Siamo solo istanti passeggeri

· 26 ottobre 2016

Siamo istanti, momenti passeggeri e successioni di ricordi. Siamo viaggiatori nel tempo, in una frazione di mondo in cui stabiliamo le nostre vite, credendo che durino per sempre. Ma siamo fugaci, come orme sulla sabbia che vengono cancellate all’istante. Tuttavia, pensiamo di essere cemento.

Ci impegniamo a fondo per dare importanza solo a ciò che ci ferisce e ci lamentiamo di quello che non abbiamo, dimenticandoci di ciò che, invece, possediamo. Permettiamo al tempo di sfuggire al nostro controllo, senza pensare che niente sia eterno, né ciò che amiamo né ciò che ci ferisce, perché non siamo altro che una successione di momenti, di istanti passeggeri.   

Vogliamo tutto e subito, non ci diamo neppure il tempo di respirare; tutto è veloce, tutto passa e niente viene goduto appieno. Nel mondo dei fast food, degli appuntamenti lampo e delle ore piene di impegni lavorativi, abbiamo perso il valore del tempo, preoccupandoci più per la sofferenza che per il piacere delle piccole cose che ci offre la vita.

Siamo matti che non si godono il momento

Siamo matti che non si godono il momento. Preferiamo andare di fretta, guardando in basso, piuttosto che goderci il luogo in cui ci troviamo. Preferiamo correre per arrivare in un determinato posto, piuttosto che passeggiare e respirare ciò che ci circonda. Preferiamo farci scivolare il tempo tra le mani piuttosto che afferrarci ad esso con forza, per viverlo senza paura.   

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Vogliamo tutto velocemente, perché c’è sempre qualcosa di più importate, qualcosa che va oltre il godersi il presente e, così, ci dimentichiamo di sfruttare al massimo ciò che abbiamo, perché non ci fermiamo mai abbastanza a lungo per rendercene conto. Viviamo rinchiusi in un tunnel del tempo, un tunnel buio, con una sola luce sul fondo, che ci impedisce di vedere ciò che ci circonda e che ci spinge ciechi verso un futuro incerto.
“Qualsiasi cosa importante vale la pena di essere fatta lentamente”

Siamo istanti che viviamo come se fossero eterni. Siamo istanti che non si godono ciò che li circonda ora, in questo momento. Ci atteggiamo come se avessimo ancora tempo per goderci il bello quando, in realtà, ce lo stiamo perdendo.  

Siamo “masochisti” imprigionati nella sofferenza

Quando qualcosa ci ferisce, invece, siamo “masochisti” imprigionati nella sofferenza. Ci crogioliamo nel dolore e abbracciamo le lamentele come se al mondo non esistesse altro se non i nostri problemi. Ci accechiamo dinnanzi al dolore e smettiamo di vedere cosa c’è fuori.

Frughiamo tra le nostre ferite, lentamente, senza cercare una soluzione. Le nostre conversazioni diventano più monotone ogni giorno, perché fermiamo le lancette solo su ciò che ci provoca dolore. Siamo un istante meno ogni volta che soffriamo, allora ci crediamo eterni e diveniamo nocivi.

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In questo buco nero fatto di sofferenza, nel quale piacevolmente viviamo immersi, ci facciamo accecare dalla luce che, invece, ci permetterebbe di risolvere i nostri problemi, perché non siamo capaci di fare altro, solo di scappare da ciò che ci fa stare bene. Dimentichiamo sempre di essere istanti, dimentichiamo che il dolore è passeggero.  

Se siamo istanti, viviamoli senza paura

Per questo motivo, è meglio non scordare di essere istanti, è bene viverli senza paura. Siamo noi a scegliere come trascorrere questi momenti. Possiamo dire che il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, entrambi le affermazioni sono vere, ma la prospettiva ottimista è quella che ci permette di goderci la vita.

Dobbiamo essere consapevoli che tutto passa, tutto cambia e niente è immutabile. Possiamo decidere come vivere le nostre situazioni, sia quelle positive sia quelle negative. Possiamo goderci ogni momento presente senza farlo fuggire e possiamo sfuggire alla sofferenza senza che questa ci imprigioni, accettando entrambe le realtà in modo equo.

Siete voi a decidere come trascorrere ogni istante, come dipingere un ricordo e come accettare ogni momento. Siete voi a vivere la vostra vita e a dare forma al vostro presente. Solo voi potete decidere se assaporare ogni passo del vostro cammino o se aggrapparvi con forza alle vostre paure, dimenticandovi di godervi il presente.

Solo voi potete evitare di desiderare più tempo per fare quello che non avete fatto quando giungerà la vostra fine. Non possiamo aggiungere più tacche all’orologio, gli istanti passano e voi dovete decidere se sfruttarli al massimo o se lasciarli scorrere. Ogni secondo conta: vivete e non guardatevi indietro se non volete pentirvene.