Sindrome di Lima: cause e caratteristiche

24 Aprile 2019
Perché alcuni rapitori si prendono cura delle loro vittime come se fossero persone care? Oggi vi sveleremo tutti i dettagli della sindrome di Lima.

La mente umana è uno dei grandi misteri del XXI secolo. Alcuni casi ci lasciano stupefatti, come la sindrome di Lima. È un fenomeno così complesso che continua a sorprendere e, talvolta, a creare sconcerto. In questo articolo cercheremo di spiegarvi tutto quello che c’è da sapere su questo incredibile controsenso psicologico.

Possibile che dei sequestratori finiscano per essere empatici con i propri ostaggi? Sì, è proprio questa condizione è detta la sindrome di Lima. Persone che si presume abbiano scarso rispetto e interesse per la vita umana, che alla fine finiscono per sviluppare sentimenti positivi e simpatia verso chi è stato sequestrato, rapito, maltrattato, picchiato o persino violentato. Se volete conoscere meglio questo strano fenomeno, continuate a leggere.

Tutto sulla sindrome di Lima

La sindrome di Lima continua a lasciare a bocca aperta l’opinione pubblica e i ricercatori. Si tratta di una condizione psicologica complessa che si verifica nella mente di alcuni sequestratori. Questi delinquenti, con il passare del tempo, iniziano a sviluppare un legame emotivo con le proprie vittime.

Paradossalmente, il rapitore inizia a mostrare empatia con la vittima. A un certo punto, decide di prendersene cura, preoccupandosi dei suoi bisogni e facendo di tutto per favorire il suo benessere.

È possibile apprezzare alcuni comportamenti tipici della sindrome di Lima:

  • Il rapitore evita di ferire la vittima.
  • Dà alla vittima certe libertà o addirittura le permette di liberarsi.
  • Si preoccupa del suo stato fisico ed emotivo.
  • Stabilisce una comunicazione diretta e intima su vari argomenti.
  • Il sequestratore condivide i dati personali con la vittima (storie della sua infanzia, obiettivi, desideri…).
  • Arriva persino a fare promesse (“ti proteggerò”, “non ti accadrà nulla”…).
  • In alcuni casi, il rapitore finisce per essere attratto dalla vittima.
Volto di donna triste sindrome di Lima

Cause

Cosa fa innescare la sindrome di Lima? In primo luogo, potrebbe essere utile chiarire che soffrire di una sindrome specifica non significa che una persona sia malata. Determinate condizioni ambientali possono indurci a reagire in un modo o nell’altro.

Per comprendere la sindrome di Lima, bisogna prestare attenzione al mondo interiore del sequestratore e al contesto in cui si verifica il rapimento. Qualsiasi spiegazione che considera questi fattori svincolati sarebbe troppo riduttiva. Analizzarli come parte di un tutto, infatti, aiuta a conoscere le condizioni psico-biografiche del rapitore e le circostanze che hanno portato al rapimento:

  • Forse il rapitore fa parte di un gruppo che lo ha costretto a commettere il rapimento.
  • Probabilmente non è d’accordo con il modo in cui è stato portato avanti il sequestro.
  • Nel migliore dei casi, il rapitore è stato costretto a trattenere la vittima a causa di un estremo bisogno (ricatto, dramma familiare, grave situazione economica, disturbi mentali…).
  • Forse non è un vero criminale professionista, è inesperto e ciò gli permette di provare ancora empatia verso le persone (non soffre di disturbo antisociale di personalità).
  • Forse il rapitore sa che non uscirà vivo.

Il paradosso della sindrome di Lima

Il vero paradosso della sindrome di Lima è che il sequestratore si comporta come se non stesse limitando la libertà della vittima. Sorprendentemente, il rapitore crea un’illusione in cui è lui che accudisce e protegge la sua stessa vittima.

Per realizzare questa realtà immaginaria, fa del suo meglio per migliorare le condizioni della vittima. In effetti, evita qualsiasi danno o disagio. “Ti senti bene?”, “Sei ferito? Ti servono medicine?”, “Hai fame?”. Si occupa della sua salute, della sua pulizia, offre il miglior cibo possibile. Improvvisamente, nella mente del rapitore scatta uno strano processo di trasformazione che lo trasforma da aguzzino a salvatore.

Il colmo di tutte le situazioni precedenti è che a volte il rapitore sviluppa un sentimento di affetto e amore nei confronti della vittima. Quindi, cercherà di sedurla e corteggiarla, provando che lo vuole, lo desidera. I lati oscuri della sindrome di Lima sono davvero moltissimi.

Definizione e origine

Sindrome di Lima è un termine coniato diversi anni fa nell’omonima capitale del Perù.

Nel 1996, un gruppo terroristico occupò l’ambasciata giapponese nella capitale peruviana. Com’era nei loro piani, i rapitori riuscirono a catturare molti ostaggi. Ma, con il passare del tempo, questi efferati criminali iniziarono a stringere forti legami con le proprie vittime, finendo poi col rilasciarli tutte. Persino quelle con cui avrebbero raggiunto un accordo molto vantaggioso.

Ecco cos'è la sindrome di Lima

Considerazioni finali

Possiamo dire che la sindrome di Lima è legata a una condizione intrinseca dell’essere umano, come la creazione e l’instaurazione di legami interpersonali (anche in condizioni limite come quelle del sequestro di persona). D’altra parte, realizzare un’indagine coerente ed esaustiva su questo fenomeno è praticamente impossibile. Dal momento che è impossibile replicare le condizioni di un sequestro in un laboratorio e controllarne le variabili.

L’affiorare di questa sindrome dipende da diversi fattori, che devono necessariamente presentarsi sia nel rapitore che nella vittima. Lungi dall’inseguire la realtà, viviamo nella costante interpretazione di un mondo che cambia sempre, così come il nostro sguardo su di esso.

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