Stare con una persona vuota è come essere soli

· 20 novembre 2015

Dicono che il mondo sia pieno di persone vuote, di corpi dall’anima svuotata che hanno bisogno di nutrirsi dei sentimenti degli altri per sentirsi utili, importanti… In fin dei conti, vivi.


Esistono diversi tipi di solitudine. La più facile da apprezzare è quella che ci consente di entrare in contatto con noi stessi ed ascoltarci, dilettandoci nel nostro stato di creature in grado di prendersi cura, con amore, di se stessi.

Esiste però anche una solitudine distruttiva e pericolosa al tempo stesso, vale a dire quella che entra in gioco quando si condividono tempo, vita e attimi con persone che per noi sono importanti, ma che, purtroppo, sono vuote dentro.

Sono importanti per noi perché le abbiamo scelte liberamente, perché abbiamo proiettato in loro le nostre emozioni e persino i nostri sentimenti più forti, fino a che, poco a poco, cominciamo a percepire che c’è qualcosa che non va, che ci fa del male.

Riuscire a capire il processo attraverso cui ci si innamora, per esempio, di una persona vuota, è piuttosto complesso. Tuttavia, capita che persino all’interno della propria cerchia di amici siano presenti persone con questa caratteristica, e alle volte persino i familiari più vicini a noi sono e continuano ad essere persone vuote.

Cosa bisogna fare di fronte a questa scarsità di emozioni, di fronte a questa mancanza di empatia e reciprocità nei confronti di noi stessi e della nostra integrità?

Scopriamolo insieme.

La solitudine emotiva nelle persone vuote

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Alexandre Dumas era solito raccontare di come suo padre si lamentasse spesso delle persone vuote. Le paragonava a delle anfore: “Più sono vuote, più rumore fanno”.

Attraverso questa frase altamente simbolica, si può intuire come questa personalità porti le persone a farsi notare a gran voce, a non passare inosservate, e proprio per questo non ci sono indifferenti.

Perché le definiamo in questi termini, vuote? Cosa si nasconde dietro a questo comportamento?

1. Mancanza di reciprocità emotiva

Non è questo il tempo e il luogo per dibattere sull’esistenza o meno dell’anima, che è la prima cosa che di solito viene in mente quando si parla di persone vuote.

Il vuoto può essere definito come la “non esistenza” di una serie di dimensioni basiche.

Persone incapaci di proiettarsi negli altri per comprendere, provare empatia e capire la prospettiva personale di chi hanno davanti.

– Persone il cui comportamento si basa su un insieme di regole incoscienti dove al primo posto si trovano la priorità per se stessi e la ricerca del soddisfacimento delle necessità personali.

– Si parla di persone incoscienti in quanto agiscono sempre in modo automatico, senza dare valore ai risultati, poiché la loro personalità non prevede l’esistenza di errori. Sbagliare è una debolezza che non si possono permettere.

– Le persone vuote non sono capaci di ascoltare né di aprirsi agli altri. Se lo fanno in un determinato momento, è per cercare beneficio per se stesse.

2. Necessità di sottometersi e “affezionarsi” a una persona più emotiva di loro


 

Le persone vuote tendono a differenziarsi per un aspetto basilare: l’assenza di felicità.


All’interno del loro mondo, si limitano a muovere i fili degli altri affinché riempiano i loro vuoti insondabili, manipolando le emozioni altrui al fine di coprire le proprie carenze.

Ma ciò non vuol dire che ci siano generosità, altruismo o gioia di vivere, perché le persone vuote non conoscono mezzi termini né sanno cosa sia l’equilibrio.

Tendono ad oscillare fra gli estremi, “o tutto o niente”; da un amore smisurato volto a coprire una necessità al rifugiarsi poi nell’indifferenza più assoluta una volta saziati, avvolgendosi nel manto della solitudine emotiva.


Le persone vuote sono personalità incomplete che stabiliscono relazioni immature. Rifiutatevi di essere l’acqua che riempie i loro abissi o la fiamma che accende ogni giorno le loro felicità passeggere o la luce che illumina la loro solitudine. Altrimenti, sarete voi quelli che ne soffriranno.


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Come affrontare la vita con le persone vuote?

Può darsi che la prima cosa che vi venga in mente sia di stabilire delle distanze, allontanarvi. Ma stiamo parlando per prima cosa di emozioni, e in generale, di relazioni che stabiliamo con persone che sono importanti per noi.

Fa tutto parte di un processo in cui saremo noi, dopo aver investito del tempo e aver individuato la giusta strategia, a decidere se vogliamo rompere quelle relazioni oppure no.


Si pensa alle volte che ognuno di noi è un po’ rotto.  Alcuni affinano i propri angoli, altri limano i propri vuoti.


Talvolta succede che una personalità si incastri bene con un’altra, eppure esiste un aspetto che va tenuto bene a mente: le persone non cambiano da un giorno all’altro, per quanto lo desideriamo.

Sono l’evolversi del tempo, il nostro equilibrio emotivo e la nostra integrità i principali fattori d’allerta da proteggere in ogni momento.

Scopriamo insieme quali azioni si possono mettere in pratica:

Nel caso di familiari: se nella vostra cerchia più prossima avete un padre, una madre o dei fratelli che si comportano in modo freddo e vuoto, limitate poco a poco l’importanza che queste persone assumono nella vostra vita di tutti i giorni. Togliete loro importanza e autorità sulla vostra esistenza.

Non commettete l’errore di comportarvi come loro. Mostratevi sempre pienamente integri, confrontando parole e situazioni e mettendo bene in chiaro come siete, e che cosa vi definisce.

Nel caso di relazioni affettive: se in questo momento siete già consapevoli che il vostro partner è una persona vuota, comunicategli come vi sentite e cosa siete disposti ad accettare e cosa no.

Voi non siete persone vuote, avete emozioni che devono essere corrisposte, necessità affettive e di reciprocità. Se nulla di tutto questo è soddisfatto, non esiste cambiamento: riflettete dunque su quale deve essere la vostra prossima mossa.

Non v’è peggior solitudine che quella di coloro che ci danno un affetto senza forma. Un mondo di vuoti.