Il risveglio della Bella Addormentata

· 23 maggio 2017

C’era una volta una bella addormentata che, per risvegliarsi, aveva bisogno che il suo principe le desse un bacio e rompesse l’incantesimo che le era stato fatto. Egli era il suo salvatore, colui che l’avrebbe liberata dal suo lungo letargo e l’avrebbe aiutata a risvegliarsi. Ma cosa succede se il principe non appare mai? Cosa accade se le aspettative di salvezza che la bella addormentata ha riposto in lui non si concretizzano?

Al giorno d’oggi molte relazioni sembrano ancora basate su questo modello. Tendiamo ad appellarci a quel principe che non arriva, e finché lui non c’è, adottiamo il ruolo di spettatrici della vita.

Togliamo le pile dalla nostra sveglia personale per riporre tutta la speranza in un fantomatico uomo che arrivi a svegliarci, renderci felici, attive. Se lo incontriamo, ma poi si allontana da noi, veniamo colte da disperazione e cadiamo in un sonno perenne che ci impedisce di goderci la vita, un limbo in cui nulla ha senso se l’essere amato non è al nostro fianco.

Io non scelgo, io vengo scelta. Perché non mi amo, non mi apprezzo e non sono felice. Mi va bene riporre quella responsabilità in mano di altri e, quando mi lasciano sola, mi sento vuota.

I baci incantati

Il mondo è pieno di belle addormentate. Donne che ricevono un bacio da un principe senza averlo deciso, forse senza neanche desiderarlo davvero. Una volta ricevuto, tuttavia, si afferrano al loro salvatore. Colui che le ha salvate si merita una ricompensa. Non sarebbero capaci di voltargli le spalle, non sia mai che non arrivi nessun altro principe…

È a questo punto che danno vita ad una relazione di sottomissione, in cui sono grate giorno per giorno di aver incontrato un principe che le abbia salvate. Si dedicano a lui interamente, a lui devono la loro vita e, di conseguenza, la loro felicità. Sanno che vivranno per sempre felici e contenti… Fino al giorno in cui notano che qualcosa va male. Il loro principe non le guarda più come prima, sembra sia stufo. L’incantesimo si infrange e la realtà appare dolorosa e crudele.

È il momento in cui l’amore si trasforma in sofferenza e, al tempo stesso, in una lotta costante per mantenerlo in vita. La bella addormentata si sforza, dà tutto, si umilia. Ma nulla è più come prima. La bella si domanda se il principe l’abbia mai amata, o se l’unica cosa che voleva era darle un bacio e, in quel momento, si è lasciato trasportare. Si chiede anche cosa abbia fatto di male, forse non avrebbe dovuto rendergli le cose così facili, avrebbe dovuto continuare a dormire anche dopo quel fatidico bacio…

Credere che esista l’altra metà della mela o il principe salvatore con cui sentirsi complete fa sì che la dipendenza emotiva trasformi le relazioni in vincoli distruttivi.

La bella addormentata ha perso la sua identità, ha dipeso dal principe fin dal primo momento. Se lui la lascia, lei cesserà di esistere, poiché ha avuto bisogno di lui persino per tornare in vita. La dipendenza emotiva l’ha messa in catene, l’amore non è più sinonimo di felicità, bensì di sforzo e sofferenza. La bella crede di morire ogni qualvolta il suo principe prende le distanze da lei. Non è giusto, ma forse è necessario. È arrivato il momento che la bella addormentata si svegli – di nuovo – ma questa volta per se stessa.

La Bella Addormentata può risvegliarsi… senza principe

Le favole con le principesse ci hanno da sempre insegnato che abbiamo bisogno di qualcun altro per essere felici, che siamo in qualche modo incomplete, ciò che al giorno d’oggi si traduce come dipendenza emotiva. Non siamo nulla senza l’altro, la nostra felicità e integrità dipendono da come sta e si sente l’altra persona. Non è giusto, vero? Perché per l’altra persona non è lo stesso.

La bella addormentata è stanca di aspettare un principe che arrivi a darle un bacio che la risvegli, dato che ciò implicherebbe che si ama ben poco, che non è capace di affrontare la vita da sola, che ha bisogno di qualcun altro. Cosa succederebbe se smettesse di aspettare, di rassegnarsi e aprisse gli occhi? Scoprirebbe quanto è forte, capirebbe che i principi non sono salvatori e che non è giusto depositare in loro un potere così grande. Che sia un principe buono o un principe cattivo, alla fine verrà sopraffatto da quella responsabilità e si allontanerà.

È finita l’ora di consegnarci e offrirci alla prima persona che si avvicina con l’intenzione di salvarci. Basta vedere le cose rose e fiori fino a quando il tempo non passa e la situazione si guasta. Tendiamo ad indossare delle lenti che ci permettono di vedere le cose come vogliamo noi, perché abbiamo paura della verità che apparirebbe ai nostri occhi se ce le togliessimo.

 “Benedici chi ti abbandona perché ti restituisce a te stesso”.

-Alejandro Jodorowsky-

Se il principe non arriva, il rischio è che la bella addormentata muoia senza essersi mai svegliata, e questo capita troppo spesso. Se l’amore della vita non arriva, siamo tristi, ci lamentiamo, “nessuno mi ama!”, “non valgo nulla”. Come potete pensare di non valere nulla? Avete forse bisogno di qualcuno che riconosca il vostro valore per credervi?

È ora che la bella addormentata si risvegli una volta per tutte e la smetta di lasciarsi sottomettere da principi che un giorno, forse, si trasformeranno in rospi. La bella ha il diritto di scegliere il principe, la bella non deve limitarsi ad aspettarlo. Lei si ama, si apprezza e sa di meritare il meglio. La sua vita non sarà migliore perché un uomo la prende con sé. La sua vita è completa e piena. La bella addormentata, una volta presa consapevolezza di questo, si svegliò senza bisogno di nessuno e fu allora che cominciò ad amar(si), rendendosi conto che era bella di per sé.