Terapia Psicologica Integrata per la schizofrenia

21 Settembre 2019
In questo articolo vi raccontiamo tutto sulla terapia psicologica integrata come trattamento efficace per la schizofrenia e complemento alla cura farmacologica. L'obiettivo di questa terapia è allenare le abilità cognitive e sociali.

Oggigiorno, la schizofrenia viene trattata seguendo diverse modalità di intervento psicologico, fra queste la Terapia Psicologica Integrata per la schizofrenia.

Sono passati i tempi in cui dominava la visione pessimista e organista della psichiatria, rappresentata da Kraepelin; o la visione psicoanalitica, che considerava la schizofrenia una forma di demenza, ovvero una nevrosi narcisista in cui il transfer e la cura analitica non potevano essere applicati.

Si è assistito a un cambiamento nell’attenzione terapeutica. Se inizialmente ci si concentrava solo sul trattamento dell’incapacità del paziente schizofrenico o sulla riabilitazione del deterioramento cognitivo, ora esistono terapie che trattano i sintomi veri e propri.

Una di questa è la Terapia Psicologica Integrata per la schizofrenia, elaborata da Roder e Brenner.

I più grandi progressi nelle strategie di cura della schizofrenia sono stati fatti a seguito dello sviluppo e la messa a punto di un modello di vulnerabilità-stress, in un quadro in cui i fattori di stress ambientale agiscono sulla vulnerabilità biologica.

Partendo dal presupposto che gli schizofrenici mostrano deficit a diversi livelli funzionali di organizzazione del comportamento (percettivo-attentivo, cognitivo, micro e macrosociale), e che possono nuocere agli altri, perché connessi da un sistema gerarchico, Brenner e i suoi collaboratori hanno elaborato il cosiddetto modello di pervasività.

È questa la base per spiegare la sintomatologia schizofrenica e per sviluppare la Terapia Psicologica Integrata (IPT), partendo dall’assunto che miglioramenti a livello cognitivo determinano miglioramenti comportamentali.

Terapia di gruppo

Caratteristiche della Terapia Psicologica Integrata per la schizofrenia

Si tratta di un intervento riabilitativo di gruppo, con gruppi composti da 5-7 pazienti, sviluppato specificamente per questo tipo di disturbo. L’obiettivo della terapia è quello di migliorare le abilità cognitive e sociali dei pazienti schizofrenici. Consta di tre sessioni settimanali di 30-60 minuti per la durata totale di 3 mesi.

Il paziente ritenuto adatto a questo tipo di trattamento è una persona di età compresa fra i 18 e il 40 anni. Il paziente non deve consumare droghe in modo continuo (sporadico), deve convivere con la propria famiglia, non deve essere stato ricoverato in ospedale per periodi lunghi e deve presentare un deficit esecutivo frontale leggero o moderato.

È un trattamento che viene attualmente applicato a più di 700 pazienti, in diversi contesti socio-culturali. Per questo si può affermare che si tratta di uno dei programmi psicologici efficaci per il trattamento della terapia schizofrenica.

Struttura del modello IPT

La terapia psicologica integrata per la schizofrenia si divide in 5 sottoprogrammi, elaborati per migliorare i disturbi cognitivi e i deficit sociali e comportamentali caratteristici del disturbo.

I sottoprogrammi sono ordinati in modo gerarchico: i primi interventi si dirigono all’allenamento delle abilità cognitive basilari, poi si lavora sulle abilità cognitive nelle risposte verbali e sociali, infine si educa il paziente a risolvere problemi interpersonali più complessi.

Ogni sottoprogramma è concepito in modo tale che, via via che la terapia avanza, aumenta gradualmente il livello di esigenza del paziente. Si procede partendo da compiti semplici e prevedibili, fino ad arrivare a situazioni difficili e complesse.

Allo stesso tempo, la terapia subisce un iter di destrutturazione, in cui le sedute iniziali sono molto strutturate mentre alla fine sono molto più spontanee.

