Sindrome carenziale affettiva: cos'è?

26 agosto, 2020
Una delle conseguenze della mancanza di amore durante l'infanzia è la sindrome carenziale affettiva. Vi piacerebbe sapere di cosa si tratta e come riconoscerla?

La sindrome carenziale affettiva racchiude un insieme di tratti piuttosto radicati in alcune persone, questi nascono dalla mancanza di affetto durante l’infanzia. Questa fase della vita è una tappa in cui tutti noi siamo profondamente fragili. Ciò che succede in quegli anni lascia segni indelebili, che di solito permangono per tutta la vita.

La mancanza di stimoli affettivi durante l’infanzia provoca un arresto dello sviluppo emotivo. Il bambino ha bisogno di ricevere carezze, parole affettuose, cure e attenzioni. Quando ciò non si verifica, si parla di carenza affettiva e questo sarà d’ostacolo al naturale sviluppo psicologico.

La sindrome carenziale affettiva è caratterizzata innanzitutto dalla profonda convinzione di non essere amati. Non manca anche un certo grado di insoddisfazione e un profondo timore dell’abbandono. Questi tratti permangono nel corso della vita, ma si manifestano in modo diverso in ogni fascia di età.

Sapete cosa fa svanire questa prigione? Ogni forma di affetto sincero e profondo. Che sia un amico, un fratello, un amante a liberarci dalla prigione, senza questi affetti saremmo morti. Ogni volta che si rivivono questi affetti, la vita rinasce.

-Vincent Van Gogh-

Bimba triste con mani sulla faccia.

I segnali della sindrome carenziale affettiva

Chi soffre della sindrome carenziale affettiva presenta tratti comuni. Molti possono sentire di non essere stati amati da bambini, ma si parla di sindrome quando determinati sintomi sono stabili nel tempo. I segnali che più spesso indicano la presenza della sindrome carenziale affettiva sono:

  • Ci si sente sminuiti. L’individuo sente di non valere abbastanza, dubita continuamente delle sue capacità ed è convinto di non disporre di abilità ed energia sufficienti per affrontare la maggior parte delle circostanze.
  • Senso di fallimento. La persona sente di aver spesso fallito miseramente, sebbene non sia così. Avvia un’intensa autocritica e continui rimproveri.
  • Mancanza di amor proprio. Non amano se stessa. Fa fatica a riconoscere i suoi pregi e quando lo fa non perde occasione per minimizzarli. Si disprezza.
  • Reticenza. Fa fatica a dimostrare cosa pensa o cosa prova, perché ha un estremo timore del rifiuto. Quando viene rifiutata davvero, ne risente profondamente.
  • Instabilità. Tende a essere instabile nei rapporti personali. Alterna l’attaccamento all’abbandono.

Diverse manifestazioni a seconda dell’età

Come già indicato, la sindrome carenziale affettiva si manifesta con modalità diverse a seconda dell’età. Ogni età presenta tratti caratteristici sebbene le diverse espressioni varino a seconda del livello di maturità e dell’ambiente circostante. Le manifestazioni tipiche di ogni tappa della vita sono:

  • Prima infanzia. Neonati che piangono molto, sorridono poco e si ammalano spesso. Tendono a soffrire di problemi digestivi e a volte presentano uno scarso sviluppo.
  • Età prescolare. Si mostrano apprensivi nei rapporti con i coetanei e spesso soffrono di disturbi di linguaggio.
  • Età scolare. La persona manifesta difficoltà di apprendimento, di concentrazione e disprezzo. Dubita di se stessa, si riferisce a sé con termini negativi e ha la sensazione di arrecare disturbo agli altri.
  • Preadolescenza e adolescenza. Gli adolescenti tendono a essere impulsivi, attivi e preoccupati del proprio aspetto. Si entusiasmano con facilità e possono manifestare sintomi di dipendenza.
  • Età adulta. Insorgono isolamento, confusione negli obiettivi da raggiungere, così come un comune senso di fallimento o di conformismo. Non riescono a stabilire rapporti di coppia sani e si limitano dal punto di vista lavorativo.
Ragazza in un campo baciata dal sole.

Si può trattare la sindrome carenziale affettiva?

La sindrome carenziale affettiva non può mai risolversi del tutto; questo, però, non significa che sia impossibile trovare una via di uscita. Possiamo imparare a convivere con questa carenza e persino a trarne vantaggio. L’ostacolo più grande è iniziare; una volta fatto questo passo, le cose diventano sempre più chiare.

In questi casi l’ideale è sottoporsi a un percorso di psicoterapia, affidarsi a un professionista esperto. Le terapie di psicodinamica o psicanalisi in genere offrono ottimi risultati in queste situazioni. Chi manifesta la sindrome carenziale affettiva tende a idealizzare il proprio terapista e quest’ultimo deve essere in grado di rispondere a tali aspettative eccessive.

Non è facile superare questa situazione da , poiché si tratta di una realtà molto radicata e in assenza di un aiuto esterno la persona finisce spesso per boicottare i tentativi di sanare quella ferita che porta dentro. A ogni modo, è di grande aiuto avvicinarsi all’arte, alla lettura, alla meditazione e allo sport.

Alemán, G. C. (1998). Síndrome de carencia crónica afectiva (Doctoral dissertation, Universidad de Granada).