Sindrome del tramonto, un disturbo della vecchiaia

Sebbene la sindrome del tramonto possa colpire chiunque, chi soffre di demenza ne avverte maggiormente gli effetti. Ecco come agisce questa alterazione tipica dell'invecchiamento.
Sindrome del tramonto, un disturbo della vecchiaia

Ultimo aggiornamento: 14 dicembre, 2021

Con il passare degli anni, cominciamo a modificare le nostre abitudini. Si dice che le persone diventino più maniacali con il passare degli anni: i pasti, la pulizia, il sonno. Perché avviene? Oggi vogliamo dedicare la nostra attenzione ai cambiamenti che si producono nella struttura del sonno delle persone anziane, con o senza demenza. Parleremo, inoltre, degli effetti che può generare il calare della sera. Questi ultimi prendono il nome di sindrome del tramonto, crepuscolare o del sole calante (dall’inglese sundowning).

Si potrebbe definire questa sindrome come uno stato di disorientamento che si verifica nelle ultime ore del pomeriggio e che si prolunga fino alla notte. Può colpire chiunque, soprattutto le persone anziane; è tuttavia comune nelle persone che soffrono di demenza con una percentuale del 10 – 25 % dei pazienti (Lesta e Petocz, 2004).

Come afferma Dewing, è difficile dare una definizione precisa di questa sindrome. Sono caratteristici i momenti di agitazione o confusione estrema nelle ultime ore del pomeriggio o la sera. Il paziente è irritabile e va incontro ad alterazioni del comportamento a livello motorio ed espressivo.

Sindrome del tramonto, donna anziana alla finestra

Come agisce sulle persone affette da demenza

Secondo Echáverri ed Erri (2007) si tratta di uno dei fenomeni più comuni che occorrono in medicina geriatrica. Malgrado non esista in letteratura una definizione concorde della sindrome del tramonto, o sundowning, la si può considerare come un episodio avverso psicologico-comportamentale. Colpisce alcuni pazienti affetti da demenza di tipo Alzheimer, rendendoli più aggressivi, inquieti o agitati nelle ultime ore del giorno.

Questa sindrome rende più evidenti gli episodi di confusione a cui vanno incontro i malati di Alzheimer. Porta allo scoperto, dunque, i disturbi del comportamento, emotivi e cognitivi associati alla demenza.

“L’insonnia è una vertiginosa lucidità che riuscirebbe a trasformare il paradiso stesso in un luogo di tortura.”

-Emil Cioran-

Segni e sintomi della sindrome del tramonto

Gímenez e Macias identificano l’origine del sundowning nella rottura dei ritmi circadiani del sonno, provocata dall’Alzheimer; oppure da un’alterazione nel modo di percepire la luce, associata al passare degli anni.

Alcuni fattori scatenanti sono l’isolamento sociale, il buio o la cosiddetta polifarmacia. Quest’ultima è definita dall’OMS come l’uso concomitante di tre o più farmaci.

Nonostante non esista un quadro clinico definito, secondo Gímenez e Macias (2015) è possibile ravvisare sintomi come:

  • Aumento dello stato di disorientamento.
  • Stato confusionale.
  • Iperattività.
  • Comportamento aggressivo.
  • Ansia.

Altri sintomi possibili, secondo Echáverri ed Erri (2007) sono:

  • Tendenza a parlare da soli, a discutere in modo animato, a gridare, borbottio costante.
  • Apatia e depressione.
  • Cefalea.
  • Comportamento deambulatorio, aumento dell’attività notturna e, quindi, insonnia.
  • Pensiero paranoico, pianti e grida.
Anziano appoggiato sul bastone

Consigli

Oltre alla terapia con i farmaci, possono essere utili i seguenti consigli:

  • Stabilire abitudini regolari.
  • Cercare di prevenire le infezioni ricorrenti o consecutive.
  • Tenere la persona occupata con attività semplici.
  • Evitare il pisolino diurno.
  • Diminuire l’esposizione ai rumori.
  • Garantire una buona illuminazione.
  • Evitare bevande a base di caffeina.
  • Fare attenzione ai farmaci che possono scatenare questa sindrome.

Si può segnalare, inoltre, la terapia multi-sensoriale o snoezelen. Può fornire benefici ed effetti positivi sui sintomi.

Non esiste a oggi una letteratura copiosa circa la sindrome del tramonto, cosa che rende difficile la gestione e il trattamento. È necessario capire bene i fattori che danno luogo alle diverse alterazioni; solo in questo modo si può agire di conseguenza e, quindi, migliorare la qualità di vita del paziente.


Tutte le fonti citate sono state esaminate a fondo dal nostro team per garantirne la qualità, l'affidabilità, l'attualità e la validità. La bibliografia di questo articolo è stata considerata affidabile e di precisione accademica o scientifica.


  • Echávarri, C., & Erro, M. E. (2007). Trastornos del sueño en el anciano y en las demencias. In Anales del Sistema Sanitario de Navarra (Vol. 30, pp. 155-161). Gobierno de Navarra. Departamento de Salud.
  • Giménez, I. G., & Macías, I. C. (2015). Estimulación multisensorial en el síndrome crepuscular. Revista electrónica de terapia ocupacional Galicia, TOG, (21), 13.
  • Toledo, Á. M. Correlatos de incidencia del ocaso en estados anímicos, agitación y conducta agresiva en ancianos: Síndrome de Sundowning.

Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.