Ogni sottoprogramma, inoltre, inizia con un materiale emotivamente neutro, che va acquistando un carico emotivo sempre maggiore.

Sottoprogrammi della Terapia Psicologica Integrata

I diversi sottoprogrammi che definiscono la Terapia Psicologica Integrata per la schizofrenia possono essere riassunti come segue:

1. Differenziazione cognitiva

L’attenzione si concentra sulle abilità di attenzione e formazione dei concetti (capacità attentive, cognitive e mnesiche). Per mettere in pratica questo sottoprogramma, si utilizzano tecniche di intervento come la categorizzazione delle carte e gli esercizi di concetti variabili, come ad esempio sinonimi e contrari, la definizione di parole o l’individuazione di un oggetto.

2. Percezione sociale

L’obiettivo di questo sottoprogramma è l’analisi degli stimoli di carattere sociale. Per questo, si usa la descrizione degli stimoli sociali, l’interpretazione di questi stimoli e la discussione riguardo il senso della situazione descritta.

3. Comunicazione verbale

Si sottopongono i pazienti a un training delle abilità di conversazione, mediante esercizi di ripetizione letterale di frasi, parafrasi, elaborazione di domande con risposta, domande relative a un argomento predefinito e conversazione libera.

4. Abilità sociali

In questo sottoprogramma la terapia si concentra sul miglioramento delle abilità sociali, un aspetto necessario nei pazienti schizofrenici. Questa parte della Terapia Psicologica Integrata prevede esercizi di role play in situazioni simulate.

5. Soluzione dei problemi interpersonali

In quest’ultima fase della Terapia Psicologica Integrata, si insegna al paziente ad applicare la tecnica della risoluzione dei problemi all’ambito delle relazioni personali. Le tecniche impiegate sono:

  • Identificazione e descrizione del problema
  • Formulazione di ipotesi alternative
  • Valutazione delle soluzioni alternative (vantaggi e svantaggi)
  • Scelta della soluzione migliore
  • Applicazione della soluzione scelta alla vita reale
  • Valutazione dei risultati

Il sottoprogramma iniziale, di differenziazione cognitiva, migliora i processi cognitivi elementari dei pazienti, come l’attenzione o l’astrazione, anche se la performance resta al di sotto del range normale delle persone sane.

Sottoprogrammi della Terapia Psicologica Integrata

Effetti della Terapia Psicologica Integrata

I dati disponibili finora non possono confermare l’ipotesi della pervasività, sulla quale si fonda la Terapia Psicologica Integrata per la schizofrenia. Gli effetti sulle variabili cognitive non si traducono sempre in miglioramenti comportamentali.

L’abilità di elaborare le informazioni in modo adeguato si trasforma in una condizione necessaria, ma non sufficiente, per raggiungere un comportamento normale.

È possibile che altri fattori, come l’immagine di sé, interferiscano e inibiscano il modello di pervasività. Tuttavia, in altri studi realizzati dagli stessi autori, si è dimostrato un effetto dell’applicazione inversa del modello IPT.

In altre parole, se si inizia da un percorso di riabilitazione sociale, è possibile osservare un effetto discendente più forte nel miglioramento delle funzioni cognitive basilari, attivando abilità di gestione dei problemi, sviluppando processi cognitivi non deteriorati e migliorando l’autoconcetto.

A partire dalla Terapia Psicologica Integrata sono stati sviluppati altri programmi. Ad esempio, l’allenamento per la gestione delle emozioni, rivolto a ridurre l’influenza degli stati emotivi disfunzionali sul funzionamento cognitivo e sociale.

È stato sviluppato anche un programma di training rivolto alle attività di svago, di vita quotidiana e lavorative per facilitare la generalizzazione delle abilità acquisite durante la terapia.

Infine, si è aggiunto un sottoprogramma orientato alla gestione delle situazioni, basato su programmi psico-educativi, con l’obiettivo di correggere i modi in cui il paziente schizofrenico affronta le diverse situazioni della vita.

  • Perez, M. Guía de tratamientos psicológicos eficaces I. Adultos. (2018). Edición Pirámide