Scuole chiuse per la pandemia: gli effetti sui bambini

28 Aprile 2020
Non andare a scuola non viene vissuto dai bambini come un evento positivo. L'assenza di socializzazione e, in alcuni casi, la mancanza di risorse tecniche per la didattica a distanza sono un problema durante l'isolamento domiciliare.

L’interruzione dell’attività didattica a causa della pandemia rischia di avere degli effetti sui bambini che vanno ben oltre la semplice noia o l’assenza di momenti di socializzazione. A causa delle scuole chiuse per la pandemia, l’ormai ribattezzata “generazione coronavirus” rischia serie ripercussioni cognitive, educative ed emotive. E l’aspetto più grave riguarda l’impatto sulle categorie più deboli.

L’attuale scenario legato alla pandemia da Coronavirus è caratterizzato da profondi cambiamenti nello stile di vita al quale eravamo abituati. Oltre alla sospensione di gran parte delle attività economiche, delle limitazioni negli spostamenti quotidiani e delle frontiere chiuse, vi è l’aspetto del dramma umano, nelle sue molteplici ramificazioni.

Per prima cosa, vi è la malattia in sé, con i suoi effetti devastanti sulle persone. A essa si aggiungono le vicende familiari, l’ansia per il futuro e l’incertezza di ciò che potrà accadere domani.

Ma esiste una sfera altrettanto delicata che coinvolge l’infanzia. I bambini si trovano a vivere in silenzio questa realtà, elaborandola a modo loro e subendo una delle conseguenze più drastiche di questo periodo storico: la chiusura delle scuole.

Sono più di 300 milioni gli studenti in tutto il mondo che hanno dovuto interrompere l’attività accademica. Non è ancora del tutto chiaro se ci sarà una riapertura prima della fine dell’anno scolastico o direttamente a settembre.

Intanto si tenta di ovviare al problema delle scuole chiuse per la pandemia con la didattica a distanza. Ma il divario digitale è  di per sé un problema, in quanto non tutte le famiglie dispongono di mezzi adeguati e molte scuole si sono ritrovate impreparate in questa sfida.

Padre e figlio al computer

Scuole chiuse per la pandemia da Coronavirus: 5 effetti sui bambini

Sia i bambini sia gli adolescenti ricorderanno per lungo tempo il periodo attuale. Ognuno di loro elaborerà questi giorni a modo suo, in funzione delle esperienze vissute.

Alcuni perderanno un familiare a causa del Coronavirus. Altri ricorderanno l’ansia vissuta tra le pareti di casa ed espressa attraverso i volti e le conversazioni dei genitori. Altri ancora, forse, manterranno solo un bel ricordo. Non possiamo prevedere come sarà il futuro delle nuove generazioni.

Possiamo tuttavia affermare che le loro vite cambieranno, come indubbiamente cambieranno anche quelle degli adulti. Al momento, una delle maggiori preoccupazioni riguarda gli effetti sull’infanzia dell’interruzione dell’attività scolastica. Un argomento che, organizzazioni come l’UNESCO, stanno già affrontando attraverso l’elaborazione di rapporti e stime. Analizziamoli.

Gran parte degli effetti negativi riguardano i bambini tra i 4 e i 7 anni

L’interruzione dell’attività didattica ordinaria può produrre gravi effetti nei bambini più piccoli. In particolare, in quelli impegnati nell’apprendimento della lettura e della scrittura.

Tra i 4 e i 7 anni, i bambini compiono un salto qualitativo nel quale i processi cognitivi, motori, attentivi ed esecutivi necessitano di un aiuto continuato per consolidare le competenze di lettura e scrittura.

Ovviamente, è possibile continuare tale acquisizione anche a casa. E se il sostegno familiare è adeguato, non vi saranno ripercussioni negative. In caso contrario, potrebbe prodursi un ritardo nello sviluppo di tali competenze

Isolamento negli adolescenti

Un altro degli effetti delle scuole chiuse per la pandemia riguarda principalmente i preadolescenti e gli adolescenti. In questa fase dello sviluppo la propensione all’isolamento è piuttosto frequente. Rinchiudersi in camera e trascorrere le ore su internet, tralasciando le attività didattiche, di fatto rappresenta un rischio.

I genitori si trovano costretti a supervisionare i compiti e a verificare che i figli studino… Tutto ciò può risultare davvero estenuante e accendere conflitti.

Genitori nel ruolo di insegnanti

La quarantena obbliga i genitori a svolgere (oggi più che mai) anche il ruolo di insegnanti. In alcuni casi, ciò non costituisce affatto un problema. Tuttavia, non tutti i genitori sono preparati e non tutti hanno la pazienza o la capacità di mettere da parte le preoccupazioni personali per seguire i figli nello sviluppo delle loro competenze curricolari.

Scuole chiuse per la pandemia: non tutti hanno un computer o l’accesso a internet

Anche il divario digitale è una realtà dei nostri giorni. La didattica a distanza è indubbiamente un’alternativa percorribile.

Tuttavia, bisogna anche tenere presente che non tutte le famiglie possiedono gli stessi mezzi. Ci sono milioni di bambini al mondo che non dispongono di un computer a casa per svolgere i compiti scolastici.

Bambini con dispositivi elettronici

Il ruolo della scuola nella corretta alimentazione

Un altro degli effetti delle scuole chiuse per la pandemia sui bambini riguarda l’aspetto nutrizionale. Più che l’aspetto economico si intende quello alimentare.

Non bisogna dimenticare che alcuni bambini consumano i pasti più nutrienti nelle mense scolastiche. In questo periodo, pertanto, se le famiglie delle fasce più deboli non riceveranno un adeguato supporto, vi è il rischio che i bambini possano andare incontro a carenze nutrizionali.

Effetti delle scuole chiuse per la pandemia: ritardo scolastico e mancata socializzazione

Perdere così tanti giorni di lezione non può che avere degli effetti. Contenuti non appresi, argomenti affrontati superficialmente, competenze non consolidate ed esperienze di classe non vissute. È anche probabile che per alcuni studenti il fatto di non andare a scuola sia percepito come una sorta di vacanza.

Tuttavia, vi è un aspetto che in molti rimpiangono: la socializzazione, la routine delle lezioni, i compagni di scuola, quella quotidianità a volte difficile e a volte eccitante che contribuisce allo sviluppo sociale ed emotivo del bambino. Si stanno perdendo anche questo.

Sappiamo che l’effetto della pandemia durerà ancora per un po’ di tempo. Ma con la riapertura del prossimo anno scolastico, il mondo accademico ed educativo sa che dovrà affrontare una grande sfida: adattare l’istruzione alle situazioni di emergenza e istituire meccanismi adeguati affinché l’istruzione a distanza raggiunga la stessa qualità di quella ordinaria. E, soprattutto, che raggiunga davvero tutti.