Come scegliere lo psicologo giusto

· 21 maggio 2017

Arriva il momento in cui, per un motivo o per un altro, decidiamo di rivolgerci ad uno psicologo. Non sappiamo, però, come sceglierne uno tra i tanti… Come si fa a scegliere lo psicologo giusto? Tutti conosciamo qualcuno che è stato da uno psicologo senza risolvere nulla.

Magari questa persona ha seguito uno o due mesi di terapia, si è sfogata, ma non ha imparato a gestire il suo malessere o in generale a controllare le situazioni… Continuate a leggere per capire come distinguere i bravi psicologi da chi non lo è!

Tutti parlano della mente senza titubare, ma rimangono perplessi quando gli si chiede di definirla.
B. F. Skinner

Quali segnali ci fanno capire che abbiamo a che fare con uno psicologo inaffidabile?

Il problema principale è che praticamente chiunque può aprire uno studio di psicoterapia, pur non avendo il titolo di psicologo. La prima cosa che dà da pensare, dunque, è proprio la mancanza di una laurea in psicologia o psicoterapia.

In questo senso, bisogna fare attenzione a tutte le correnti di pensiero alternativo per trattare i problemi emotivi, come l’ansia. Sono queste nuove terapie “miracolose” che “curano” senza fare nulla. Il reiki o i fiori di Bach sono esempi di terapie alternative di cui, però, non è stata dimostrata l’efficacia.

Tuttavia, anche quando si trova un terapeuta laureato in psicologia, bisogna fare attenzione, perché molti non sono veri professionisti. Tante persone riferiscono di aver iniziato una terapia con uno psicologo senza alcun risultato.

Come descrivono le sedute? Dicono di aver passato l’ora a parlare e parlare senza che lo psicologo contribuisse in alcun modo alla conversazione. I pazienti si sfogano, ma a mano a mano che il tempo passa, si accorgono che non cambia nulla. Il malessere continua ad essere presente, se ne va solo temporaneamente durante la seduta.

Ovviamente il terapeuta deve intervenire. Non solo per fare domande, perché non è sufficiente. Uno psicologo professionista non fa solo domande al paziente, ma gli spiega come funzionano i processi mentali e gli dà gli strumenti adatti per gestirli.

Quali domande possiamo fare per capire se si tratta dello psicologo giusto?

Nelle terapie di gruppo spesso i pazienti chiedono: “come possiamo capire se si tratta di un bravo psicologo prima di iniziare la terapia?”. È molto semplice. Basta porgli qualche domanda.

Non dovete vergognarvi. Alla fine, sono i vostri soldi a pagare le sedute, che servano almeno a migliorare il vostro benessere, no? Questo è il compito dello psicologo! In primo luogo, chiedetegli dei suoi studi e del titolo che ha.

Poi, è utile sapere a che corrente psicologica appartiene. In questo senso, se risponde di essere uno psicologo cognitivo-comportamentale, è un buon segnale. Magari non è un bravo psicologo, ma l’efficacia delle tecniche di questa corrente è stata empiricamente dimostrata. In altre parole, sono stati condotti numerosi studi per verificare che si tratta davvero di tecniche utili.

La più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono modificare la propria vita cambiando il proprio atteggiamento mentale.
William James

È un aspetto molto importante, perché nell’ambito della psicologia esistono numerose correnti che adottano procedimenti terapeutici che non solo non aiutano i pazienti, ma spesso peggiorano il problema per cui si sono rivolti ad uno psicologo.

Come abbiamo detto, è possibile che anche uno psicologo cognitivo-comportamentale sia un cattivo terapeuta. Nel momento in cui dovete scegliere uno specialista, dunque, chiedetegli come ha intenzione di procedere con il trattamento generale e in particolare con le sedute. È vostro diritto conoscere il programma di intervento così come i sotto-traguardi che dovrete raggiungere.

Quando scegliamo uno psicologo, come dovrebbe essere il percorso terapeutico?

Quando chiedete allo psicologo come intende portare avanti le sedute, ci sono delle risposte che vi faranno capire se è un professionista che vuole aiutarvi davvero a superare il vostro malessere. Il trattamento deve essere strutturato.

Potete considerare adeguato uno psicologo che vi farà una valutazione e pianificherà il trattamento. In generale, la valutazione occupa le prime due sedute e, in base ai risultati ottenuti, si pianificano gli obiettivi da raggiungere e i mezzi per riuscirci.

Se l’unico strumento di cui disponi è un martello, ogni problema ti sembrerà un chiodo.
Abraham Maslow

Un esempio è includere l’attivazione comportamentale se il vostro è un problema di depressione. Poi, il terapeuta dovrà spiegarvi cosa succederà e quali tecniche utilizzerete insieme per superare il problema. In altre parole, dovete sapere su cosa sta lavorando lo psicologo con voi e perché. Se prima di cominciare la terapia lo psicologo vi spiega tutto questo, allora è un buon segnale.

Scegliere il giusto psicologo significa rivolgersi ad un professionista che vi darà gli strumenti per imparare a gestire da soli il vostro problema. Il processo terapeutico può richiedere del tempo, ma se voi rispettate il programma di intervento, poco a poco dovreste notare dei miglioramenti.

Questi risultati dovrebbero concedervi più autonomia, riducendo l’incidenza del disturbo nella vostra vita, al fine di recuperare il vostro benessere. In caso contrario, sarà opportuno cambiare psicologo: tenete conto che anche tra i migliori terapeuti c’è chi sa trattare meglio determinati tipi di disturbi e chi meno.

Immagini per gentile concessione di Juliette Leufke, Kelly Sikkema e Sebastian Mantel.