Sistema nervoso enterico, non pensa ma sente

14 Dicembre 2018
Il sistema nervoso enterico è molto esteso. Copre tutta l'area dell'apparato digerente che ha un'estensione dai 10 ai 12 metri.

Il sistema nervoso enterico viene spesso considerato come il nostro secondo cervello. In esso si estende una complessa rete di più di cento milioni di neuroni (quasi come nel midollo spinale) che “tappezzano” aree come l’intestino tenue e il colon. Questo sistema è in grado di agire in modo indipendente rispetto all’encefalo.

Potremmo dire che quest’area del sistema nervoso autonomo, responsabile di regolare i processi digestivi, è una delle più interessanti del nostro organismo. Negli ultimi anni non sono mancate pubblicazioni in merito all’idea di considerare il sistema nervoso enterico come il nostro secondo cervello (occorre dire, però, che una parte della comunità scientifica non è d’accordo con tale supposizione).

Uno dei lavori più noti a tal proposito è quello del Dottor Michael D. Gershon, capo del dipartimento di anatomia e biologia cellulare della Columbia University. Colui che è considerato il padre della neurogastroenterologia ha sviluppato affermazioni estremamente importanti nel suo libro Second Brain; tra queste che il 95% della serotonina e il 50% della dopamina vengono prodotti proprio nell’apparato digerente.

Come se questo dato non fosse già di per sé stupefacente, a maggio 2018, la Flinders University, Adelaide (Australia), ha fatto una scoperta ancora più sorprendente, pubblicata sulla rivista The Journal of Neurosciencie. Il sistema nervoso enterico è capace di generare attività elettrica, e lo fa con un modello molto singolare e diverso da quello del cervello. 

Avere maggiori informazioni su questa struttura può rivelarci aspetti di noi che ignoravamo.

“Le conoscenze finora in nostro possesso sulle funzioni del sistema nervoso enterico risalgono al Medioevo. È giunto il momento di scoprire tutto quello che fa per noi”.

-Michael D. Gershon-

Batteri intestino e cervello

Sistema nervoso enterico: posizione e funzioni

Il sistema nervoso enterico è molto esteso. Parte dall’esofago e finisce nell’ano, e copre tutta l’area dell’apparato digerente che ha un’estensione dai 10 ai 12 metri. A sua volta, all’interno degli organi compresi in quest’area, come l’intestino, si trovano numerose reti neuronali.

Un altro aspetto interessante è il fatto che questa parte dell’organismo, oltre a essere altamente specializzata, porta a termine le proprie funzioni in modo autonomo. Sebbene comunichi con il sistema nervoso centrale, è capace di inviare un grande numero di informazioni al cervello. Vediamo adesso ulteriori dati e caratteristiche.

Sistema nervoso enterico: oltre il processo digestivo

  • Nel sistema nervoso enterico si trovano milioni di neuroni, neurotrasmettitori, virus e batteri. Tutti questi elementi regolano il nostro benessere e la nostra salute.
  • In quest’area del nostro corpo sono presenti tre tipo di neuroni: efferenti, afferenti e interneuroni.
  • I neurotrasmettitori che regolano i processi di questo complesso di fibre nervose sono l’acetilcolina, la noradrenalina e l’adrenalina.
  • Il sistema enterico sintetizza serotonina, dopamina, oppiacei per il dolore, ecc. Per questo motivo è conosciuto anche come il nostro laboratorio chimico.
  • Il professor Gary Mawe, Dottore presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Università del Vermont, afferma che nessun processo è complesso e delicato quanto la digestione. Dobbiamo considerare che il sistema nervoso enterico determina, per esempio, quali enzimi digestivi sono i migliori per scomporre ogni alimento.
  • Regola persino l’acidità, favorisce il movimento intestinale e controlla le nostre difese.
  • È capace di rilevare la presenza di batteri nel cibo ingerito. Se è così, favorirà processi come il vomito o la diarrea.
Immagine raffigurante batteri

Il cervello, il nervo vago e il sistema nervoso enterico

Abbiamo già detto che il sistema nervoso enterico è capace di lavorare in maniera indipendente dal sistema nervoso centrale. Come sottolinea il Dottor Michael D. Gershon, l’intestino è l’unico organo del corpo umano che può funzionare in modo autonomo.

In determinati momenti, tuttavia, ha bisogno di comunicare con il cervello, e lo fa mediante il nervo vago.

La comunicazione emotiva fra cervello e sistema nervoso enterico

Grazie a uno studio condotto presso l’Università di bioingegneria di Duke, si è potuto osservare che ogni dieci comunicazioni fra cervello e intestino, 9 partono dal cervello.

  • Una delle comunicazioni avviene per indicare quando mangiare e quando siamo sazi. Questo è reso possibile dal cervello, che regola una serie di ormoni che producono una sensazione di benessere e sazietà.
  • Il sistema nervoso enterico offre al cervello una sensazione di piacere quando ingeriamo del cibo che ci piace o che ci risulta piacevole.
  • Il sistema nervoso enterico  è molto sensibile allo stress, di fronte al quale genera dei cambiamenti. Così, il classico nodo allo stomaco si deve dal trasporto di una maggiore quantità di sangue nella zona.
  • Sono attualmente in corso una serie di ricerche per determinare in che modo il microbiota intestinale condiziona la nostra condotta e le nostre emozioni. Si sa che una cattiva flora batterica può condizionare il nostro stato d’animo ma, come abbiamo detto, i dati non sostengono ancora un’unica ipotesi in modo consistente.
Donna sorridente che mangia gelato

Vi è chi ritiene che considerare il sistema enterico come il nostro secondo cervello sia un errore. Le argomentazioni neurobiologiche fornite da una parte della comunità scientifica sono per alcuni (al momento) discutibili. Per altri, al contrario, sono sufficientemente solide.

A ogni modo, occorre sottolineare un dettaglio: questo insieme di fibre nervose non “pensa”, non presenta alcun processo cognitivo. Possiamo però dire che sente, infatti è sensibile allo stress, alle emozioni ed è capace di regolare molteplici funzioni per influire sul nostro benessere. Il sistema enterico è, pertanto, un altro centro di comando indispensabile per la vitaPrendiamocene cura.