Sindrome da acquisto compulsivo

Il continuo desiderio di comprare, fino a esaurire tutti i risparmi o a costo di fare debiti: è la sindrome da acquisto compulsivo. A volte è un modo per sopperire alla mancanza di un vero progetto di vita. 
Sindrome da acquisto compulsivo
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 20 marzo, 2023

La sindrome da acquisto compulsivo ha a che vedere con l’incapacità di risparmiare per far fronte alle spese future. È come una fiamma che brucia il denaro: guadagnarlo e pensare subito al modo per spenderlo, quasi spinti dal bisogno di sbarazzarsene e restare a secco.

Si chiama sindrome da acquisto o da shopping compulsivo e visto dall’esterno appare come una vita vissuta al limite. È caratterizzata dall’incapacità di risparmiare a causa dell’acquisto di oggetti superflui o inutili.

Il risparmio è un elemento decisivo del benessere, soprattutto quando non si può contare su entrate consistenti. In altre parole, quando i soldi sono pochi, saperli gestire fa la differenza in quanto alla qualità di vita. Sembrerebbe una contraddizione, ma fare economia è una forma di controllo sulla nostra vita, soprattutto in previsione del futuro. La sindrome da acquisto compulsivo punta in un’altra direzione.

“Fai attenzione alle piccole spese; una piccola falla può affondare una nave.”

– Benjamin Franklin-

Il denaro e la sindrome da acquisto compulsivo

Un rapporto sano con i soldi consiste nell’equilibrio tra quello che si guadagna, si investe e si spende. Ciò significa anche avere le idee chiare circa le priorità di spesa e una visione delle proprie condizioni finanziarie a medio e lungo termine.

Quando queste variabili si coniugano in modo ragionato, si può dire che si ha un buon rapporto con il denaro. Nella sindrome da acquisto compulsivo, la prospettiva è invece confusa. Chi ne soffre:

  • Si concede frequenti regali: acquista per premiare se stesso o per donare agli altri senza un motivo specifico.
  • Ha la percezione dei debiti, ma preferisce non pensarci per non cadere nell’angoscia.
  • Pensa che sarebbe meglio non sprecare i soldi, ma non fa nulla per cambiare.
  • Di fronte a un’entrata improvvisa, pensa subito a come spenderla.
  • Ha la sensazione che i soldi non basteranno mai a coprire tutte le sue necessità e che i debiti continueranno ad accumularsi.
  • Prova irrequietezza prima dell’acquisto, senso di colpa dopo, ma cerca di non pensarci.

Quando sono presenti più di due tra questi tratti, si può parlare di sindrome da shopping compulsivo. Si tratta di una relazione nevrotica con il denaro che, come un velo, nasconde forse un problema più profondo.

Sindrome da acquisto compulsivo, denaro che vola via

La prospettiva del futuro

Spendere oggi o tenere da parte per domani: questo è da sempre il dilemma. La coscienza del risparmio, tuttavia, esiste quando è presente una visione del futuro. Risparmiare significa accantonare risorse da destinare a progetti futuri o per far fronte agli imprevisti. Implica, al tempo stesso, sopportare una frustrazione (non spendere) in funzione di un bene futuro (possibilità di realizzare un progetto più importante o di minimizzare i rischi).

Per chi soffre di shopping compulsivo, il futuro è un elemento confuso sul quale si crede di non avere più il controllo. O su cui si preferisce non avere il controllo. Pensare al domani significa pianificare un progetto di vita: non tutti desiderano o sono in grado di farlo. 

Uomo preoccupato perché ha poche monete nel salvadanaio

La sindrome da acquisto compulsivo come via di fuga

Mettere da parte il denaro significa anche essere stabili: mettere radici, ancorarsi a un punto di riferimento per poter crescere ed evolvere. Implica la volontà di costruire, una volontà che non è di tutti. Che lo si voglia o no, il nostro atteggiamento nei confronti dei soldi condiziona le risorse sui cui potremo contare nel futuro. Un futuro su cui a volte preferiamo chiudere gli occhi, ma comunque presente.

La sindrome da acquisto compulsivo o gestione delle finanze priva di prospettive è, quindi, una via di fuga. È la voglia di fuggire da un presente in cui l’assenza di felicità viene compensata da quei piccoli e fugaci piaceri offerti dallo shopping.

Oppure, semplicemente, non si ha la minima idea della direzione della propria vita e spendere aiuta a mascherare questa preoccupazione. Qualunque sia il motivo, si tratta di un comportamento dalle serie conseguenze e chiede il conto sotto forma di ansia, debiti e scarso controllo sulla vita.


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  • Verdugo, V. C. (2010). Psicología de la sustentabilidad. Editorial Trillas Sa De C.

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