Siegfried Bernfeld e l’educazione sociale

· 31 Gennaio 2019

Siegfried Bernfeld fu uno degli psicoanalisti di prima generazione che si guadagnò il rispetto e l’ammirazione di Sigmund Freud. La sua opera si concentra sulla relazione tra psicoanalisi, pedagogia e marxismo.

Con il tempo Siegfried Bernfeld adottò una posizione radicale di sinistra. Fu un grande protagonista dei suoi tempi, ma venne ingiustamente emarginato. La sua opera è interessante e il suo apporto di notevole pertinenza per il mondo attuale.

Anna Freud dichiarò che Siegfried Bernfeld era stato uno di quelle “figure fuori serie” che coinvolsero i primi stadi della psicoanalisi.

Lo stesso Sigmund Freud lo nomina in una delle sue lettere, dicendo: “Eminente esperto di psicoanalisi. Lo considero forse il più dotato tra i miei studenti e discepoli. Inoltre, possiede una conoscenza superiore, è un oratore irresistibile e un maestro estremamente influente. Nell’insieme, posso solo dire il meglio di lui”.

…”non è la pedagogia a costituire il nucleo dell’educazione, ma la politica. E i fini dell’educazione non li determinano né l’etica né la filosofia, secondo valori dalla validità generale, ma la classe dominante, secondo i fini del potere”.

-Sigfried Bernfeld

Come ai suoi contemporanei, gli toccò vivere in un’epoca convulsa, dal punto di vista sociale e politico. Per questo, e dinanzi alle persecuzioni di cui fu vittima in quanto ebreo, concentrò le proprie riflessioni in campo sociale. Lasciò da parte l’aspetto strettamente psicoanalitico per impegnarsi di più sui fenomeni collettivi, dal punto di vista politico.

Gli inizi di Siegfried Bernfeld

Siegfried Bernfeld, come tanti altri psicoanalisti, era di origine ebraica. Nacque a Lemberg (Galizia), nel 1892. I genitori si dedicavano al commercio tessile su larga scala. Studiò zoologia e botanica, poiché era appassionato di natura.  Ciò gli trasmise una conoscenza scientifica molto solida.

Ancora molto giovane, si interessò anche di pedagogia e psicologia. Lo entusiasmava l’impatto dell’ipnosi, una completa innovazione all’epoca. Lo incuriosivano molto anche le teorie di Maria Montessori. In seguito, studiò a fondo la psicoanalisi e fu affascinato dal metodo della libera associazione.

A 22 anni si sposò con Anne Salomon, una giovane studentessa di medicina, fervida seguace della idee marxiste. Quest’ultima ebbe un’influenza decisiva sul suo pensiero e sulle sue attività.

Appena tre anni dopo il matrimonio, organizzò una gigantesca riunione della gioventù sionista, durante la quale Martin Buber fece un discorso divenuto molto celebre.

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L’attività sociale e la psicoanalisi

Sigfried Bernfeld e la politica

Motivato dall’attività politica, Bernfeld fondò una istituzione dedicata a ospitare i bambini ebrei rimasti orfani durante la Prima Guerra Mondiale. L’obiettivo era formarli, in modo che potessero emigrare in Palestina.

Giunse ad avere 145 protetti, molti dei quali vittima di gravi traumi. Questo lo inclinò ancora di più verso la psicoanalisi. Presto conobbe personalmente Sigmund Freud e cominciò a far parte del circolo psicoanalitico. Infine, nel 1922, aprì un consultorio a Vienna.

A quel tempo aveva stretto una profonda amicizia con Anna Freud ed era considerato una delle grandi promesse della nuova corrente psicoanalitica. Con Anna e altri psicoanalisti dell’epoca formò un gruppo rivolto ad assistere i bambini abbandonati.

L’interesse principale del gruppo era estendere le questioni psicoanalitiche al campo sociale.

Nel 1925 Bernfeld pubblicò le prime due opere, dedicate all’educazione sociale. Una era centrata sull’adolescenza e l’altra sui metodi pedagogici tedeschi, che considerava nutrimento per un regime dittatoriale.

Gli ultimi anni

Sigfried Bernfeld si sposò tre volte e visse in vari paesi europei quando il nazismo salì al potere. Infine, si fermò a San Francisco con la terza moglie.

A differenza di altri psicoanalisti, non fu mai conforme alla psicologia dell’Io radicatasi in Nord America.

Freud

Forse la nostalgia per le proprie origini, sommata alla grande curiosità intellettuale, lo resero uno dei più importanti biografi di Freud. I suoi articoli in merito furono chiaramente ripresi da Ernest Jones, che Anna Freud considerò il biografo ufficiale del padre.

Lasciò interessanti saggi nei quali mescola i principi di psicoanalisi ed educazione sociale. Sono notevoli anche i suoi lavori sulla psicologia degli adolescenti.

Fondò la prima società psicoanalitica di San Francisco. Molti lo ricordano come un consumatore compulsivo di tabacco, amante delle donne e dello psicoanalista onesto.