Stranger Things: gestire lo stress post-traumatico

12 giugno 2018 in Film 0 Condivisi
Ragazzi di Stranger things

Lo stress post-traumatico è una conseguenza piuttosto comune in chi ha vissuto una situazione traumatica. La popolare serie di suspense e fantascienza Stranger Things ci presenta dei personaggi molto interessanti per comprenderlo.

Vivere grandi avventure e sconfiggere  mostri malvagi è più difficile di quanto sembri. Dopo un anno, tornano i personaggi di Stranger Things. Questa seconda stagione è carica di suspense e mistero.

Continuate a leggere per sapere come lo stress post-traumatico ha condizionato personaggi come Will, Undici o Joyce. Vi avvisiamo che l’articolo contiene spoiler. Decidete voi se continuare o no…

Locandina Stranger things

Stranger Things, quando il soprannaturale dilaga

Stranger Things è una serie creata nel 2016 dai fratelli Duffer. Lanciata sulla piattaforma virtuale Netflix, la serie consta di 17 capitoli divisi in due stagioni. La seconda stagione è uscita nel 2017 ed è già stato confermato che ne verrà girata una terza.

Stranger Things è ambientato nella città fittizia di Hawkins, nel 1983. In questo villaggio remoto si trova anche il Laboratorio Nazionale di Hawkins, che in apparenza si fa carico della ricerca energetica. Tuttavia, i suoi veri propositi sono occulti. All’interno dei suoi impianti vengono condotte ricerche paranormali e soprannaturali.

Lì è cresciuta la piccola Undici, una bambina con capacità fuori dal comune. Gli scienziati del Laboratorio di Hawkins volevano usare i loro poteri a fini politici. All’inizio della serie, Undici scappa dal laboratorio e conosce Mike e i suoi amici.

Mike, Dustin e Lucas sono il gruppo di amici di un bambino scomparso, Will Byers. Nonostante nessuno lo sappia, Will è stato rapito da un mostro proveniente da un mondo parallelo. In questo secondo mondo, Will deve nascondersi dal terribile mostro, patendo fame e freddo.

La serie si sviluppa nel giro di una settimana, mentre la madre di Will, Joyce e il capo della polizia, Hopper, cercano Will. Joyce e Hopper scoprono anche la grande cospirazione soprannaturale in cui è coinvolto il Governo.

Undici

Lo stress post-traumatico nella seconda stagione

Alla fine della prima stagione, Will Byers viene recuperato dall’altro mondo. È a questo punto che inizia la seconda stagione. La madre e il fratello lo aiutano a condurre nuovamente una vita normale. Tuttavia, Will Byers è stato segnato da un evento profondamente traumatico.

Ricordiamo che un trauma è una situazione che attenta al benessere psicologico di una persona. In questo modo, allude a una situazione nella quale la persona percepisce una minaccia che genera una paura molto intensa. Come molti sopravvissuti a esperienze spaventose, Will comincia a soffrire di stress post-traumatico.

Questo disturbo (chiamato DPTS o PTSD) può svilupparsi inaspettatamente in qualsiasi momento successivo a una situazione traumatica (non deve per forza essere immediato). Alla pari dei traumi, il DPTS è violento e inaspettato per la persona che ne soffre e i suoi effetti sono molto diversi, potendosi confondere talvolta con quelli di altri disturbi. Per esempio, in alcuni casi una persona può soffrire di depressione e DPTS allo stesso tempo, il che complica la diagnosi.

Will che cammina

L’effetto anniversario dello stress post-traumatico

Durante la seconda stagione della serie, Will comincia a soffrire di attacchi di panico e a sperimentare la dissociazione. Oltre a ciò, talvolta immagina di essere di nuovo nel mondo freddo in cui era stato intrappolato.

Nella serie questo è spiegato come l’effetto anniversario. L’effetto anniversario è un fenomeno che è stato osservato anche in diversi pazienti affetti da DPTS, come i soldati. Consiste in un aggravamento dei sintomi e delle manifestazioni dello stress post-traumatico quando si avvicina l’anniversario dell’avvenimento.

Alcuni specialisti spiegano l’effetto anniversario come una peculiare configurazione di fattori, soprattutto di carattere ambientale, che risvegliano ricordi e sensazioni spiacevoli, mandandoli alle stelle. Può essere provocato anche da odori, colori o persino sapori e suoni tipici di un momento vissuto in un determinato ambiente.

Una volta passata la data di anniversario dell’evento traumatico, i sintomi dello stress post-traumatico sono soliti ridursi quasi subito.

Altre manifestazioni del DPTS

Il DPTS può manifestarsi sotto diverse forme. Will Byers soffre di uno stress post-traumatico molto più grave rispetto agli altri personaggi. Tuttavia, in presenza di un evento traumatico molte persone possono risultarne compromesse.

Anche gli amici e i familiari di Will danno prova di soffrirne in qualche modo. Joyce, la madre di Will, ha delle crisi di nervi. Gli amici di Will hanno molti incubi. La sorella maggiore di Mike, che ha affrontato la creatura malvagia, prova sensi di colpa e rimorso.

Famiglia di will

Fra le manifestazioni più comuni dello stress post-traumatico vi sono ricordi ricorrenti che generano una grande angoscia, così come sogni che alludono alla situazione traumatica. Inoltre, una persona con DPTS può mostrarsi irritabile e agitata. Può anche presentare una certa preferenza per l’isolamento sociale e persino divenire ostile.

La persona può arrivare ad avere episodi tanto intensi da essere un potenziale pericolo per la sua stessa salute. In questo senso, alcune persone affette da DPTS hanno nausea, disturbi intestinali e forti emicranie. Altri pazienti perdono interesse per attività che prima generavano in essi piacere.

È comune provare sensi di colpa e vivere in solitudine. Questa sintomatologia è associata anche a un disturbo depressivo. A seguito di una situazione traumatica, è pertanto importante rivolgersi a uno specialista. Questi aiuterà la persona a trattare e a superare i possibili effetti del DPTS. Non c’è niente di male nel ricevere aiuto, né nel chiederlo.

È importante che le persone affette da DPTS non provino vergogna per le loro reazioni. Il DPTS non smette di essere un disturbo più comune di quanto si pensi, che non interessa solo le persone più deboli di carattere e che migliora di gran lunga con una valutazione e un intervento adeguati.

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