Quando arriva il momento di salutare i figli (la Sindrome del nido vuoto)

· 5 novembre 2016

Congedarsi dalle persone che più amiamo non è facile, ancor meno se si tratta dei propri figli. In quanto genitori, sappiamo che, ad un certo punto, dovranno volare via dal nido; tuttavia, anche se crediamo di essere pronti per affrontare questa situazione, quando arriva il momento, tutto cambia e il nostro mondo crolla.

È normale essere tristi e in pena per la dipartita dei nostri figli. Siamo stati responsabili per loro sin da quando erano piccoli, abbiamo detto loro tutto il possibile sulla vita e ci siamo stati per aiutarli e supportarli quando era necessario. Ma questo deve cambiare, ora devono fare la loro vita e diventare indipendenti.

“La meta è partire”

(Giuseppe Ungaretti)

Molti genitori si rifiutano di accettare questa realtà e ciò provoca grandi conflitti tra loro e i figli. Anche se congedarsi dai propri figli è affliggente, bisogna comprendere che questa emancipazione è utile e fa parte del ciclo della vita. Quando ciò non avviene, vuol dire che ci troviamo davanti alla Sindrome del nido vuoto.

Quando andarsene fa stare male

La Sindrome del nido vuoto è una condizione carica di tristezza e senso di solitudine. I genitori non sono in grado di affrontare l’allontanamento dei propri figli ed iniziano a soffrire d’ansia. Per quanto si erano creduti pronti a questo momento, in realtà non lo sono poi così tanto; molti, dentro di loro, negano questa realtà.

ragazza con valigia in aeroporto

Al giorno d’oggi, questa circostanza si è accresciuta: i giovani ci mettono sempre di più a lasciare il nido, alcuni addirittura non lo fanno mai. La situazione economica o la comodità di continuare a vivere in casa fa sì che i genitori non abbiano bisogno di prepararsi all’allontanamento dai figli, perché credono che resteranno con loro per sempre.

È vero che, se avete più di un figlio, questo passaggio può risultare meno complesso: uno se ne va, ma magari ne rimane un altro. Se, invece, avete avuto un solo figlio, la sua partenza comporterà più dolore: è il vostro unico figlio e non volete perderlo. Il fatto stesso che vada in vacanza lontano da voi per molto tempo vi intimorisce.

Lasciar andare è più facile quando la relazione tra genitori e figli è sana. Influisce anche il fatto che i legami con i genitori siano più o meno forti. Ad esempio, nel caso di una madre single che ha dovuto crescere il figlio da sola, probabilmente il vincolo sarà più dipendente rispetto ad un altro sviluppatosi in una circostanza diversa. In tal caso, la madre si è affidata molto al figlio e non concepisce una vita separata da lui.

L’emancipazione non è una perdita

È difficile superare questa situazione quando i genitori la vivono in maniera così drammatica. Per loro, la voglia dei figli di lasciare il nido significa perderli e non c’è niente di più sbagliato. I figli, infatti, inizieranno semplicemente la loro vita, così come hanno fatto i genitori ai loro tempi. Costruiranno una famiglia loro, ma continueranno ad esserci.

Ovviamente non è la stessa cosa andare a vivere all’estero che rimanere vicino ai genitori. Ciononostante, ci sono molti genitori che, se non hanno i figli dentro casa, sentono di averli persi per sempre. Per questo motivo, è importante cambiare la visione dello stacco come sinonimo di perdita.

mamma e figlia selfie

Se avete un partner, superare questa situazione è molto più facile. Potete sfruttare quest’opportunità per viaggiare, per concentrarvi sulla vostra relazione di coppia e vivere esperienze che fino ad ora non avevate provato. Sono molti i genitori che si dimenticano di prendersi cura del proprio partner perché si focalizzano troppo sui figli. Ora potete cambiare questa circostanza.

Se vi trovate da soli e vi siete sostenuti troppo a vostro figlio, non tarpategli le ali e non fatelo sentire in colpa perché se ne va di casa. Uscite con i vostri amici, parlate con gli altri, godetevi la vita, viaggiate, conoscete gente nuova,  ma permettete a vostro figlio di vivere la sua vita. Ricordatevi cos’avete fatto voi quand’era il vostro momento; non è giusto che ora imponiate delle barriere alla persona che amate di più al mondo.

Accettare la situazione è molto importante per permettere un’emancipazione sana.

Le circostanze sono molto diverse, ma non possiamo tentare di trattenere a casa i nostri figli. Se vogliono emanciparsi, non possiamo mettere ostacoli sul loro cammino o farli sentire a disagio; non è giusto né per noi né per loro e la nostra relazione potrebbe deteriorarsi per questo.

Salutare i figli è difficile, ma è una legge di vita. Prima o poi tutti prendiamo il volo per vivere nuove esperienze, per crescere e per formare la nostra propria famiglia. Salutare i figli non vuol dire perderli o abbandonarli e non implica nemmeno solitudine. Congedarsi da loro significa avanzare, cambiare, trasformarsi e maturare.