Rosa Parks: una lezione di psicologia sociale

01 agosto, 2020
Grazie al suo gesto semplice ma potente, Rosa Parks ha dato il via a una delle più grandi proteste contro la segregazione razziale nella storia degli Stati Uniti.

Rosa Parks è stata la donna che ha dato il via a una delle più grandi proteste nell’ambito del movimento per i diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti. E lo ha fatto con un gesto semplice, ma potente: rifiutandosi di dare il suo posto a sedere sull’autobus a un passeggero bianco.

Fu arrestata e incarcerata per questo. Ciò portò a quello che sarebbe poi diventato noto come il Boicottaggio dei bus a Montgomery. Incoraggiate da Martin Luther King, come atto di disobbedienza civile, queste proteste finirono per abolire le leggi sulla segregazione razziale.

Queste ultime imponevano agli afroamericani di occupare i sedili posteriori degli autobus pubblici. I posti davanti erano riservati per i bianchi. In mezzo c’erano alcuni posti che potevano essere usati da entrambi i passeggeri, ma qualora l’autobus fosse pieno, gli afroamericani dovevano cederli ai bianchi. Il rifiuto di Rosa Parks di cedere il suo posto portò all’approvazione della Legge sui Diritti Civili del 1964.

Chi era Rosa Parks?

Figlia di una insegnante e di un falegname, Rosa Parks visse negli Stati Uniti durante la segregazione razziale. Si laureò all’Alabama State Teachers College e sposò Raymond Parks. La sua infanzia si svolse in un contesto in cui la segregazione razziale dominava la vita pubblica: nei bagni pubblici, nelle scuole, nei trasporti, nei ristoranti, ecc. Rosa ricordava suo nonno sulla porta di casa con un fucile mentre il Ku Klux Klan marciava per strada.

Si unì, insieme al marito, alla causa per la difesa degli Scottsboro Boys, un gruppo di afroamericani accusati di aver violentato una donna bianca. Fu membro del NAACP, Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore. Da giovane lavorò presso la base aeronautica di Maxwell, che a quei tempi era proprietà federale e non consentiva la segregazione. Rosa era solita dire: “Maxwell mi ha aperto gli occhi.”

Scultura di Rosa Parks sull'autobus.

Il razzismo dal punto di vista psicologico

Il razzismo è supportato dal processo di categorizzazione delle persone. Secondo questi principi, vengono attribuite determinate caratteristiche a un certo gruppo e ci si identifica con un altro gruppo considerato superiore. Esistono tre concetti principali nell’analisi della discriminazione e del pregiudizio razziale:

  • Categorizzazione sociale. È il principale precursore di tutte le forme di pregiudizio. In realtà è uno strumento cognitivo che aiuta a classificare e ordinare la realtà. Lo fa attraverso due processi cognitivi: assimilazione e differenziazione. Questi sono responsabili di minimizzare o esagerare rispettivamente le differenze tra i diversi gruppi.
  • Stereotipo. Nasce dalla categorizzazione sociale.
  • Identificazione sociale. Il concetto di sé che ha una persona in base alla sua appartenenza a un determinato gruppo.

Cosa porta una persona a diventare un’attivista sociale?

L’oppressione e la disuguaglianza sono strettamente correlate. Una persona si unisce all’attivismo sociale perché avverte ingiustizia in seguito all’appartenenza a un gruppo sociale, alla disuguaglianza e alle emozioni sociali.

Alcune teorie psicosociali hanno tentato di spiegare il fenomeno del Boicottaggio dei bus a Montgomery, ma le emozioni sembrano spiegarlo meglio (Ruiz-Junco 2013 e Bosco 2007). Nelle persone oppresse sembra svilupparsi una sensazione di umiliazione congiuntamente ad altre emozioni come il coraggio e la determinazione.

A. Jasper (2011) è giusto alla conclusione che in una persona le emozioni negative e positive devono verificarsi contemporaneamente affinché diventi un attivista sociale. L’attivismo sociale non esisterebbe se provassimo solo emozioni negative. Le emozioni, come vediamo, svolgono un ruolo essenziale nell’identità e nel comportamento sociale.

Sagome di carta in fila.


Rosa Parks, un’attivista sociale

Rosa Parks spiegò molte volte che quel giorno rifiutò di alzarsi e di cedere il suo posto a un passeggero bianco perché era “stanca”. Ma non si riferiva solo alla stanchezza fisica di quel giorno. Rosa era stanca di essere trattata come una cittadina di seconda classe. Era stanca delle ingiustizie e delle disparità di trattamento. Infine, sono stati il coraggio e la determinazione a motivare il suo atto di disobbedienza civile.

Rosa Parks dedicò tutta la sua vita alla lotta per i diritti civili. Fu la donna che si alzò sedendosi. La donna che ci ha insegnato che il mondo può essere cambiato in un giorno e con un semplice gesto. Il giorno della sua morte, nel 2005, tutti gli autobus di Montgomery sono andati in giro con i sedili anteriori riservati, con un nastro nero e un nome: Rosa Parks.