La riserva cognitiva protegge il nostro cervello

· 25 luglio 2016

La riserva cognitiva è la capacità che ha il nostro cervello di affrontare le diverse aggressioni che può subire. Compiere attività che esercitino le nostre capacità cognitive – come quelle in cui vengono coinvolte la lettura o il calcolo – in modo abituale può proteggerci dall’invecchiamento e dalla demenza, aumentando la nostra plasticità cerebrale e stabilendo nuove connessioni sinaptiche quando altre si saranno deteriorate.

Negli anni di studi si è osservato che una medesima lesione cerebrale non ha sempre lo stesso impatto. Per questo, ci chiediamo: quali sono i fattori che influiscono sul manifestarsi della demenza e di altre malattie neurologiche?

Molte terapie a cui vengono sottoposti i malati di Alzheimer sono fondate sul fatto che il cervello è plastico e può beneficiare dall’attività intellettuale anche in età molto avanzata o quando è stato danneggiato.

Lo studio sulle suore

Per quanto riguarda lo studio della riserva cognitiva, uno dei principali riferimenti è il famoso esperimento realizzato nel 1986 dal neurologo David Snowdon dell’università del Kentucky, chiamato da lui stesso “lo studio sulle suore”. L’esperimento consisteva nello studiare un gruppo di suore di un convento e osservare l’evoluzione delle loro funzioni cognitive, come la memoria.

Per 17 anni furono raccolti dati sull’evoluzione di queste funzioni. Quando furono fatte le autopsie, dopo la loro morte, si riscontrò che il cervello di una di loro, che non aveva mai mostrato sintomi di demenza, aveva le caratteristiche patologiche di un malato di Alzheimer allo stato avanzato, come era possibile?

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Alla base dei risultati in questo studio ne sono nati anche altri che supportavano la teoria secondo cui concentrarsi su attività intellettualmente impegnative può attenuare gli effetti delle lesioni cerebrali provocate dall’Alzheimer e promuovere, a sua volta, la plasticità cerebrale. L’apprendimento è uno strumento che può servire a rafforzare il nostro cervello e renderlo più resistente alla demenza.

Quali fattori influiscono sulla riserva cognitiva?

Sono diversi i fattori che sono stati messi in relazione all’ottenimento di una buona riserva cognitiva, tra i più importanti troviamo:

  • L’educazione e l’interesse per la cultura.
  • Svolgere un lavoro che richieda sforzo intellettuale.
  • Avere un’ampia rete di relazioni sociali.
  • Moderato esercizio fisico giornaliero.
  • Leggere di frequente.
  • Praticare attività intellettuali complesse come suonare uno strumento musicale.
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Questi sono i fattori principali descritti dalla letteratura scientifica, anche se sono stati considerati anche altri fattori come la dieta. E ancora, imparare cose nuove, sviluppare la nostra creatività, cercare di svolgere la stessa attività in modo diverso, fare i calcoli a mente sono compiti che si possono svolgere ogni giorno e che possono aumentare la nostra riserva cognitiva.

Per l’essere umano non è mai troppo tardi per imparare e anche se l’infanzia è il momento nel quale il nostro cervello è capace di assorbire la maggior quantità di informazioni, la cosa certa è che siamo capaci di continuare ad aumentare le nostre capacità. Pensate che il volume della nostra riserva cognitiva non è costante e che gran parte della sua dimensione è condizionata in tenera età, per essere poi scolpita con il passare degli anni.

Effetti della riserva cognitiva

Tutti questi fattori potrebbero favorire, secondo gli esperti di questo campo, l’efficienza delle reti neurali e la compensazione tramite reti neurali alternative. In questo modo, ci proteggeremo contro le alterazioni sofferte dalle funzioni cerebrali che si lesionano spesso negli incidenti.

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Oltre a proteggerci da diverse malattie come L’Alzheimer, rallentandone lo sviluppo o perfino ritardandone la comparsa, l’apprendimento è benefico anche per il recupero a seguito di un trauma cranio-encefalico causato da un incidente. 

Al di là del rischio che esiste di soffrire di demenza in vecchiaia, la scienza ha aperto una porta a una possibile soluzione preventiva che può renderci meno vulnerabili alle malattie che appaiono con maggior frequenza con il passare degli anni.