3 semplici trucchi per farci ascoltare dai bambini

· 13 marzo 2017

Durante l’infanzia, la corteccia prefrontale del cervello è ancora in fase di sviluppo, e questo rende difficile ai bambini riuscire a controllare gli impulsi. Allo stesso modo, per loro può essere complicato gestire l’attenzione, che spesso viene comandata più dagli impulsi esterni che da una loro scelta consapevole. Per questo motivo, è abbastanza normale che quando parliamo, i bambini tendano a distrarsi.

Tuttavia, anche se non è ancora stata inventata una ricetta magica per far sviluppare la corteccia prefrontale prima della fine dell’adolescenza, ci sono alcuni semplici trucchi che possiamo mettere in atto per superare questo ostacolo. In questo modo riusciremo a farci ascoltare, ci assicureremo che ci abbiano capito e che s’impegnino a mettere in pratica ciò che abbiamo detto.

Siete pronti? Iniziamo!

1. Ottenere la loro attenzione e mantenerla: gli stimoli sensoriali

La prima nemica della comunicazione con i bambini più piccoli è la distrazione, ma come possiamo sconfiggerla?

Prima di tutto, eliminando dal loro campo sensoriale qualsiasi stimolo che possa distrarli. Naturalmente, è molto difficile rimuoverli tutti: non possiamo staccare i disegni appesi sulle pareti della loro cameretta, spostare tutti i peluche in corridoio né togliere di colpo i colori dei mobili o delle pareti prima di parlare con lui. Quindi che cosa possiamo fare?

Se ne abbiamo la possibilità, una buona idea è lasciare uno spazio di casa il più libero possibile da stimoli visivi così attraenti. In questo modo, il bambino sarà più concentrato su di noi. Potrebbe essere utile ricorrere a quell’angolo della casa quando vogliamo rimproverarlo, dargli qualche ordine o anche elogiarlo per ciò che ha fatto. In tutti i casi in cui vogliamo che un messaggio gli arrivi ben chiaro.

E che cosa, invece, non dobbiamo mai fare? Parlare con i bambini mentre guardano la televisione, giocano, disegnano o leggono. Naturalmente, vogliamo dire di non provare a trasmettere loro messaggi importanti mentre sono impegnati in un’altra attività, ma possiamo comunque dialogare mentre giochiamo con loro.

Per quanto riguarda l’attenzione, il senso più importante è la vista, e quindi è quello su cui dobbiamo concentrarci di più. Dobbiamo fare in modo che il bambino ci guardi. I bambini, proprio come gli adulti, di solito prestano più attenzione a ciò che hanno sotto gli occhi. Possiamo, quindi, spostargli con delicatezza la testa o chiedere a voce che ci guardi: “Per favore, Marco, guardami”.

2. Come comunicare: procedere per passi singoli e brevi

Se la loro attenzione non è ancora ben sviluppata, nemmeno la loro memoria lo sarà. Quando diamo un ordine ad un bambino, quindi, è bene che sia il più breve e preciso possibile. Quell’ordine deve includere:

  • Che cosa deve fare?
  • Come e dove lo deve fare? Soprattutto se è la prima volta che gli facciamo quella richiesta oppure se una cosa può essere fatta in vari modi. Se, invece, è risaputo, è meglio evitare di ripeterlo troppo, altrimenti il bambino penserà che non ci fidiamo di lui.
  • Quando lo deve fare? Se il bambino è molto piccolo, è bene che gli ordini siano molto ravvicinati nel tempo. Se volete che faccia qualcosa quando finisce di vedere un cartone, per esempio, aspettate che finisca il cartone e diteglielo. Non fatelo prima, perché potrebbe dimenticarsene. E a quel punto non saprete se vi sta disobbedendo o è solo distratto, ma di certo dovrete ripetere la richiesta.

C’è anche un altro aspetto da considerare riguardo al tempo. Se gli avete detto di fare qualcosa quando finisce di giocare, non continuate a ripeterlo ogni cinque minuti. Lasciate che il gioco abbia la sua funzione ricreativa e non stimolatelo a pensare a troppe cose diverse mentre sta giocando. Una delle dote migliori dei bambini è la loro capacità di concentrarsi sul presente e dimenticare tutto il resto. Lasciate che si godano quel momento al massimo!

Un altro trucco è fare sempre una richiesta alla volta, correggere un errore per volta e premiarlo con la stessa precisione. “Mi piace quando fai così, perché…”, “Non mi è piaciuto che tu abbia fatto così, perché…”, ecc. Se ha fatto un disegno in cui ha scelto dei colori bellissimi e non è mai uscito dai bordi, elogiatelo prima per uno dei due motivi e aspettate che ripeta l’altro per premiarlo di nuovo. Lo stesso vale per le correzioni: i bambini fanno molte cose che possono essere migliorate, ma il miglioramento deve sempre essere lento e procedere un passo per volta.

Infine, un ottimo trucco per farci ascoltare dai bambini quando vogliamo sottolineare qualcosa che hanno fatto bene è dire loro che vogliamo raccontargli un segreto…

3. Quando comunicare: scegliere il momento migliore

Se vogliamo correggere o castigare un bambino, la cosa migliore è farlo il prima possibile, in modo che capisca cos’ha sbagliato e che le conseguenze non siano troppo distanti dall’azione. Pensate che per un bambino la giornata è molto lunga e, arrivati a sera, ciò che è successo di mattina sembra lontanissimo. Non ha senso, quindi, posticipare il castigo a molte ore dopo.

Quando volete parlargli di qualcosa di importante, vi consigliamo anche di valutare prima il suo stato emotivo e psicofisico. Non è lo stesso parlare ad un bambino tranquillo che ad un bambino eccitato perché sa che tra poco farà qualcosa che gli piace molto, per esempio andare al parco. Allo stesso modo, un bambino che si è appena svegliato ed è pieno di energie è diverso da un bambino stanco a fine giornata.

E un bambino con le braccia rilassate non è uguale ad un bambino con le braccia incrociate in atteggiamento difensivo. Per questo motivo, prima di comunicare con lui, a volte è bene lasciargli del tempo perché si rilassi e si apra a quella situazione comunicativa.

Affinché vostro figlio si rilassi più facilmente, potete utilizzare alcune attività molto utili a gestire lo stress. Alla fine di questa pagina troverete il link di un altro articolo in cui vi spieghiamo come rilassare i bambini nel modo migliore che ci sia… Con i giochi! Speriamo che vi sia d’aiuto.

Infine, per assicurarci che ci abbiano capito, è bene chiedere loro conferma di ciò che abbiamo detto, e in alcuni casi può essere una buona idea chiedere una loro opinione in merito.

Non dimenticate mai che, anche se sono piccoli, dietro alle azioni dei bambini c’è sempre un motivo e se non lo conosciamo, è bene cercare di capirlo, per migliorare ancor di più il nostro intervento. Se riuscite a mantenere aperto questo canale comunicativo e farete le domande giuste sarà, più facile che vi spieghino le loro ragioni, e a quel punto anche le misure che adotterete potranno essere più adeguate ai loro bisogni.

In un modo o nell’altro, vi invitiamo a comunicare con i vostri figli. Sono persone sveglie e a volte ci rendono il compito molto complicato, ma ricordate sempre che educare è una splendida responsabilità e che ne vale sempre la pena!