Simili o complementari nella coppia

1 Giugno 2019
Se dovessimo domandarci cosa sia meglio in una relazione di coppia, essere simili o complementari, la risposta sarebbe che un rapporto richiede flessibilità e apertura mentale. Bisogna essere simili per alcuni aspetti e complementari per altri.

Simili o complementari? Questa è la domanda che molti si pongono quando devono scegliere un partner. Alcuni pensano che “i poli opposti si attraggano”, altri vogliono evitare a tutti i costi le differenze in modo da prevenire possibili conflitti.

La verità è che entrambe le posizioni hanno le loro ragioni. Chi pensa che sia meglio avere una relazione con qualcuno che presenta caratteristiche diverse dalle proprie (complementare) crede, ad esempio, che due persone dal temperamento irritabile finiranno sicuramente per litigare. Chi invece è incline a cercare un partner simile a sé sostiene che le differenze, prima o poi, creeranno delle crepe nella coppia.

C’è anche chi adotta una posizione intermedia. Secondo questa categoria di persone, non è importante essere solo simili o solo complementari. Bisogna equilibrare i due aspetti: simili in alcune cose e complementari in altre. Cosa dice la psicologia sull’argomento?

“Ho letto da qualche parte che per amarsi le persone devono avere gli stessi principi e gusti opposti”

-George Sand-

Uomo e donna si abbracciano

Il fascino dell’opposto

Quando una persona non ha un’opinione positiva su se stessa, è spesso attratta da chi è diverso da lei. Vede nell’altro l’opportunità di proiettare e materializzare chi vorrebbe essere, peraltro, senza riuscirci. Ad esempio, chi passa inosservato tende a cercare un partner molto popolare.

C’è anche il caso di chi, per andare avanti, più che cercare un rapporto di coppia, ricerca una vera e propria simbiosi col partner. In genere, si tratta di persone insicure e piene di paure che hanno bisogno della forza dell’altro per ricevere protezione e supporto. In linea di principio, se si promuove la crescita personale, questo non è negativo. Se si crea una dipendenza tra i partner, però, la situazione è diversa.

Poi c’è chi, tra simili e complementari, sceglie la seconda opzione perché vede la coppia come una squadra o come un’azienda da portare avanti. Queste persone pensano (e sottolineiamo il verbo “pensare”) che sia meglio combinare i punti di forza e le debolezze per ottenere dei risultati comuni.

Simili o complementari?

Anche la scienza si è chiesta se all’interno di una coppia sia meglio essere simili o complementari. L’Università del Kansas ha condotto uno studio in cui sono state esaminate 1.523 coppie. I risultati hanno evidenziato che nell’86% dei casi le coppie i cui membri erano simili duravano di più.

Anche un altro studio, eseguito dall’Università del Michigan, è giunto alla stessa conclusione. Apparentemente, ciò che ha più importanza sono le similitudini riscontrate su aspetti relativi alla personalità, ai valori, al modo di essere, alle attività ricreative, al consumo di alcol e all’uso delle tecnologie.

In genere, si pensa che le persone siano attratte da ciò che è diverso da loro. La diversità genera curiosità ed è vista come un’opportunità per esplorare nuovi “territori” emotivi. Tuttavia, col passare del tempo, quella che era una novità inizia a diventare una barriera e le differenze assumono una connotazione negativa.

Uomo bacia donna sulla fronte

Apertura mentale e flessibilità

Il dilemma che sorge alla domanda “simili o complementari?” è un po’ artificioso. All’interno di una coppia non si è né totalmente simili né totalmente complementari. È difficile trovare chi può rispondere perfettamente alle nostre esigenze e alle necessità del nostro mondo interiore. La verità è che ogni partner è simile e diverso allo stesso tempo. Ecco perché le due alternative sono illusorie.

Detto questo, dobbiamo evidenziare il fatto che tutti gli studi sull’argomento concordano su un punto: avere gli stessi gusti e gli stessi comportamenti è molto importante. Anche in questa situazione, però, ci saranno sempre dei momenti in cui un membro della coppia dovrà cedere. Le coppie più stabili sono quelle più flessibili.

Le differenze tra i membri della coppia sono importanti e fanno bene. Contribuiscono alla crescita reciproca. Gran parte della vita affettiva ha a che fare con la comprensione di queste differenze. Quando le divergenze sono poco influenti, c’è un’alta probabilità che la coppia duri a lungo. Al contrario, se le differenze sono profonde, c’è una maggiore probabilità che la vita di coppia si complichi.

Per concludere, la risposta al quesito è “Entrambi! Simili e complementari”. Bisogna essere simili nella sostanza e complementari in base ad accordi volontari e consapevoli. D’altra parte, questo è l’amore: trovare un equilibrio tra affermazione personale e affermazione del partner.

  • Salgado, C. (2003). El desafío de construir una relación de pareja. Editorial Norma.