Stomaco e cervello: come sono connessi?

30 giugno, 2020
Il legame tra mente e corpo sembra oggi più concreto che mai, stando a quanto dice la scienza. Sembra sia giunto il momento di riconnetterci con il nostro corpo, di prenderci cura della nostra mente e delle nostre abitudini alimentari per iniziare ad ascoltare le tante cose che lo stomaco ha da dire al cervello.

Sappiamo da tempo che stomaco e cervello sono legati tra loro da un profondo legame. Fino a oggi, tuttavia, si pensava che questo rapporto fosse solo unilaterale: dal cervello allo stomaco. Quanto sostenuto oggi da molti medici e ricercatori, invece, è che questa relazione potrebbe muoversi in entrambe le direzioni.

Il microbiota intestinale potrebbe dare origine a disturbi come l’ansia o a malattie come l’Alzheimer. Il gastroenterologo e codirettore del Centro di Ricerca sulla Malattie dell’Apparato Digerente di Los Angeles, il Dr Emeran Mayer, sostiene che la relazione stomaco-cervello sia molto più profonda di quanto non si pensasse. E lo sarebbe a tal punto da affermare che sia il malessere fisico sia quello emotivo potrebbero avere origine nello stomaco.

Come funziona il rapporto tra stomaco e cervello?

Il nervo vago è il canale che collega stomaco e cervello. Si tratta di uno dei dodici nervi cranici, nonché di quello che unisce faringe, esofago, laringe, trachea, bronchi, cuore, stomaco, pancreas, ecc. Ma unisce anche altre parti dell’apparato digerente in cui è presente un gran numero di neuroni.

I microbi coinvolti nella digestione sembrano essere i responsabili dell’invio di segnali al cervello, per mezzo del nervo vago, allo scopo di generare risposte che stimolano determinati comportamenti alimentari.

Questo aiuta la secrezione di neurotrasmettitori quali la dopamina e la serotonina. Ecco che oggi esistono diversi studi secondo i quali il microbiota intestinale sarebbe associato al comportamento alimentare.

Connessione tra stomaco e cervello

Quanto è importante il microbiota intestinale?

Gli studi di ricerca stanno dimostrando il ruolo determinante del microbiota. Tra le varie funzioni, influisce sul peso o, per essere più specifici, sui motivi che portano una persona a ingrassare o a dimagrire.

Esperimenti sui topi hanno dato risultati sorprendenti: si è visto che introducendo nell’alimentazione batteri spesso presenti nell’intestino delle persone obese, anche i topi ingrassano. Se invece la dieta prevede batteri tipici delle persone magre, allora i topi dimagriscono.

Nel corso di un altro esperimento sono stati impiegati topi allevati in un ambiente sterile. In questo ambiente non è possibile che determinati batteri possano colonizzare l’apparato digerente. In seguito, si è osservato che i topi mostravano sintomi simili a quelli dell’autismo nell’essere umano.

Disturbi psicologici e neurogenerazione

Quando si verificano situazioni di stress prolungato nel tempo, lo stomaco riduce le sue prestazioni, in modo che il cervello possa contare su energia extra. Ciò provoca un minore afflusso sanguigno all’interno dello stomaco. La mucosa che protegge le pareti di quest’organo, inoltre, appare più sottile.

I batteri, quindi, entrano eccessivamente a contatto con le pareti intestinali e rilasciano sostanze chimiche responsabili dell’infiammazione. In seguito a ciò, il microbiota intestinale inizia a produrre diversi metaboliti che vengono inviati al cervello.

L’Università di Harvard ha pubblicato le ultime scoperte sul rapporto tra stomaco e cervello. Gli esperti hanno dimostrato che, sulla base di specifiche abitudini alimentari, i microbi dell’intestino producono alcune sostanze che viaggiano verso il cervello.

Queste molecole agiscono sugli astrociti. Tale passaggio sembrerebbe bloccare i processi di infiammazione responsabile della neurodegenerazione che provocano malattie come l’Alzheimer o il Parkinson.

Un circolo vizioso: il rapporto tra stomaco e cervello

Alla luce dello stretto rapporto tra stomaco e cervello, di cui la scienza continua a dare dimostrazioni, oggi è più facile trattare e prevenire i disturbi dell’ansia e dello stress. Potremmo persino ottenere, secondo questo filone di ricerca, migliori risultati nella prevenzione di terribili malattie neurodegenerative, visto che i cambiamenti del microbiota iniziano prima che si sviluppino i sintomi neurologici.

Nuovi studi sembrano confermare anche che pratiche come la mindfulness o le tecniche per ridurre lo stress influiscano fortemente sullo stomaco e sul microbiota, favorendo dunque il benessere fisico.

Al tempo stesso, sane abitudini alimentari aiutano a mantenere integro il microbiota intestinale, dunque a proteggere la salute psicologica dell’essere umano.

Ragazza che fa meditazione mindfulness

Nuove abitudini sane per il nostro benessere

Le scoperte degli ultimi tempi in merito alla connessione tra stomaco e cervello ci offrono diversi indizi su come un approccio olistico della salute potrebbe migliorare i trattamenti e i programmi di prevenzione che verranno elaborati.

La connessione tra mente e corpo sembra ora più reale che mai agli occhi degli scienziati. Sembra giunto il momento di riconnetterci al nostro corpo. Diventa necessario prenderci cura della nostra mente e delle nostre abitudini alimentari. Inizieremo a prestare ascolto alle tante cose che il corpo ha da dire al cervello?