Sadoressia: sintomi, cause e trattamento

9 Settembre 2019
La sadoressia (sadomasochismo + anoressia) è considerato un disturbo alimentare di seconda generazione, come evoluzione dell'anoressia.

La sadoressia è un disturbo alimentare poco conosciuto. Termine coniato in Spagna (sadorexia), definisce un’evoluzione dell’anoressia nervosa tradizionale, molto più pericolosa per la salute, perché include comportamenti autolesionisti o di auto-abuso.

I soggetti che soffrono di questo disturbo, in genere, raggiungono uno stato di eccessiva magrezza, al punto da perdere le forze e danneggiare gravemente l’organismo. Si tratta, spesso, di persone dalla bassa autostima e che pensano di non avere il controllo su ciò che accade intorno, e che pertanto concentrano tutti i loro sforzi sull’unico elemento che pensano di poter controllare: l’alimentazione.

Al giorno d’oggi, i media svolgono un ruolo importantissimo nella trasmissione di valori e modelli. In tal senso, a essi si deve il culto dell’aspetto fisico. Questo è il contesto in cui viviamo e che ha dato origine ai primi casi di sadoressia.

L’ansia di aderire ai canoni di bellezza vigenti ha portato molta gente, soprattutto donne, a tentare di modificare la propria immagine con modalità spesso rischiose per la salute. Le passerelle, luoghi in cui sfilano le modelle (quest’ultimo termine non è affatto casuale), sono piene di trasformazioni fisiche, interventi chirurgici, cure dimagranti eccessive, ecc. Parliamo di una pubblica dimostrazione che è la punta dell’iceberg di quello che accade davvero nella società.

Sadoressia e altri disturbi alimentari

I disturbi alimentari sono caratterizzati da gravi alterazioni del comportamento alimentare. Due sono le manifestazioni più note e frequenti tra questi disturbi: anoressia nervosa e bulimia nervosa.

L’anoressia è caratterizza da una severa restrizione alimentare. Nella bulimia, invece, il controllo degli impulsi funziona in modo diverso: l’alimentazione di chi ne soffre è spesso caratterizzata da abbuffate e misure lassative o purganti. In entrambi i casi, c’è di base il rifiuto del proprio aspetto fisico, spesso valutato negativamente.

Ragazza anoressica che non vuole mangiare la mela

In questa occasione ci concentreremo sull’anoressia, in quanto è strettamente correlata alla sadoressia. Tra i sintomi più frequenti dell’anoressia nervosa troviamo i seguenti:

  • Paura, spesso ossessiva, di superare il peso considerato ideale.
  • Percezione distorta del corpo, ovvero vedersi grassi anche quando si è oggettivamente magri.
  • Assenza delle mestruazioni (amenorrea).
  • Progressiva restrizione alimentare, in particolare degli alimenti considerati pericolosi (grassi, dolci…).
  • Diminuzione del desiderio e dell’attività sessuale.
  • Problemi di salute: infezioni respiratorie, cattiva digestione, mal di testa e mal di schiena.
  • Perenne sensazione di freddo, pelle secca, caduta dei capelli, comparsa di peluria sottile sul corpo, significativa perdita di peso.
  • Debolezza.

Dal punto di vista psicologico, sono disturbi che interessano soprattutto quei soggetti che attribuiscono un peso eccessivo alla propria immagine. I pensieri comuni sono del tipo “sto meglio magra”.

Parallelamente, la sadoressia si nutre di stati d’animo a valenza negativa, in cui predominano emozioni come la tristezza o sentimenti come la malinconia. In tale contesto è possibile incontrare grandi difficoltà, e persino incapacità, nel godere di situazioni piacevoli, accompagnata dal bisogno di compiacere gli altri ed essere accettati, isolamento o deterioramento delle relazioni sociali, difficoltà di concentrazione, ansia, nervosismo, irritabilità, ecc.

Come riconoscere la sadoressia?

La sadoressia (sadomasochismo + anoressia) è considerato un disturbo alimentare di seconda generazione che, come anticipato, si sviluppa dall’anoressia. Coniuga i comportamenti anoressici al maltrattamento fisico e all’uso di metodi dimagranti masochistici che producono dolore e annullano la voglia di mangiare. Tutto ciò finisce per causare una rapida e permanente perdita di peso.

Si tratta di un metodo utilizzato per raggiungere la magrezza più estrema, la quale è visibile solo agli occhi altrui. Chi soffre di questo disturbo inizia a perdere sempre più chili, con la sensazione che non basti mai o restando prigioniero della paura ossessiva di riprenderli.

Attualmente, il dolore come formula per il dimagrimento estremo è stato classificato in tre forme di autolesionismo:

  • Maggiore: ovvero il deturpamento permanente come l’amputazione di un arto.
  • Stereotipato: colpirsi, mordersi, tagliarsi profondamente…
  • Superficiale: tagli, ustioni, rottura di un osso, ecc.

Spesso i soggetti ricorrono all’autolesionismo nel tentativo di liberare le proprie emozioni e sentimenti. Credono che il dolore fisico distragga l’attenzione dal dolore emotivo provocatogli dal disturbo e che li fa stare male.

Schiena di donna con anoressia

Esistono dei trattamenti efficaci?

In verità si tratta di un disturbo troppo recente, sul quale non sono quasi stati condotti degli studi. A causa della rapidità con la quale si diffondono le informazioni sui social network e su internet, vengono create quasi ogni giorno nuove entità diagnostiche.

È estremamente difficile per la scienza rispondere alla stessa velocità con cui la società pone problemi e richiede soluzioni. Ad ogni modo, in assenza di studi che ci permettano di parlare di un intervento specifico ed efficace, nella pratica clinica si applicano, adattandoli, i protocolli dei quali si riconosce l’efficacia su altri disturbi inerenti la percezione dell’aspetto fisico e l’autostima.