre, nei momenti belli e in quelli brutti, quelli che, sin dal momento in cui compaiono, ci accompagnano in tutte le nostre avventure.

Quelli importanti, i migliori, sono quelli che ci sono e che ci saranno sempre, qualsiasi cosa succeda. È a loro che bisogna dare valore, invece di sprecare il proprio tempo con le storie di chi vuole solo ferirci. Bisogna dedicarsi a coloro che ci sono sempre quando ne abbiamo bisogno, quelli che con uno sguardo riescono a dirci molto più di ciò che gli altri dicono con le parole false.

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Sono io a scriverlo, sono io a viverlo

E come in molti dei miei libri, ci saranno capitoli sottolineati e pieni di note a margine, con le pagine consumate perché li ho riletti così tante volte che iniziano ad avere un significato diverso, soprattutto quando li rivedo in compagnia di chi più mi sostiene e mi ama.

Nel mio libro ci saranno anche delle righe storte, marcate dall’ira e dalle lacrime causate da chi mi ha ferita, ma che, allo stesso tempo, mi ha insegnato a vivere la mia propria storia. Perché tutti conosciamo i cattivi delle favole, ma i personaggi davvero importanti sono quelli che ci insegnano cosa ha davvero valore e quali sono le persone che vale la pena avere affianco, sono quelli che ci insegnano chi sono i veri amici.

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Per questo motivo, ho imparato che nel libro della mia vita la protagonista sono io, sono io a scriverlo e sono io a viverlo. E non mi importa di chi non è d’accordo. Proprio come sono io a scegliere chi tenere al mio fianco e cosa fare in ogni paragrafo. Semplicemente, mi rifiuto di essere una nota a pie di pagina nel libro della mia vita perché, in questa storia, la protagonista sono io.

Bisogna lottare per quello che si vuole, per quello che importa davvero, per una vita propria. Perché essere felici è difficile, e a volte fa persino male, ma non lottare pur di non soffrire fa ancora più male. Farsi condurre dalle persone che cercano il protagonismo solo per non prendere decisioni proprie o perché cercano di compiacere tutto e tutti, ci impedisce di scrivere la nostra storia, perché sono loro a raccontarcela.

Inoltre, dobbiamo ricordare che gli errori del passato non hanno più importanza. Perché il passato che è già stato scritto, ci ha portato a questo presente con un futuro che è ancora da scrivere, nel quale si può imparare dagli errori dei capitoli precedenti e scegliere i personaggi che continueranno ad accompagnarci nel prossimo capitolo.