Teoria computazionale della mente

La teoria computazionale della mente è un modello esplicativo che afferma che detta entità elabora le informazioni attraverso un processo algoritmico.
Teoria computazionale della mente

Ultimo aggiornamento: 06 ottobre, 2022

Sin dai tempi antichi, gli esseri umani si sono chiesti cosa li rende diversi dagli altri animali, concentrandosi in particolare sulla natura di ciò che oggi chiamiamo mente. Tra le numerose spiegazioni proposte vi è la teoria computazionale della mente, che definisce il sistema cognitivo umano come un sistema computazionale.

Secondo questa teoria, le persone elaborano, trasformano, codificano, archiviano, recuperano e utilizzano le informazioni alla pari di un computer. Ne parliamo in dettaglio nelle righe che seguono.

Cos’è la teoria computazionale della mente?

Conosciuta anche come computazionalismo, questa teoria sostiene che la mente umana è un sistema di elaborazione delle informazioni e che la cognizione e la coscienza sono una forma di calcolo.

In altre parole, secondo la suddetta teoria, la mente prende informazioni dall’ambiente (input), le elabora, le trasforma e genera una risposta (output), attraverso un processo algoritmico. Il pensiero è dunque paragonato a un calcolo o, più precisamente, all’applicazione di un certo sistema di regole.

Detto ciò, la teoria computazionale sostiene che la mente non è semplicemente analoga a un programma per computer, ma è letteralmente un sistema computazionale.

Naturalmente, i sistemi di elaborazione artificiale più familiari sono fatti di chip di silicio o materiali simili, mentre il corpo umano è fatto di carne e ossa.

Secondo i sostenitori di tale teoria, tuttavia, nonostante le differenze fisiche, vi è una somiglianza fondamentale: l’operazione attraverso i calcoli.

Cervello come un chip.
La teoria computazionale della mente rientra nella psicologia cognitiva.

Fondamenti della teoria computazionale della mente

Il formalismo matematico

Le nozioni intuitive di calcolo e algoritmo sono fondamentali per la matematica. In termini generali, un algoritmo è una procedura esplicita per rispondere a una domanda o risolvere un problema. Fornisce istruzioni meccaniche di routine, dettando come procedere in ogni fase.

Seguire le istruzioni non richiede speciale ingegno o creatività. Per esempio, gli algoritmi delle scuole elementari descrivono come eseguire addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni.

La matematica può essere dunque considerata come una delle prime discipline che si dedica alla computazione o al calcolo.

La macchina di Turing

Una macchina di Turing è un modello teorico del computer, che dispone di tempi di calcolo e spazio di archiviazione illimitati. Il dispositivo manipola i simboli nello stesso modo in cui l’uomo manipola le informazioni durante il calcolo aritmetico.

Secondo il computazionalismo, la mente è un sistema computazionale simile a una macchina di Turing. In altre parole, i processi mentali fondamentali (come il ragionamento, il processo decisionale e la risoluzione dei problemi) sono calcoli simili a quelli eseguiti da una macchina del genere.

Fisicalismo

È una corrente filosofica che si dedica alla natura della realtà. Sostiene che ciò che esiste è esclusivamente fisico, e ciò riguarda anche la mente.

I processi cognitivi sono intesi come un epifenomeno del cervello. Alla luce di ciò, la mente può essere compresa quando la scienza è sufficientemente sviluppata per comprendere l’attività cerebrale.

Esponenti della teoria computazionale della mente

Warren McCulloch e Walter Pitts (1943) sono stati i primi a suggerire che l’attività neurale è di natura computazionale e hanno sostenuto che i calcoli neurali spiegano la cognizione.

Tuttavia, la teoria computazionale della mente è stata proposta da Hilary Putnam nel 1967. Successivamente, è stata sviluppata dal suo studente, filosofo e scienziato cognitivo Jerry Fodor, negli anni ’60, ’70 e ’80.

Principi della teoria computazionale della mente

  • La mente umana è un sistema che elabora in sequenza le informazioni simboliche sulla base di un insieme di regole di calcolo (algoritmo).
  • Computer e sistemi cognitivi umani ricevono, codificano, trasformano, archiviano e recuperano informazioni in base a regole computazionali.
Donna che pensa.
La teoria computazionale della mente propone una metafora tra il funzionamento della mente umana e il funzionamento di un computer.

Critici

La teoria computazionale della mente ha ricevuto numerose critiche, in particolare dai filosofi John Searle, Hubert Dreyfus e Roger Penrose. Queste vertono sulla riduzione del pensiero e della comprensione alla semplice applicazione di un sistema di regole.

Per esempio, per Searle la mente non si riduce alla semplice manipolazione dei simboli (grammatica o sintassi), ma possiede anche la capacità semantica di produrre o decifrare i significati dei simboli. Aspetto che ci distingue dai computer artificiali.

D’altro canto, Hubert Dreyfus afferma che l’attività umana intuitiva, creativa o abile sembra non risponde alla formalizzazione tipica di un programma informatico. Potrebbe un computer comporre la sinfonia Eroica? O scoprire la relatività generale?

O anche replicare la capacità senza sforzo di un bambino di percepire l’ambiente, allacciarsi le scarpe e discernere le emozioni altrui?

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