Scala della depressione di Beck: di che si tratta?

La scala della depressione di Beck è uno dei test più utilizzati in ambito clinico. È utile perché di semplice applicazione e perché consente di valutare l'intensità del disturbo depressivo del paziente.
Scala della depressione di Beck: di che si tratta?

Ultimo aggiornamento: 17 giugno, 2021

La scala della depressione di Beck è uno degli strumenti più utilizzati per diagnosticare questo disturbo. È ampiamente utilizzato in ambito clinico per i suoi innumerevoli vantaggi, tra cui l’elevata affidabilità. Inoltre, permette di distinguere il disturbo depressivo grave dal semplice malumore.

In oltre 50 anni, questo strumento è stato più volte riadattato. La rivisitazione più importante risale al 2011 e ha offerto una risorsa fondamentale per valutare la depressione in bambini a partire dai 13 anni, adulti e adolescenti.

Anche il BDI-II (Beck Depression Inventory-Second Edition), nel corso dell’ultimo mezzo secolo, è passato attraverso diversi filtri e modifiche per adattarsi sempre di più alla diagnosi dei disturbi depressivi raccolti nel DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

La scala della depressione di Beck è senza dubbio uno dei test più comuni in ambito di psicologia clinica, forense o nell’area della neuropsicologia.

“La depressione è sinonimo di esaurimento, ma rappresenta anche un tipo di letargo, durante il quale il paziente accumula gradualmente un nuovo tipo di energia”.

-Aaron Beck-

Inventore della scala della depressione di Beck.

A cosa serve la scala della depressione di Beck?

La scala della depressione di Beck e i successivi adattamenti (BDI, BDI-II) fu creata dallo psichiatra Aaron T. Beck. Lo psicologo e docente di psichiatria dell’Università della Pennsylvania ha gettato le basi della terapia cognitiva. Ideata inizialmente per studiare gli stati d’animo, ben presto acquisì importanza in molti altri ambiti.

La teoria cognitiva parte dall’idea che esiste una relazione diretta tra i pensieri e i sentimenti. Tutto ciò influisce anche sul nostro comportamento. Lavorare su aspetti come gli schemi cognitivi, le nostre credenze o la concezione che abbiamo di noi e di quello che ci circonda è il segreto per gestire il malessere e favorire il cambiamento.

Era il 1961 quando per la prima volta si parlò dell’inventario della depressione di Beck in ambito clinico. Il suo strumento fu approvato per varie ragioni: facile da capire per i pazienti, facile da applicare per gli specialisti e, soprattutto, valido e affidabile.

Cosa misura la scala di Beck e quado si applica?

La scala della depressione di Beck viene usata per individuare la depressione e la sua gravità. Può essere applicata a partire dai 13 anni e consiste in un self test, in quanto il paziente realizza autonomamente la prova rispondendo a 21 quesiti.

Al contrario di altri test proiettivi (test del disegno della famiglia, test dell’albero, test della persona sotto la pioggia, etc), in questo caso le domande non derivano da nessuna teoria concreta.

La scala di Beck si limita a presentare alcune questioni che descrivono i sintomi clinici più frequenti dei pazienti psichiatrici con depressione. La persona deve valutare da sé se si identifica o meno con i modelli proposti.

Ragazza con depressione alla finestra.

Metodo di applicazione

La scala della depressione di Beck consiste in 21 quesiti a cui si può rispondere in 4 modi; ogni risposta è associata a un numero da 0 a 3 a seconda del grado di applicabilità della realtà descritta.

In questo caso 0 rappresenta il grado minimo mentre 3 sta per “mi identifico al 100%”. Si può effettuare singolarmente o in gruppo.

In genere il test non richiede più di 5 o 10 minuti. Il soggetto con disturbi gravi, come disturbi ossessivi o depressione maggiore, potrebbe avere bisogno di più tempo.

Spesso succede che il paziente si identifichi con più di una risposta e non riesca a selezionare un solo numero. In questo caso, viene data la possibilità di segnare due risposte, ma al momento della valutazione si prenderà in considerazione l’opzione con il numero più alto.

Quali aspetti prende in considerazione il test?

Si tratta di uno strumento volto principalmente a descrivere le caratteristiche dei disturbi depressivi.

Si tratta di indicatori avvallati dai manuali diagnostici, ed è il singolo individuo a dover stabilire se si sente identificato e a quale livello. I quesiti della scala della depressione di Beck ruotano ruotano attorno ai seguenti temi:

  • Tristezza
  • Pessimismo
  • Sensazione di fallimento
  • Perdita del piacere
  • Sensi di colpa
  • Sentimenti di punizione
  • Odio verso se stessi
  • Autocritica
  • Pensieri suicidi
  • Pianto
  • Perdita di interesse
  • Indecisione
  • Perdita di energia
  • Abitudini del sonno
  • Irritabilità
  • Cambi di appetito
  • Problemi di concentrazione
  • Fatica
  • Perdita di interesse per la sfera sessuale

Come si valuta?

Trarre conclusioni a seguito del test è facile. Basta fare la somma dei numeri associati alle risposte per ottenere un numero che va dallo 0 al 63. Vi sono quattro categorie in cui ciascun paziente si identificherà:

  • 0-13: depressione bassa.
  • 14-19: depressione lieve.
  • 20-28: depressione moderata.
  • 29-63 depressione grave.

Il vero percorso inizia dopo questa prima fase fatta di interviste, valutazioni ed elaborazione di dati e informazioni sul paziente.

La scala della depressione di Beck è utile come tecnica diagnostica, ed è un supporto alla terapia psicologica che avrà inizio in un secondo momento. In sintesi, uno strumento pratico e valido per affrontare il complesso campo dei disturbi depressivi.

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  • Beck, A.T., Steer, R.A., & Brown, G.K. (1996). Manual for the Beck Depression Inventory-II. San Antonio, TX: Psychological Corporation.