Sentirsi tristi nelle giornate grigie: perché?

03 settembre, 2020
Vi sentite euforici nelle giornate di cielo sereno e di cattivo umore quando manca la luce del sole? Esploriamo l'origine di questo fenomeno.

Soffrite intensamente il cambio stagione? Il cielo nuvoloso vi fa sentire depressi? Tranquilli, non siete i soli e non c’è nulla di strano in ciò. Sentirsi tristi nelle giornate grigie è un fenomeno comune e ha una spiegazione fisiologica e psicologica.

Naturalmente non tutti provano questa sensazione, anzi c’è chi ama la pioggia, le temperature più fredde e lo stile di vita tipico dei mesi freddi. Per altri, invece, l’autunno e l’inverno sono un duro colpo emotivo, a volte difficile da superare. Quali spiegazioni psicofisiche possiamo dare a questo fenomeno?

Donna seduta davanti alla finestra.

Sentirsi tristi nelle giornate grigie ha una spiegazione

Neurobiologia

Da un punto di vista biologico, occorre ricordare che l’attività del nostro corpo è scandito dai ritmi circadiani. Questi, tra le altre cose, regolano i nostri cicli di sonno-veglia. Potremmo quindi dire che l’organismo si sincronizza ogni giorno in funzione della diversa quantità di luce solare che riceve.

Una maggiore illuminazione indica l’inizio di un nuovo giorno, mente una riduzione della stessa ci predispone a concludere la giornata e a riposare. In questo processo, inoltre, entrano in gioco altri due fattori:

  • La melatonina è presente nel nostro corpo in diverse concentrazioni a seconda della luce solare. Quando fa buio, l’organismo rilascia maggiori quantità di questo ormone, che ci rilassa e ci fa venire sonno. La temperatura corporea si abbassa e ci prepariamo a dormire.

Allo stesso modo, le giornate grige, caratterizzate da scarsa o nulla luce solare, innescano lo stesso meccanismo. Ci sentiamo apatici e svogliati perché il nostro organismo comincia a “disattivarsi”.

  • La serotonina è il neurotrasmettitore della felicità. La sua presenza ci attiva, migliora il nostro stato d’animo, ci predispone alle relazioni social e riduce eventuali pensieri negativi. La mancanza di luce solare provoca una brusca riduzione dei livelli di serotonina, lasciando spazio a stanchezza, tristezza e malinconia.

Psicologia

Sentirsi tristi nelle giornate grigie, tuttavia, è più che altro il risultato di cambiamenti cognitivi e comportamentali. In altre parole, sono i nostri pensieri e le nostre azioni ad alimentare la tristezza e l’apatia.

Le persone meteoropatiche tendono a chiudersi in se stesse nelle giornate nuvolose, fredde o piovose. Diventano meno attive, più solitarie e concentrate su pensieri circolari disfunzionali. Riducono effettivamente le loro attività, limitano i contatti sociali e il loro dialogo interiore diventa più pessimista e disfunzionale.

Depressione stagionale

Per alcuni, questo fenomeno va ben oltre la semplice “giornata storta”. Chi soffre di depressione stagionale accusa in una certa misura i tipici sintomi del disturbo depressivo durante i mesi autunnali e invernali, per vederli scomparire in primavera ed estate.

Nei mesi più grigi, quando i cieli nuvolosi sono più frequenti, soffrono di tristezza, fiacchezza, disturbi del sonno e inappetenza. Cadono nel pessimismo e assumono una visione priva di speranza nei confronti del futuro. Possono anche sentirsi irritabili e nutrire sensi di colpa.

Questa condizione può essere trattata con la fototerapia, ovvero esporsi ogni mattina alla luce artificiale. Lo scopo è mitigare gli effetti dell’assenza di luce naturale, ma questa tecnica non sempre funziona.

Uomo triste davanti alla finestra.

Sentirsi tristi nelle giornate tristi, cosa fare?

Poiché non possiamo modificare le condizioni meteorologiche, dovremo lavorare sui fattori cognitivi e comportamentali. Per non sentirsi tristi nelle giornate grigie, occorre fare uno sforzo consapevole per non combattere il pessimismo e l’apatia.

Cercate, quindi, di vincere l’inerzia e attivatevi. Realizzate un’attività che ritenete piacevole, dentro o fuori casa. Organizzate una riunione familiare o tra amici, dedicate più tempo a quell’hobby che avete trascurato. Al tempo stesso, prestate attenzione ai vostri pensieri e intervenite quando riconoscete una dinamica negativa. E, soprattutto, se non riuscite a uscirne da soli, cercate aiuto.

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  • Golden, R. N., Gaynes, B. N., Ekstrom, R. D., Hamer, R. M., Jacobsen, F. M., Suppes, T., … & Nemeroff, C. B. (2005). The efficacy of light therapy in the treatment of mood disorders: a review and meta-analysis of the evidence. American Journal of Psychiatry162(4), 656-662.