Non fraintendere: sono sola, ma non mi sento sola

· 19 ottobre 2016

Non fraintendere: sono sola, ma non sento il vuoto della solitudine. Non sentirti obbligato a compatirmi, non affibbiarmi delle etichette e non metterti a cercarmi un partner. Sono dove voglio stare. Perché stare da sola è molto più intelligente che condividere la vita con la persona sbagliata.

Come possiamo vedere, la solitudine ricercata o necessaria in certi momenti è un aspetto molto poco compreso dalla società. Persino Aristotele diceva che solo gli dei e le bestie stanno bene da soli. Tuttavia, alcuni moralisti francesi del XVIII secolo, come il Marchese di Vauvenargues, spiegavano che la solitudine sta all’anima come la dieta sta al corpo: una cosa che andrebbe praticata di tanto in tanto.

“Ti scrivo per dirti che ti libero da me, che ti amputo da me; sii felice e non cercarmi mai più. Non voglio saperne più niente di te e non voglio che tu sappia nulla di me”.

(Lettera di Frida Khalo a Diego Rivera)

Imparare a stare da soli e a godere ogni tanto della solitudine è qualcosa che, in effetti, tutti dovremmo riuscire a fare. Di fatto, chi non ci riesce, deve affrontare spesso il pesante compito di riempire spazi, curare paure e alleggerire insicurezze nel peggior modo possibile: occupando le vite altrui o aggrappandosi alla prima persona che passa.

Si è disposti a fare qualsiasi cosa pur di difendersi dal demonio della solitudine e dell’incapacità di stare con se stessi, ma non è il comportamento corretto da assumere. Vi invitiamo a rifletterci su.

ragazza con macchina fotografica

Sono da sola, ma sto bene

“Adesso sono da sola, ma sto molto bene”. Questa frase, anche se sta diventando sempre più comune, è spesso accompagnata dalla necessità di giustificarci, di far sapere che, anche se ci mostriamo sole, senza un partner o qualcun altro vicino, si tratta di una solitudine gradevole. Di un’esperienza che ci fa piacere, anche se gli altri non lo capiscono.

I tempi cambiano, non c’è dubbio. Tuttavia, l’immagine della donna single non viene vista allo stesso modo di quella di un uomo single. È come se per le donne il tempo passasse più in fretta, come se dovessero fare tutto il prima possibile per seguire il loro orologio biologico, socialmente imposto: bisogna avere un buon lavoro, trovare un bravo ragazzo e, dopo poco, diventare delle super-mamme.

Come abbiamo detto, i tempi cambiano e le donne non sono più ossessionate da questa ricerca; molte preferiscono essere trovate, altre mettono da parte gli orologi biologici per seguire le loro bussole mentali ed emotive personali. Di certo possono sentirsi complete con un partner, ma se la relazione finisce, sanno andare avanti secondo la loro direzione personale, perché sono responsabili di se stesse, perché non temono la solitudine. Si ritrovano con se stesse, e questo è sempre un atto che cura e conforta.

ragazza sul molo

Non siete sole: la vita vi circonda

Quando avete un amico single, cercate sempre l’opportunità per fargli conoscere qualcuno. Gli dite che stare soli non è bene, che vale sempre la pena innamorarsi e che la vita è molto più bella se si cammina dando la mano a qualcuno.

“Spesso la solitudine crea dipendenza. Quando ti rendi conto di quanta pace c’è in essa, smetti di voler avere a che fare con le persone”.

(Carl Gustav Jung)

È probabile che la vostra amica vi risponda “sono sola e sto bene così” o “adesso non è il momento giusto”. Qualcuno di voi lo capirà, ma la maggior parte la guarderà stupita, perché, in generale, la solitudine non è vista come una possibilità valida, ma come un errore temporaneo.

ragazza

Se ci pensate per un attimo, vi renderete conto di una cosa: in realtà, non siete mai soli, la vita vi circonda. Molti di noi, inoltre, hanno un gruppo di appartenenza: una famiglia, degli amici, dei compagni, ecc. Un partner non sempre salva dalla solitudine e non è lì per quello. Anzi, a volte vi avvicina per la prima volta all’oscuro abisso della solitudine emotiva.

Nessuno è solo se impara ad amare se stesso. Tutti viviamo nella nostra mente, perché pensare, sognare, proiettare e sentire sono tutto fuorché atti solitari. Siamo ballerini nel nostro mondo interiore. Siamo guaritori di ferite, autori del perdono e artefici del nostro destino.

Non fraintendete: stando sola non sento la vita incatenata, le mie speranze non si distruggono. Ho smesso di temere la paura, sono un’inquilina soddisfatta dei miei spazi interiori e aspetto il futuro senza ansia, con la capacità di godermi il presente.

Tutti dovrebbero deliziarsi con momenti di solitudine scelta, quando il silenzio e la pace interiore fanno maturare i frutti dell’anima.